Bullismo a Jesi, il bambino di 8 anni picchia i compagni e tutta la classe non si presenta più a scuola

Botte in faccia, pugni sul naso e amuchina negli occhi. In provincia di Ancona, quattordici ragazzi sono stati lasciati a casa dai genitori per protestare contro i continui episodi di violenza nella scuola primaria "Collodi"

Un bambino bullo talmente violento da far rimanere a casa un’intera classe. È quanto accaduto nella scuola primaria di viale Verdi “Collodi”, a Jesi, in provincia di Ancona. I genitori dei bambini, stanchi dei continui episodi di bullismo commessi da due anni da un bimbo di 8 anni , hanno deciso di protestare, non mandando più a scuola i loro figli. “Abbiamo deciso di tenere i nostri figli a casa perché non ci sentiamo più al sicuro – spiega un rappresentante del gruppo delle mamme e dei papà -. Sono due anni che i nostri piccoli subiscono botte, interruzioni di lezioni, parolacce e insulti da parte di un bambino di 8 anni. Abbiamo fatto una relazione al vice Questore, sono state attivate anche figure professionali e assistenti sociali, ma nulla. Le maestre le hanno provate tutte. Ecco perché chiediamo a gran voce che vengano adottate misure efficaci a tutela dei nostri figli”.

Quattordici i bambini della classe che da tre giorni non si presenta più a scuola. “Sono rimasti tutti a casa, tranne lui”, dichiarano i genitori che con questa protesta sperano di poter fare arrivare il messaggio alla dirigenza scolastica e alla famiglia del bambino bullo. “La scorsa settimana il bullo ha rotto il dente a un compagno – spiegano i genitori -, una bimba ha ricevuto botte e pugni in testa, un’altra l’amuchina negli occhi. E ancora, un’altra bambina ha ricevuto un pugno nel naso. Mandereste i vostri figli a scuola se sapeste che potrebbero essere malmenati? Noi non siamo più sicuri a lasciarli – aggiungono le mamme e i papà – e per questo chiediamo alla dirigente scolastica che vengano presi provvedimenti disciplinari”.

Secondo la ricostruzione dei genitori, in passato alcuni bambini, sfiniti dalle continue violenze del compagno, avrebbero chiesto di cambiare classe e a quanto pare “c’è chi è stato costretto a trasferire il figlio in un’altra scuola, non potendone più di subire angherie”, sostiene una rappresentante dei genitori. “Ora che alcuni alunni sono collegati in Dad – ha aggiunto -, le famiglie possono vedere con i loro occhi cosa accade in classe: proprio l’altro giorno abbiamo visto questo bambino lanciare dei banchi”. Per tutti questi motivi i genitori hanno deciso di protestare, lasciando i propri figli a casa: “Siamo determinati a difendere i nostri bambini da tutte le conseguenze spiacevoli che potrebbero derivare da questa situazione. Andremo fino in fondo e abbiamo già intrapreso le vie legali”.

Lidia Prospesi, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “San Francesco” cui appartiene la scuola “Collodi” ha dichiarato di non negare “l’esistenza a scuola di una situazione di problematicità. Credo che però i toni utilizzati per descrivere questa circostanza siano esasperati”. E così spiega: “L’Istituto, preso atto del problema, si è attivato sin da subito, adottando tutte le misure possibili. Sono state effettuate riunioni online, è stato attivato lo psicologo e altre figure professionali. La situazione è monitorata ed è stato fatto tutto ciò che una scuola può fare per risolverla”. Poi la dirigente ha tenuto a precisare che “non ci sono stati trasferimenti di alunni in altre scuole: un paio di bambini ha cambiato scuola per motivi familiari ben diversi”.

Bullismo e cyberbullismo, oltre il 50% dei ragazzi ne è vittima in Italia

In Italia oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo. Così ricorda la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps). La questione diventa ancor più grave per quanto riguarda il cyberbullismo. Secondo un’indagine realizzata dall’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo – che hanno raccolto le opinioni su bullismo e cyberbullismo di 8mila giovani, femmine e maschi, delle scuole secondarie in tutta Italia – il cyberbullismo colpisce per lo più le ragazze: il 12,4% delle giovani ammette di esserne state vittima, contro il 10,4% dei ragazzi. A questi dati si sommano le molestie e i commenti a sfondo sessuale, subiti dal 32% delle ragazze, contro il 6,7% dei ragazzi.