Carlotta Gilli e Alessia Berra, staccate in vasca e abbracciate sul podio dopo il trionfo italiano nei 100 delfino

Le due azzurre hanno dominato la gara piazzandosi ai primi due posti- sul podio Carlotta ha voluto accanto a sé Alessia. Commossa la vincitrice, raggiante la sconfitta che è stata modello per la giovane compagna. Pancalli: "Simboli della fratellanza paralimpica"

 Carlotta Gilli e Alessia Serra dopo il trionfo azzurro nei 100 delfino alle Paralimpiadi

In vasca l’ha staccata di quasi tre secondi, ma sul podio l’ha voluta accanto a sé, ascoltando l’una abbracciata all’altra l’inno di Mameli. Come se nel 100 metri delfino s13 non esistesse una seconda classificata ma due prime. Struggente la cerimonia di premiazione della gara che ha visto l’Italia conquistare le prime due piazze nel nuoto, con la vittoria di Carlotta Gilli, 20 anni di Moncalieri (Torino) e il secondo posto di Alessia Berra, 27 anni, brianzola. Le atlete azzurre con divise dai colori diversi (una a sfondo bianco l’altra nero) hanno trascorso abbracciate l’ecuzione della colonna sonora di Fratelli d’Italia che hanno accompagnato cantandone i versi. Opposti, gli stati d’animo fatti trasparire in tv: raggiante la “sconfitta“, che sfodera sorrisi. Commossa la vincitrice, di cui si nota il cuore gonfio di sentimenti. Alessia è stata per Carlotta modello di ispirazione (come Morlacchi per Barlaam) e ne è di fatto una coach. Ma quel che colpisce è l’abbraccio, la condivisione del primo gradino del podio. Lo sport che affratella e aggiunge un ulteriore motivo etico alle Paralimpiadi che di etica trasudano in ogni momento.
A Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico non sfugge l’abbraccio fra le azzurre: “E’ il simbolo della famiglia paralimpica“, osserva il numero 1. Che aggiunge: “Dietro le nostre medaglie ci sono impegno e tanta passione. E la passione fa la differenza “