Città al femminile, è possibile? L’incontro a Siena per discutere su architettura e urbanistica di genere

Sabato 27 novembre l'appuntamento con la giornata di studi organizzata dal Centro culturale Mara Meoni e da Cesvot, in collaborazione con l'ordine degli architetti di Siena. Ripensare la città in ottica diversa è possibile?

È possibile pensare una città al femminile? È la domanda su cui si basa la riflessione delle donne del Centro culturale Mara Meoni di Siena. Donne che discutono, che vogliono confrontarsi sul tema, insieme a importanti studiose e a chi si occupa di dare una dimensione concreta a questo interrogativo, a questo pensiero, cioè architette e architetti che si sono occupati nel loro lavoro di prospettare una dimensione urbana diversa da quella da sempre costruita solo per gli uomini. Città a misura d’uomo, dimensioni del vivere ‘maschili’. Ma i tempi cambiano e anche nel settore urbano e architettonico le donne vogliono lasciare più che un’impronta.
Per questo è nato questo interrogativo, se sia ipotizzabile invece una città al femminile, a misura di donna. E dalla volontà di discutere su questa possibilità è nato l’incontro che si svolgerà sabato 27 novembre 2021, dalle 11 alle 18, presso la Scuola Edile alla Lizza, in Viale Rinaldo Franci, 18 a Siena.

Intitolata “Che genere di città? Ottica femminile in architettura e pianificazione urbana” la giornata di studi è stata promossa su iniziativa proprio del  Centro culturale delle donne Mara Meoni, in collaborazione con il CESVOT (Centro servizi Volontariato Toscana), l’Ordine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Siena, di Donna chiama donna, dell’Accademia Senese degli Intronati, dell’Ente senese scuola edile e dell’Archivio UDI della provincia di Siena. Il Centro, nato “nel 1981 per contribuire all’arricchimento culturale delle donne, alla presa di coscienza della loro condizione”, lancia dunque un sasso nello stagno del dibattito pubblico, per portare all’attenzione un tema spesso sottovalutato o lasciato ai margini, come quello dell’urbanistica, in rapporto appunto al genere. Città maschili, città femminili, cosa significa davvero avere un’ottica di genere in architettura?

L’iniziativa, introdotta e coordinata da Carla Caterina Rocchi, si strutturerà in vari momenti della giornata, a partire dal mattino con il workshop “Urbanistica femminista: prospettive nuove con al centro la vita” a cura di Oihane Ruiz Menendez, urbanista spagnola, e Sara De Marco, senior architect al Comune di Brighton. Nel pomeriggio invece spazio anche per un excursus storico, con il presidente dell’Ordine degli architetti di Siena, Nicola Valente che terrà la conferenza “Donne e architettura: una storia da riscrivere” e subito dopo sarà la volta de “L’architettura sotto lo sguardo della differenza”, l’intervento curato dalla filosofa femminista e per anni docente a Siena Maria Luisa Boccia. E ancora si passerà all’attualità, a due giorni di distanza dalla Giornata internazionale, per parlarne con la storica dell’arte Bernardina Sani de “Le panchine rosse: un arredo urbano contro la violenza sulle donne”. Le conclusioni saranno affidate all’architetta Marina Gennari, dell’Accademia Senese degli Intronati.