Brittney Griner rimarrà in carcere un altro mese: la Russia proroga la detenzione preventiva

La stella del basket statunitense è detenuta da febbraio con l'accusa di contrabbando di droga. Il governo Usa parla di accuse ingiustificate

Un tribunale russo ha prorogato di un altro mese la detenzione preventiva della stella del basket statunitense Brittney Griner, detenuta da febbraio con l’accusa di contrabbando di droga. La 31enne, che secondo il governo statunitense è detenuta ingiustamente, rimarrà in custodia cautelare almeno fino al 18 giugno, come ha stabilito venerdì la giuria di Khimki, alle porte di Mosca. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale TASS, citando un comunicato stampa del tribunale. All’uscita dall’udienza, la ragazza era ammanettata e indossava un pullover arancione con cappuccio e la testa bassa, come mostra una foto dell’Associated Press.

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La giocatrice di basket USA Brittney Griner all’uscita del tribunale russo che ha prolungato la sua detenzione preventiva per un altro mese (AP)

Le accuse

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price riferisce che un funzionario dell’ambasciata statunitense ha potuto parlare con la detenuta a margine dell’udienza di venerdì mattina: “Ha confermato che Brittney Griner sta facendo del suo meglio in quelle che possono solo essere descritte come circostanze estremamente difficili“, ha detto Price in una telefonata alla CNN. Griner, 31 anni e due volte medaglia olimpica, è stata arrestata all’aeroporto di Mosca a metà febbraio con l’accusa di detenzione e traffico su larga scala di sostanze stupefacenti: nel suo bagaglio c’erano infatti alcune cartucce per svapatore a base di oli di hashish, un estratto di marijuana che ha un’alta concentrazione della sostanza chimica psicoattiva THC. Come molte colleghe della WNBA, quando il campionato americano è in pausa le giocatrici sono solite spostarsi in altri stati militando in campionati esteri, nel suo caso quello russo. Contro di lei è stato aperto un procedimento penale e la cestista rischia fino a 10 anni di carcere. A marzo un tribunale russo aveva annunciato di aver prolungato la sua detenzione preventiva fino a metà maggio. All’epoca, una fonte vicina alla situazione aveva dichiarato alla CNN che non era stata fissata una data per il processo.

I sostenitori

“Sta bene”, ha assicurato l’avvocato Aleksandr Boikov, spiegando però che il tribunale ha respinto la sua richiesta di trasferire la campionessa agli arresti domiciliari. Il dipartimento di Stato americano ha più volte denunciato come ingiusta la detenzione della star del basket, assicurando che il governo “proseguirà i suoi sforzi per portare un sostegno” alla Griner.
Alcuni sostenitori, tra cui la famiglia della giocatrice e la WNBA, hanno chiesto con forza il suo rilascio, mentre altri hanno espresso il timore che le autorità russe possano usare la ragazza come pedina politica nel contesto delle tensioni per l’invasione dell’Ucraina. Il rinnovo della detenzione preventiva di Griner di venerdì “non era inaspettato”, ha dichiarato un portavoce della Lega di basket americana, “e la WNBA continua a lavorare con il governo degli Stati Uniti per riportare a casa BG in sicurezza e il prima possibile”.

L’ufficio presidenziale per gli ostaggi

In patria il suo caso è gestito direttamente da un funzionario del Dipartimento di Stato. L’ufficio presidenziale per gli ostaggi, in particolare,  guida gli sforzi diplomatici del governo a stelle e strisce per ottenere il rilascio di americani ingiustamente detenuti all’estero. È stato quest’ultimo, infatti, ad assicurare il rilascio del veterano dei Marines Trevor Reed dalla Russia il mese scorso, durante uno scambio di prigionieri con il cittadino russo Konstantin Yaroshenko. “A prescindere dai procedimenti legali russi, Brittney Griner è stata ufficialmente designata come detenuta ingiustamente dal governo degli Stati Uniti ed è trattenuta da 85 giorni“, ha dichiarato venerdì Lindsay Colas, agente della cestista. “Per questo motivo – per rispetto della sacralità dello sport e per sostenere la fiducia di tutti gli atleti che viaggiano all’estero per gareggiare – ci aspettiamo che la Casa Bianca utilizzi tutte le opzioni per riportarla a casa immediatamente e in sicurezza”. Anche il “Richardson Center”, che si occupa privatamente di difendere le famiglie di ostaggi e detenuti, ha dichiarato che sta lavorando per conto della famiglia Griner per cercare di ottenere il suo rilascio.