Bullismo e molestie scolastiche: in Francia la proposta di legge per punire i colpevoli con il carcere

Una multa da 45 a 150 mila euro o, per i casi più gravi, la reclusione da 3 a 100 anni. Queste le pene previste dalla nuova legge promossa dal deputato Erwan Balanant

Almeno un bambino su 10 è stato vittima di atti persecutori e, dall’inizio dell’anno, una ventina di studenti si sarebbero suicidati proprio perché presi di mira dai compagni, secondo i dati dell’associazione Hugo. Un fenomeno, quello del bullismo, che in Francia assume contorni sempre più allarmanti. Tanto che “Un giovane impiegato in un’azienda ora è più tutelato di uno studente in un liceo” afferma il deputato MoDem Erwan Balanant. Visto il gravissimo problema che affligge il suo Paese il politico sostiene che questo sia il momento giusto per pensare a una vera e propria legge contro il bullismo scolastico. “Dobbiamo definire un divieto e, insieme, ci deve essere una componente di prevenzione essenziale in tema di bullismo”. Così Balanant ha presentato un disegno di legge che, se venisse approvato, punirebbe le molestie a scuola con multe molto salate (da 45 a 150 mila euro) o addirittura con il carcere (da 3 a 10 anni di reclusione, nel caso la vittima sia indotta al suicidio o al tentativo di suicidio).

Il deputato MoDem Erwan Balanant

Nel testo della proposta vengono anche specificati i casi di applicazione della misura: “costituiranno molestia accademica atti di violenza commessi nei confronti di un alunno o di uno studente – si legge – nelle scuole e negli istituti educativi, anche quando gli alunni entrano o escono e nei paraggi degli istituti”. Certo, prevedere il carcere per persone anche molto giovani, addirittura ragazzini, che magari provengono da contesti familiari difficili (non che costituisca attenuante o giustificazione), comporta il rischio che la reclusione possa rendere ancora più difficile il recupero dei soggetti problematici. Proprio per questo è stata studiata un’alternativa alla prigione, cioè la possibilità di un percorso di “empowerment nella vita scolastica”.

La proposta di legge, comunque, riguarderebbe non solo gli studenti ma anche gli adulti, perché “il bullismo scolastico non è solo tra studenti” fa notare il deputato Balanant. Oltre alla dura stretta sulle pene, infatti, verrebbe prevista anche una formazione specifica per medici, infermieri, psicologi e membri delle forze dell’ordine. Si prevedrebbe, in sostanza, un reato specifico, così da facilitare la presentazione delle denunce e una risposta, da parte degli agenti, consapevole. Uno dei problemi più gravi, infatti, è che al momento la polizia “a volte tende a minimizzare i fatti denunciati dalle vittime”, come denuncia l’avvocato Gauthier Lecocq, in un’itervista a la-croix.com. Un secondo riguarda la lunghezza delle indagini che, prosegue il legale, “richiede talvolta sei o otto mesi, periodo durante il quale il minore o il giovane continuano a subire vessazioni, talvolta con drammatiche conseguenze”.

Il bullismo, in ogni caso, rimane un fenomeno culturale e la punizione degli studenti, anche se verrà approvata la legge, andrebbe sempre accompagnata a una riflessione su quello che si può fare per provare ad estirparlo alla radice, tenendo sempre ben in conto la salute delle vittime ma anche la motivazione scatenante degli aggressori. Senza questa riflessione non basterà certo una multa o un periodo in carcere per risolvere una drammatica pratica che ‘miete’ ogni anno decine di vite.