La campionessa di basket Usa detenuta in Russia: tensione da Guerra Fredda tra i Paesi

La star della W.N.B.A. Brittney Griner è stata fermata in un aeroporto fuori Mosca con l'accusa di trasportare olio di hashish nel suo bagaglio. Ma sul caso rimangono ancora molti dubbi

Mentre la tensione tra Russia e Stati Uniti cresce a causa della guerra in Ucraina, le autorità del Cremlino hanno fermato Brittney Griner, una star della W.N.B.A., con l’accusa di detenzione di stupefacenti. Il servizio federale delle dogane ha infatti annunciato sabato 5 marzo la sua carcerazione, dichiarando però che è stata fermata all’aeroporto di Sheremetyevo, vicino a Mosca, il mese scorso. Il fermo della cestista americana, 31 anni, sette volte vincitrice del W.N.B.A. All-Star con Phoenix Mercury e figura chiave di due nazionali campionesse olimpiche, arriva durante un infiammato stallo nei rapporti tra Stati Uniti e Russia a causa dell’invasione in Ucraina e trascina la giocatrice nel mezzo della crisi più acuta tra i due Paesi dai tempi della guerra fredda.

Brittany Griner, campionessa Usa arrestata in Russia con l’accusa di trasporto di droghe su larga scala

Le accuse

Le accuse avanzate dalle autorità russe sono potenzialmente gravi. Grazie ad un cane antidroga all’aeroporto della cittadina vicino a Mosca, i funzionari della dogana avrebbero perquisito i bagagli di Griner, trovandovi all’interno alcune cartucce di vape contenenti olio di hashish. È stata un’agenzia di stampa russa, di proprietà statale, a identificare la proprietaria nella famosa giocatrice di basket. L’olio di hashish è un estratto di marijuana che ha un’alta concentrazione della sostanza chimica psicoattiva THC, ed è comunemente venduto nella cartucce per gli svapatori (le sigarette elettroniche). Il servizio doganale, in merito al caso dell’atleta americana, ha detto che è stato aperto un procedimento penale contro di lei, con l’accusa di trasporto di droghe su larga scala, che potrebbe portare ad una pena fino a 10 anni di carcere.

Una questione poco chiara

Sul caso dell’arresto della cestista di Phoenix Mercury fermata in aeroporto rimangono molti lati oscuri

“Brittney si è sempre comportata con la massima professionalità durante il suo lungo rapporto con la pallacanestro statunitense”, ha scritto la U.S.A. Basketball su Twitter sconvolta dall’accaduto. Anche perché l’intera vicenda, venuta alla luce nei giorni di guerra in Ucraina, appare poco chiara. Così come le sue implicazioni politiche. Il momento dell’arresto della giocatrice, intanto, rimane oscuro: lo screening dei bagagli all’aeroporto è avvenuto a febbraio, secondo il servizio doganale, sollevando la possibilità che Griner sia stata fermata diversi giorni prima dell’annuncio ufficiale. La 31enne ha infatti fatto l’ultimo accesso su Instagram il 5 febbraio: la tempistica fornita lascia aperta l’ipotesi che il caso possa essere stato in corso in segreto per settimane prima che le autorità del Paese scegliessero di richiamare l’attenzione su di esso. Non è ancora chiaro se la Russia abbia preso di mira la Griner come leva contro gli Stati Uniti, che hanno condotto un ampio sforzo per imporre dure sanzioni al governo di Mosca e alla sua élite.

Lunedì, Jen Psaki, l’addetto stampa della Casa Bianca, ha detto di aver “visto i rapporti” sulla detenzione di Brittney Griner, ma che la legge federale sulla privacy impedisce al governo degli Stati Uniti di discutere la detenzione di una persona senza il suo consenso scritto. Anche il Segretario di Stato Antony J. Blinken ha citato i vincoli sulla privacy domenica, quando non ha voluto commentare la carcerazione della giocatrice in una conferenza stampa a Chisinau, in Moldavia. Blinken, inoltre, non ha risposto a una domanda se il Cremlino avesse dato nota dell’arresto come ritorsione per la questione delle sanzioni economiche, militari e diplomatiche che gli Stati Uniti hanno lanciato contro la Russia negli ultimi giorni. Tuttavia, nonostante non ci siano prove certe della cosa, quello che è sicuro è che non i stratta del primo caso.

I casi precedenti

L’appello della moglie di Brittney Griner: “Grazie per il sostegno, ma vi chiedo di rispettare la nostra privacy”

I funzionari americani hanno infatti ripetutamente accusato la Russia di detenere cittadini statunitensi con pretesti dubbi. “Questo caso segue un preciso disegno della Russia che detiene ingiustamente e imprigiona cittadini americani” ha scritto su Twitter Joaquin Castro, senatore democratico del Texas, citando il caso di Trevor Reed, un ex marine Usa che un tribunale russo ha condannato a nove anni di carcere nel 2020 con l’accusa di violenza contro gli agenti di polizia, che la sua famiglia e sostenitori hanno descritto come fraudolenta. Sabato 5 marzo, dopo la notizia del fermo della giocatrice di basket, il Dipartimento di Stato ha rilasciato un avviso aggiornato esortando gli americani a lasciare la Russia immediatamente dato il “potenziale di persecuzione contro i cittadini statunitensi da parte dei funzionari di sicurezza del governo russo”.

L’appello della moglie di Brittney 

Brittney Griner è una delle più forti giocatrici di basket a livello internazionale degli ultimi anni. Dal 2015, durante le pause del campionato statunitense nel quale la cestista gioca per i Phoenix Mercury, prende parte anche a quello russo con l’UMMC Ekaterinburg. Molte stelle della W.N.B.A. contano sul reddito dei campionati d’oltreoceano, che in Russia si gioca nei mesi invernali e le giocatrici straniere che partecipano a volte restano nello Stato fino alla primavera.

Cherelle Griner: “Continuiamo a lavorare per riportare mia moglie a casa sana e salva”

Quando la cestita è stata arrestata all’aeroporto di Sheremetyevo la moglie Cherelle ha postato una foto su Instagram scrivendo: “Grazie a tutti coloro che mi hanno contattato per il ritorno in sicurezza di mia moglie dalla Russia. Le vostre preghiere e il vostro sostegno sono molto apprezzati. Amo mia moglie con tutto il cuore, quindi questo messaggio arriva in uno dei momenti più difficili della mia vita. Capisco che molti di voi hanno imparato ad amare BG nel corso degli anni e sono preoccupati e vogliono dettagli. Vi prego di rispettare la nostra privacy mentre continuiamo a lavorare per riportare mia moglie a casa sana e salva”.

Qualche giorno fa Cherelle Griner è tornata a lanciare un messaggio dai social, rivolto alla compagna: “Ti amiamo tesoro! La gente mi dice “tieniti occupata”. Eppure, non c’è un lavoro in questo mondo che possa impedire a qualcuno di noi di preoccuparsi per te. Il mio cuore, i nostri cuori, saltano tutti i battiti ogni giorno che passa. Mi manca la tua voce. Mi manca la tua presenza. Sei la nostra persona! Non ci sono parole per esprimere questo dolore. Sto soffrendo, stiamo soffrendo. Stiamo aspettando il giorno in cui potremo amarti come una famiglia”.