Carolina Ginesini, un angelo in carcere: “Io e la mia associazione aiutiamo i detenuti, ma sono loro a salvarci”

Praticante in uno studio legale e volontaria de "L'Altro Diritto", la ragazza si occupa di tutelare i diritti dei carcerati a Massa: "Proviamo a essere utili per chi convive con la sofferenza"

Ogni sabato Carolina Ginesini, di Carrara, laureata in giurisprudenza, praticante nello studio legale dell’avvocatessa Cristina Lattanzi, va nel carcere di via Pellegrini a Massa dove da cinque anni insieme a un gruppo di cittadini fa volontariato per i detenuti. Un tipo di volontariato particolare che lei racconta con un pizzico di emozione che regala una atmosfera particolare a questa esperienza. Carolina è stata per cinque anni la referente dell’associazione ’L’Altro Diritto’ che svolge un ruolo di tutela paralegale per i detenuti, senza sostituirsi ai loro difensori, ma integrandone il ruolo e creando quella finestra sul mondo per chi vive all’interno del carcere. Ora la sua esperienza volge al fine e il testimone passerà nelle mani di Chiara Bertelloni. Ma Carolina continuerà a fare volontariato perché per lei il carcere, ma soprattutto i detenuti, sono diventati parte integrante della sua vita, della sua esperienza giuridica, del suo cuore.

Carolina Ginesini si è laureata in giurisprudenza

Carolina, come nasce questa esperienza?
“Ho incontrato quest’associazione quando studiavo giurisprudenza a Pisa e ho voluto capirne di più. In pratica ci occupiamo di sostenere i detenuti per quanto riguarda gli aspetti legali senza sostituirci ai loro difensori. Ad esempio li aiutiamo a fare un’istanza per ottenere un permesso e altre pratiche che non riuscirebbero a fare da soli. E così in questi cinque anni ho avuto modo di conoscere persone che, al di là dei reati commessi, mi hanno regalato emozioni e sentimenti che mi hanno arricchita moltissimo. Ormai li conosco tutti e ricordo i loro nomi. E dico sempre che non siamo noi dell’associazione ad aiutare loro, ma sono loro che ci ‘salvano’”.

Ora passa il testimone?
“Sì, dopo cinque anni è giusto che questa esperienza abbia un altro referente. Chiara Bertelloni è una persona fantastica che saprà svolgere questo ruolo in modo eccezionale. Ma io continuerò ad andare in carcere. Un detenuto mi ha scritto sul giornalino una lettera di ringraziamento, uno dei regali più belli che abbia mai ricevuto. La nostra associazione si autofinanzia e stiamo facendo una raccolta fondi sulla pagina Facebook. Grazie a chi ci aiuta economicamente siamo in grado di sostenere le spese che affrontiamo per dare una mano ai detenuti. Iniziative finalizzate a far conoscere all’esterno la popolazione carceraria e ad abbattere i pregiudizi. Ci siamo anche attivati per la nomina di un garante comunale dei diritti dei detenuti”.

Carolina Ginesini ora sta cercando di intraprendere la carriera di avvocato o di magistrato

Qual è il suo sogno nel cassetto?
“Vedrò se intraprendere la carriera di avvocato o quella di magistrato. Ma continuerò sempre nella mia attività di volontariato per detenuti. A toccare con mano realtà difficili, con la possibilità di mettersi a disposizione per provare a essere utili a chi vive una situazione di sofferenza come quella della detenzione”.

E oggi Carolina sarà ancora una volta in carcere mentre Chiara Bertelloni la sostituirà nel ruolo di referente dell’associazione ’L’Altro Diritto’.