Chloé Zhao prima donna asiatica a vincere l’Oscar come miglior regista. E fa doppietta di statuette con Nomadland

La produttrice cino-americana è la seconda donna in assoluto a ricevere l'Oscar alla regia. "Dedico il premio a chi ha il coraggio di essere fedele alla propria bontà e a quella degli altri"

Una cosa è certa: l’edizione numero 93 degli Academy Awards rimarrà a lungo scolpita nella memoria di tutti gli appassionati di cinema e non. Anche e soprattutto per l’importante componente femminile tra i vincitori. A cinque anni dall’appello per far sì che gli Oscar divino più inclusivi e meno “bianchi”, la cerimonia che si è svolta ieri sera a Los Angeles (questa notte in Italia) non solo è stata la prima post-pandemica, ma anche quella che ha premiato una donna alla regia e per di più di origini asiatiche. Chloé Zhao è infatti la prima cino-americana a ricevere il riconoscimento alla miglior regia e la seconda donna dopo Kathryn Bigelow, che si portò a casa la statuetta nel 2010 per The Hurt Locker.

Zhao ha così consolidato il suo dominio della categoria in questa stagione di premi: dopo le vittorie ai Golden Globes, alla 77° Mostra del cinema di Venezia (Leone d’oro per il miglior film) e ai British Academy Film Awards, ha ottenuto la prestigiosa statuetta per la miglior regia con Nomadland, il suo acclamato road movie. La pellicola ha vinto anche il premio di miglior film in concorso e quello per la miglior interpretazione femminile, andato a Frances McDormand, considerata la più ‘antidiva’ di Hollywood ma già alla terza vittoria.

Nata a Pechino, Chloé Zhao ha studiato nel Regno Unito e negli Stati Uniti da adolescente, prima di trasferirsi definitivamente in America per il college. Nomadland è il suo terzo film, dopo Songs My Brothers Taught Me (2015) e The Rider (2017). Più tardi quest’anno uscirà Eternals, un film di supereroi Marvel con Angelina Jolie e Richard Madden che potremo vedere su Disney+.

Nella storia degli Academy Awards solo cinque donne sono state candidate alla miglior regia: la prima è stata la nostra Lina Wertmüller, premiata con l’Oscar alla carriera nel 2020, e la penultima Greta Gerwig, che nel 2018 è stata battuta da Guillermo Del Toro. Il premio di quest’anno è stato consegnato virtualmente a Zhao da Seul dal vincitore dell’anno scorso, Bong Joon-ho di Parasite.

Durante la cerimonia a Los Angeles, Chloé ha ringraziato l’Academy, i suoi colleghi nominati e tutta la squadra che ha lavorato a Nomadland.  “Ultimamente ho pensato molto a come andare avanti quando le cose si fanno difficili” ha detto la regista durante il suo discorso. E ha continuato, condividendo con il pubblico dell’Academy un ricordo della sua infanzia che è anche un messaggio di speranza per tutti: “Penso a qualcosa che ho imparato da bambina, quando stavo crescendo in Cina. Mio padre e io facevamo un gioco, imparavamo poesie classiche cinesi e le recitavamo insieme, provando a finire le frasi l’uno dell’altra. Ce n’è una che ricordo molto bene, si chiama ‘The three caracter classic’ e la prima frase recita ‘Le persone sono buone dalla nascita’“. “Quelle sei lettere (in cinese, ndr) hanno avuto un grande impatto su di me – ha continuato Zhao – e ci credo ancora veramente anche oggi. Anche se a volte potrebbe sembrare il contrario, è vero, ho sempre trovato la bontà nelle persone che ho incontrato. Quindi questo (premio) è per chiunque abbia la fede e il coraggio di aggrapparsi alla bontà in se stessi e negli altri. Questo è per voi. Voi mi ispirate ad andare avanti. Grazie”, ha concluso.

Un’edizione da ricordare dicevamo. È stata infatti anche quella in cui, per la prima volta, due donne nere hanno ricevuto l’Oscar per il miglior trucco e acconciatura. Mia Neal e Jamika Wilson sono state premiate per il loro lavoro su Ma Rainey’s Black Bottom, il film di Netflix su una delle pochissime interpreti di colore (e apertamente lesbica) nell’America degli anni ’20.

Tra gli altri premi assegnati quello a Anthony Hopkins, miglior attore con The Father a 83 anni e il più anziano nella storia a ricevere una nomination. Soul, l’ultimo capolavoro della Pixar trionfa tra i film d’animazione mentre Thomas Vinterberg, regista danese del miglior film straniero con Another round, ha commosso l’intera platea dedicando l’Oscar alla figlia morta poco prima dell’inizio delle riprese: “Lei fa parte di questo miracolo”, ha detto durante il suo intervento. Delusione per il cinema italiano, rimasto senza premi nonostante le due candidature: quella di Pinocchio di Matteo Garrone ai costumi di scena e al trucco e quella di Laura Pausini con la sua per “Io sì”, canzone originale per La vita davanti a sé di Edoardo Ponti.