Cecilia Scheggi e il suo ‘Albus Alpacas’: “Così i miei 36 alpaca aiutano disabili e fragili ad avere un momento di relax”

La 27enne è proprietaria di un allevamento a Sasso d'Ombrone, nel grossetano: "L'alpacaterapia funziona. Per questo metto gratuitamente a disposizione i miei animali per gli utenti con disabilità"

L’ultima nata si chiama Tabata. Ha sette mesi e un caratterino niente male. Fa parte dei 36 alpaca che popolano l’allevamento di Cecilia Scheggi a Sasso d’Ombrone, nel grossetano, tra le colline della Maremma a metà tra il mare e la montagna. Un amore esploso quando Cecilia aveva 19 anni. E oggi che ne ha 27 quel colpo di fulmine è diventato il suo mondo. La fibra, pregiatissima, con il sogno di una linea di abbigliamento tutta sua e tutta ‘made in Italy’. E poi le passeggiate e il trekking con l’alpaca, le visite e le esperienze alpacose (tra crocchette e carezze). Fino all’alpacaterapia appena lanciata. Un servizio gratuito per fragili e disabili. Le porte di ‘Albus Alpacas‘ (l’allevamento è formato principalmente da alpaca di colore bianco, da qui il nome ‘Albus’ che in latino significa ‘bianco’) apre ufficialmente le sue porte.

Cecilia Scheggi, 27 anni, ha un allevamento di alpaca a Sasso d’Ombrone, nel grossetano

Che tipo di animali sono gli alpaca?

“Sensibili e delicati. Curiosi e allo stesso tempo diffidenti, proprio come me. Un alpaca ti insegna la pazienza. Per camminare al suo fianco nel bosco ci si deve adattare al suo passo. Un passo da processione. Per arrivare dall’allevamento al fiume Ombrone ci sono poco più di 2 km. La camminata? Dura un’ora e mezzo. La fretta è bandita”.

Com’è nata questa passione?

“Ho incontrato il primo alpaca in un allevamento vicino casa, non li avevo mai visti, li immaginavo totalmente diversi. Ed invece mi hanno conquistato subito. Arrivo da un altro mondo, ho studiato ragioneria, nessuno nella mia famiglia ha mai avuto un allevamento o un’azienda agricola. Sono volata in Inghilterra, sono tornata con 19 femmine quasi tutte gravide. Avevo un terreno che apparteneva a mio nonno, al quale ho aggiunto un altro appezzamento perché gli alpaca hanno bisogno di spazio. E mi sono messa a studiare, a fare corsi. All’inizio non è stato assolutamente facile. Ero da sola. Ho imparato insieme agli alpaca, osservandoli e seguendo i loro tempi”.

L’ultimo esemplare di Alpaca nato nell’allevamento di Cecilia Scheggi si chiama Tabata

Perché l’alpacaterapia?

“Era un mio sogno, fin dall’inizio. L’alpaca è un animale molto empatico e nel tempo sono riuscita ad addestrarli. Negli ultimi due anni mi è capitato varie volte di ospitare utenti con diversi tipi di disabilità e ho visto che, con la giusta organizzazione, è possibile offrire la possibilità di vivere emozioni che hanno evidenti effetti positivi sulla salute psicofisica. Non si tratta di pet therapy, non c’è un medico o un percorso assistenziale. Si tratta di emozioni, di una interazione che produce benessere”.

L’allevamento di Cecilia Scheggi è popolato da 36 alpaca in totale

Ci sono già esperienze in questo senso?

“Da moltissimi anni a Portland, in Oregon, e a Vancouver in Canada, alpaca e lama vengono per esempio utilizzati all’interno di ospedali e centri per l’infanzia, riscontrando un effetto motivazionale, rilassante specialmente per bambini con autismo. In Germania vengono utilizzati regolarmente nei centri anziani. L’effetto antidepressivo e motivazionale è assodato”.

Per Cecilia Scheggi gli alpaca sono animali “sensibili e delicati. Curiosi e allo stesso tempo diffidenti”

Come si svolgerà l’alpacaterapia?

“Metterò a disposizione gratuitamente alcune ore settimanali per utenti con disabilità. I visitatori potranno affacciarsi fin dentro il recinto, entrare per dare da mangiare agli animali, fare carezze. Anche toccare alcuni campioni della loro morbida lana, ottimo antistress naturale. In questa prima fase avremo la collaborazione del Comune di Cinigiano che ci indirizzerà alla nostra struttura gli utenti fragili. Ma la mia speranza è di poter accogliere persone provenienti da tutta la Toscana e non solo”.

Per Cecilia Scheggi “l’effetto antidepressivo e motivazionale (degli alpaca) è assodato”

Per info e contatti: www.albusalpacas.it