“Brigitte Macron è un uomo”: la première dame di Francia sporge denuncia

La moglie del presidente francese vittima di una fake news; sono oltre 57.000 i messaggi diffusi sui social con l’hashtag #JeanMichelTrogneux

Le discriminazioni non conoscono limiti né galanteria. E, parola di Gioacchino Rossini, la calunnia è un venticello… A esser presa di mira, questa volta,  Brigitte Macron, vittima di una fake transfobica. La première dame di Francia aveva detto apertamente di avere intenzione di adire per vie legali nei confronti degli istigatori delle voci circolate su Twitter secondo le quali sarebbe nata uomo con il nome di Jean-Michel Trogneux.

Negli ultimi giorni l’hashtag #JeanMichelTrogneux era stato stato infatti tra quelli più citati in Francia. Ma cosa si nasconde dietro l’ultima miserabile fake news approdata su Twitter, assurda ma insidiosa in questo periodo di vigilia elettorale (si vota fra 4 mesi per le presidenziali ed Emmanuel Macron, non ancora ufficialmente candidato, è in testa nei sondaggi).

Una fake news con il probabile intento di destabilizzare il presidente Emmanuel Macron e la moglie Brigitte a meno di cinque mesi dalle elezioni presidenziali del 2022, secondo cui Première Dame di Francia sarebbe in realtà una transgender, nata uomo e il cui nome di nascita sarebbe Jean-Michel Trogneux, da cui l’hashtag #JeanMichelTrogneux che dal 7 novembre gira su Twitter ed altri social. Una campagna online contro la quale la signora Macron ha deciso ora di sporgere denuncia. Ma non è tutto: secondo gli autori della campagna sul web, la First Lady di Parigi non sarebbe nemmeno la madre dei propri figli. Bufale che secondo France Info sarebbero stata diffuse da ambienti anti-Macron cospirazionisti e vicini all’estrema destra. Secondo Libération. Sono oltre 57.000 i messaggi diffusi sui social con l’hashtag #JeanMichelTrogneux.

La fake news è stata condivisa, in particolare, “da profili ostili a Emmanuel Macron, di ambienti vicini all’estrema destra, antivax o covid-scettici”, precisa il giornale. Non è la prima volta che la Première Dame è oggetto di attacchi legati alla sua età o al suo fisico. Del resto, durante la campagna presidenziale che nel 2017 lo portò all’Eliseo, lo stesso Macron fu oggetto di voci su una sua presunta relazione omosessuale con l’allora presidente di Radio France, Mathieu Gallet. Voci che Macron stesso neutralizzò con una battuta fulminante durante un incontro elettorale a Parigi, nel febbraio 2017, a pochi mesi dal suo trionfo all’Eliseo: “Non ero io, era il mio ologramma”.

I responsabili

La risposta di Brigitte, spesso presa di mira su internet, questa volta è stata intransigente: sporgerà denuncia affinché i responsabili siano identificati e puniti.

Secondo gli inquirenti all’origine dell’hastag transfobico («#JeanMichelTrogneux») c’è un articolo pubblicato in settembre da Faits et documents, una rivista francese di estrema destra specializzata in ritratti scandalistici di personalità politiche. L’autore sarebbe una certa Natacha Rey, una pseudo giornalista che visibilmente detesta la coppia Macron: “Ho riunito documenti e fotografie e ne ho parlato con numerosi esperti. Sulla base di questi elementi posso affermare che la vera identità della nostra first lady non è Brigitte ma Jean-Michel Trogneux. Un uomo, dunque, non una donna“.

È da ricordare che Trogneux è il nome da nubile di Brigitte Macron… Ripresa a cascata da siti web dei gilet gialli, dagli adepti delle tesi complottiste e identitarie e dai no-vax contrari alla politica sanitaria del governo, la “fake news“ contro Brigitte si è sparsa a macchia d’olio, con la stessa rapidità con cui si era diffusa quattro anni fa quella su una presunta omosessualità di Emmanuel Macron. All’epoca era stato addirittura rivelato il nome del suo amante: il presidente di Radiofrance, Matthieu Galet.

Fu l’imperturbabilità del presidente (“se fossi omosessuale non esiterei a dirlo”) a spiazzare gli avversari, che adesso tornano all’attacco colpendo sua moglie. Come a dire: se Brigitte è un uomo, Emmanuel Macron è di conseguenza omosessuale… Questo genere di complottismo ha un nome: “elite gender inversion”, teoria secondo cui le élites sono costituite da degenerati che mentono su tutto, compreso il genere sessuale cui appartengono. La matrice ideologica proviene da QAnon e da altri gruppi di estrema destra americani, gli stessi secondo cui anche Michelle Obama è un uomo (il suo vero nome sarebbe Michael Lavaughn Robinson).