Carolina Marconi, dal tumore all’adozione negata di un bambino: “In Italia serve una legge sul diritto all’oblio oncologico”

La showgirl ha denunciato su Instagram che le è stata negata la possibilità di adottare un bambino "nonostante io sia guarita e stia bene". L'appello per sostenere la raccolta firme sul diritto all'oblio dei pazienti oncologici: "Noi non siamo il nostro tumore"

“Noi non siamo il nostro tumore”. Parte da questo slogan la campagna sui social dell’ex attrice e showgirl Carolina Marconi per cambiare le regole dell’adozione di un bambino, che (per ora) le è stata negata. L’anno scorso, racconta su Instagram, “mi è stato diagnosticato un tumore al seno. Ma ora sto bene, sono guarita, il mio sogno è adottare un bambino. Scopro che non posso. Non esiste, non è giusto!”. E chiede di firmare l’appello per “il diritto all’oblio dei pazienti oncologici”.

Carolina Marconi e Alessandro Tulli. L’attrice si è sfogata su Instagram: “Non posso adottare un bambino perché ho avuto un tumore al seno” (Foto tratta dal profilo Instagram di Carolina Marconi)

Ex pazienti oncologici, quali sono i requisiti per adottare un bambino

In realtà non esiste una regola scritta che nega agli ex pazienti oncologici di adottare un bambino. Funziona così: il primo step che una coppia deve affrontare è chiedere l’idoneità all’adozione al Tribunale dei minori della propria città. E fra i molti requisiti richiesti, c’è anche la certificazione dello stato di salute dei futuri genitori. Una condizione ritenuta necessaria per evitare al bambino, che già ha subito il trauma dell’abbandono, di subire nuovi dolori. “Per avere l’idoneità – spiega Luciano Trovato, presidente del Tribunale dei minori di Firenze – bisogna dimostrare di poter garantire quell’assistenza fisica e morale che accompagni il bambino all’età adulta. Chi chiede di adottare dovrebbe rendersene conto”. È tutto qui, ed è sempre pensato in funzione del bambino in attesa di una famiglia il più possibile adatta a curare le sue ferite. Un anno dalla malattia è un tempo ritenuto troppo breve per dare queste garanzie. Bisogna aspettare. E riprovare. Ricordando a questa futura mamma che parlare dell’adozione di un bambino come un risarcimento alle proprie sofferenze, è la via quasi certa per non ottenere l’idoneità.

 

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Carolina Marconi, dal tumore al seno all’adozione negata

Mercoledì 30 marzo l’attrice e showgirl venezuelana naturalizzata italiana Carolina Marconi si è sfogata con un post su Instagram, facendo sapere che le è stata negata la possibilità di adottare un bambino nonostante fosse guarita da un tumore. “Io a Ale (il suo compagno Alessandro Tulli, ndr) – ha scritto su Instagram l’attrice – avevamo pensato di adottare un bimbo viste le tante difficoltà. Ci stiamo facendo seguire da un avvocato. Purtroppo non sono idonea a intraprendere un’adozione perché ho avuto un tumore, anche se sono guarita. Più di 900mila persone in Italia non possono essere libere di guardare il futuro senza convivere con l’ombra della malattia. Per questo è molto difficile adottare un bambino, ottenere un mutuo, farsi assumere. Una vera e propria discriminazione”. Carolina Marconi ha quindi denunciato l’assenza in Italia di una legge sul diritto all’oblio oncologico: “Ci sono Paesi – scrive l’attrice -, come la Francia, Olanda, Lussemburgo, Portogallo e Belgio che hanno aderito al riconoscimento del Diritto all’oblio oncologico con l’obiettivo di ottenere una legge che tuteli le persone che hanno avuto una neoplasia”. Carolina Marconi ha quindi lanciato un appello per sostenere la raccolta firme lanciata dalla Fondazione Aiom per richiedere l’approvazione di una legge adeguata. Al momento la raccolta ha raggiunto oltre 35mila firme, l’obiettivo è quello di arrivare a 100mila firme.