Capodanno? Meglio senza botti. A rischio migliaia di animali e la salute delle persone

Secondo il Wwf ogni anno a causa dei fuochi artificiali e dei botti muoiono circa 5mila animali, sia domestici che selvatici. A rimetterci però (a volte anche la vita) spesso è anche l'uomo

Una vera e propria strage: si stima che ogni anno in Italia almeno 5.000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno. La denuncia è del . “Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, anche rapaci, che spaventati perdono il senso dell’orientamento e fuggono istintivamente rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità” sottolinea l’associazione ambientalista. “Altri abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti), vagano al buio alla cieca e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia”.

Non va meglio per i nostri amici domestici: “Nei gatti, e soprattutto nei cani, il botto crea stress e spavento, fino ad indurli a fuggire dal rumore insopportabile. Ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sensibile di quella umana”. Niente pace nemmeno per gli animali d’allevamento, come mucche, cavalli e conigli perché, sempre stando a quanto denuncia il Wwf, “le conseguenze delle esplosioni possono provocare addirittura l’aborto da trauma da spavento”. Una strage dunque. Compiuta tragicamente nell’indifferenza generale e per un motivo che rivela lo stadio infantile in cui talvolta continua a crogiolarsi l’umanità.

Il chiarore ed il rumore di botti fragorosi che illuminino l’arrivo del nuovo anno ed esorcizzino le brutture di quello che se ne va. Antico rito apotropaico che ovviamente non ha alcun riscontro nella realtà. Ma tant’è. Il conto di questa follia, pubblicamente permessa, è pagato dai poveri animali a due o quattro zampe. Ed anche, non di rado, dallo stesso animale uomo, non essendo pochi infatti i feriti, i mutilati e le vittime dei botti. “La nostra presenza sul Pianeta è già abbastanza invasiva, evitiamo l’accensione ed i lanci di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici che, oltre a traumatizzare e spesso provocare il ferimento o la morte di molti animali selvatici e domestici, avvelenano ancor di più l’aria delle nostre città con ulteriori sostanze chimiche” è questo l’appello di Fulco Pratesi, Presidente onorario Wwf Italia per chiudere in bellezza (è proprio il caso di dirlo) questo 2021 non certo particolarmente ‘fausto’.

Tra le altre cose, i fuochi artificiali sono causa anche di un grave inquinamento, non solo acustico ma anche atmosferico, a causa delle emissioni di particolato fine e composti altamente pericolosi, tra cui metalli e perclorato d’ammonio. “A seconda della composizione delle polveri, possono essere emessi metalli pesanti ed elementi pericolosi quali antimonio, bario, arsenico e altri con valori non trascurabili” sottolinea l’associazione. Che, aggiunge, “è dimostrato come la notte di Capodanno si registri un inquinamento dell’aria, con particolare riferimento alle polveri sottili, superiore alle peggiori giornate di traffico veicolare. Il danno è amplificato dalla simultaneità dell’evento, quando l’intero territorio è “bersagliato” da esplosioni pirotecniche”.

E poi l’enorme quantità di rifiuti generati dai fuochi, soprattutto per quelli detonati in mare. “L’alluminio, a contatto con l’acqua salata del mare, può modificarsi e rilasciare sostanze nocive. Per non parlare della plastica e dei suoi frammenti che, sia a terra sia a mare, costituisce un vero pericolo per la biodiversità” precisa il Wwf, che anche quest’anno, spesso inascoltato, ha invitato i Sindaci ad intervenire per vietare l’uso di quei prodotti che, per dimensioni, entità del rumore e gittata rappresentano un grave rischio e disturbo non solo per l’uomo ma anche per gli animali domestici e selvatici, tra cui tanti uccelli.