Bruces Beach, espropriata alla famiglia afroamericana, torna agli eredi 109 anni dopo

Il governatore della California Gavin Newsom, ordina per legge di avviare le procedure per l’immediata restituzione della proprietà ai discendenti della famiglia cui l'area venne confiscata con un pretesto
Brucès Beach torna alla famiglia afroamericana a cui apparteneva 100 anni fa.

Con una decisione storica la California restituisce la proprietà fronte mare a Manhattan Beach, non lontano da Los Angeles, ai discendenti di Willa a Charles Bruce, che l’avevano acquistata nel 1912 aprendovi il primo resort per afroamericani della costa occidentale. Nonostante il successo, la famiglia Bruce e i suoi ospiti furono minacciati per anni, anche dal Ku Klux Klan con varie rappresaglie per convincerli a lasciare.

Quando però apparve  evidente che le minacce e gli avvertimenti non funzionavano, il consiglio comunale di Manhattan Beach – area in cui anche ora gli afroamericani sono una minoranza, rappresentando solo l’1% della popolazione – decise di espropriare i Bruce della proprietà con una legge che li obbligava a lasciare perché il terreno sarebbe stato convertito in un parco.

Ma si trattava di una scusa: la proprietà è rimasta inutilizzata per anni dopo la confisca negli anni 1920, per l’esattezza nel 1924 nell’era delle leggi Jim Crow. Nel 1948 la proprietà è passata allo stato della California mentre nel 1995 è stata trasferita alla contea di Los Angeles.

È a quest’ultima che il governatore dello stato, Gavin Newsom, ordina ora per legge di avviare le procedure per l’immediata restituzione della proprietà agli eredi della famiglia Bruce.

“Come governatore della California faccio una cosa che apparentemente Manhattan Beach non vuole fare: mi scuso con la famiglia Bruce”, ha detto Newsom senza nascondere la sua soddisfazione. “Questo evento può agire da catalizzatore: quello che abbiamo fatto qui può essere replicato ovunque”, ha spiegato incassando il plauso dei gruppi a sostegno dei risarcimenti agli afroamericani per la schiavitù e il razzismo, che vedono nell’iniziativa una possibile svolta e un primo segnale di cambiamento dove dalle parole che si susseguono da anni si passa finalmente ai fatti. Pur celebrando come una “pietra miliare” la decisione, gli eredi di Bruce mettono però in evidenza come “non si tratta di un risarcimento. Si tratta di una restituzione per un atto criminale“, per un’espropriazione avvenuta per legge.

Parole che indicano come, al di là dei primi passi in avanti, la strada è ancora lunga. In ogni caso la restituzione rappresenta una rivoluzione anche nelle vite dei discendenti di Bruce che si ritrovano improvvisamente multimilionari: il valore della proprietà è di circa 75 milioni di dollari. Willa e Charles spesero 1.225 dollari per acquistarla nel 1912.