Campus Pride: “I college più omofobi degli Usa hanno tutti un’affiliazione religiosa”

L’organizzazione no-profit che dal 2015 mappa l’omotransfobia all’interno dei college americani, quest’anno ha inserito nella lista 180 istituti. "Il numero più alto registrato finora", passando in rassegna violazioni di ogni tipo: dal divieto per i dipendenti di avere una relazione omosessuale alla richiesta di essere esentati dal titolo IX

Campus Pride, un’organizzazione americana no-profit Lgbtq+, ha redatto la “Worst List” dei college più omofobi e transfobici degli Stati Uniti. Una carrellata che ha incluso 180 istituti, il numero più alto da quando l’organizzazione, nel 2015, ha iniziato a mappare la cultura omofobica nel mondo dell’istruzione. Ma come ha scovato e selezionato i Peggiori? Come riporta Campus Pride sul suo sito, per arrivare alla lunga lista di trasgressori l’organizzazione ha seguito essenzialmente due criteri. Il primo “si basa sulla storia di ogni singolo college e sul tracciamento di azioni, pratiche e programmi anti-Lgbtq+”. Il secondo, invece, tiene in considerazione “se e quando l’università ha ricevuto o richiesto un’esenzione dal Titolo IX“.

Per chi non lo sapesse, il Titolo IX ha una storia complessa e intricata. Approvato per la prima volta sotto gli emendamenti sull’istruzione del 1972, da allora negli Usa ha specificamente vietato la discriminazione nelle istituzioni educative “sulla base del sesso“. L’amministrazione Obama ha interpretato la scriminante del sesso per includere non solo il genere assegnato alla nascita, ma anche l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Ma, nel 2017, l’amministrazione Trump ha automaticamente esentato le istituzioni religiose dal Titolo IX, aprendo la strada ai conservatori, che stanno spingendo per escludere gli atleti trans dalla partecipazione agli sport universitari. Ironia della sorte, quindi, “un emendamento che avrebbe dovuto promuovere l’uguaglianza è diventato un’arma per i politici anti-Lgbtq+ e i gruppi religiosi che sperano di escludere legalmente gli studenti queer dall’università”, dichiara l’organizzazione.

Sfogliando la lista di Campus Pride (clicca qui) si passano in rassegna violazioni di ogni tipo: dai divieti assoluti per coppie visibilmente queer di accedere a posti di lavoro all’interno di college, ai simboli queer vandalizzati nel campus. Fino alle richieste, da parte dei college accomunati dall’avere un’affiliazione religiosa, di essere esentati dal Titolo IX per consentire agli istituti di discriminare i suoi studenti sulla base dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere, dello stato civile, della gravidanza o della ricezione dell’aborto, pur ricevendo fondi federali. Sul sito si scopre che l’ex presidente della Brigham Young University (BYU), ad esempio, ha denunciato pubblicamente gli studenti appartenenti alla comunità Lgbtq+ presenti nel suo istituto + all’inizio del 2021 e che l’amministrazione dell’università ha anche coperto casi di violenza sessuale tra persone dello stesso sesso. Per l’organizzazione che l’ha redatta, questa lista serve come promemoria per mostrare quali sono i progressi che il mondo dell’istruzione deve ancora fare nella direzione dell’inclusione. Ma anche uno strumento per quegli studenti queer che abbiano voglia di candidarsi in questo momento come rappresentanti dei college, perché potrebbe “prepararli e salvarli da danni indebiti“.