C’è anche un pezzo d’Italia fra i tredici luoghi del mondo a rischio di sparizione a causa dei cambiamenti del clima

Venezia è messa a repentaglio dalla ingressione marina rapida” ovvero l’innalzamento repentino delle acque del mare che va a sommergere rapidamente tratti più o meno estesi di costa arrecando gravi danni all’ambiente

Il cambiamento climatico mette a rischio la tenuta degli ecosistemi ed interi continenti potrebbero cambiare aspetto in un futuro nemmeno tanto lontano. I fenomeni estremi, la siccità, le ondate di calore, lo scioglimento dei ghiacciai, l’azione scriteriata dell’uomo, la pressione antropica e produttiva, stanno già determinando trasformazioni evidenti che impattano quotidianamente sulla vita di ciascuno di noi. Ma nei prossimi anni la trasformazione di intere porzioni del nostro globo potrebbe essere talmente radicale da cambiare definitivamente la vita sul nostro pianeta
Quali sono i luoghi a maggior rischio di sparizione? Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, ne ha elencati 13.
Sta a noi e ai nostri Governi intervenire per evitare la catastrofe.

Mar Morto. L’enorme bacino situato nel punto più profondo della terra e pieno di acqua 10 volte più salata rispetto a quella di tutti gli altri mari è ufficialmente a rischio sopravvivenza. Il suo livello si è già abbassato di ben 27 metri a causa della perdita di equilibrio tra la quantità di acqua che evapora e quella che arriva dal fiume Giordano. Una situazione causata dalle attività agricole che hanno deviato il corso dei fiumi riducendone abbondantemente la portata e dalle industrie dedite all’estrazione di minerali della zona.

Foresta Amazzonica (foto). Sono sempre più frequenti deforestazione ed incendi che aggravano le condizioni del polmone verde del mondo. Ogni sessanta secondi continua a scomparite un pezzo di foresta grande come un campo di calcio»

Amazzonia in fiamme

Grande barriera corallina australiana. Le parti della barriera danneggiate impiegano migliaia di anni per riformarsi e questo è il punto a sfavore per la sua sopravvivenza considerato l’avanzato stato di sbiancamento dei coralli, che ha colpito due terzi dell’intera barriera, e le continue minacce causate dal riscaldamento globale

Kivalina. Gli esperti ipotizzano un’imminente alluvione che potrebbe cancellare definitivamente l’esistenza di questa piccola isola tra l’Alaska e la calotta polare artica. «L’innalzamento delle temperature nell’area artica ed il conseguente ritiro dei ghiacciai causano una continua e grave erosione costiera che porta ad un processo di riduzione della superficie dell’isoletta che ormai possiede solo una sottile striscia di sabbia che separa il mare dal villaggi L’Isola nella prima metà dell’Ottocento aveva una superficie 3 volte maggiore di quella attuale.

Barriera corallina del Belize. L’aumento della temperatura dell’acqua, il turismo di massa e l’inquinamento dell’Oceano ne hanno messo fortemente a rischio la sopravvivenza. Questo ecosistema, ricchissimo di biodiversità, è stato minacciato anche dalle autorizzazioni alla ricerca del petrolio a soli 10 chilometri di distanza dalla barriera corallina, poi morate dal Governo locale.

Australia meridionale. La desertificazione divora circa 6 milioni di ettari di superficie nel mondo ogni anno. Il peggioramento di questa condizione accresce il rischio di incendi con conseguenze gravose per gli animali e per gli insediamenti urbani

Africa sub sahariana. Anche qui la desertificazione avanza inesorabile. «Nei territori africani cresce in particolar modo la minaccia alla sicurezza alimentare. E considerata la povertà dei luoghi vessati dalle conseguenze del cambiamento climatico, l’allarme è rosso.

Kiribati.  Il cambiamento climatico mette a rischio la tenuta degli ecosistemi ed interi continenti potrebbero cambiare aspetto in un futuro nemmeno tanto lontano. I fenomeni estremi, la siccità, le ondate di calore, lo scioglimento dei ghiacciai, l’azione scriteriata dell’uomo, la pressione antropica e produttiva, stanno già determinando trasformazioni evidenti che impattano quotidianamente sulla vita di ciascuno di noi. Ma nei prossimi anni la trasformazione di intere porzioni del nostro globo potrebbe essere talmente radicale da cambiare definitivamente la vita sul nostro pianeta.

Maldive (foto in copertina). A causa dell’innalzamento dei mari potrebbe scomparire anche l’arcipelago indiano è noto per essere lo Stato più basso del mondo. L’80% delle oltre 1.000 isole che formano l’arcipelago delle Maldive si trova a meno di un metro di altezza sul livello del mare.

Glacier Montana Park. A causa del riscaldamento globale, i 150 ghiacciai presenti nelle 16 mila miglia quadrate del parco posto tra gli Stati Uniti ed il Canada si sono ormai ridotti a 37.

Bangladesh. Le inondazioni frequenti distruggono ogni tipo di costruzione rendendo i luoghi invivibili e privi del minimo necessario per la sopravvivenza delle popolazioni locali e più in particolare per i bambini.

Venezia. La Laguna è destinata a quella che viene definita “ingressione marina rapida” ovvero l’innalzamento repentino delle acque del mare che va a sommergere rapidamente tratti più o meno estesi di costa arrecando gravi danni all’ambiente.

Grand Canyon. Anche qui l’invasione umana è una gravissima minaccia. «Al considerevole incremento relativo alla costruzione di strutture ricettive per i turisti si è poi sommata una crescita esponenziale del numero di progetti da realizzare per lo sfruttamento delle risorse minerarie locali