Colombia, la linea telefonica “Calma” contro violenza, machismo e stereotipi di genere per gli uomini

Una linea pubblica dove gli uomini possano trovare chi li ascolta e propone loro delle alternative alla violenza, alla gelosia, al potere macho. È stata attivata un anno fa a Bogotà, su iniziativa della sindaca Claudia López, e il progetto sembra funzionare

Violenza, sessismo, gelosia, machismo: piaghe che colpiscono le donne di tutto il mondo. Purtroppo, molto spesso, ne sono vittime e le azioni per contrastare questo tipo di comportamenti sono tardive o inesistenti. Ma si può fare qualcosa, invece, per prevenirle, partendo proprio dagli uomini che le compiono o temono di farlo. A Bogotà, capitale della Colombia, da un anno è stata infatti attivata una linea telefonica contro la violenza sulle donne che però si rivolge ai maschi. A proporne l’introduzione è stata la sindaca Claudia López, prima donna e prima sindaca gay dichiarata, che ha fatto della lotta al maschilismo un pilastro del suo programma. Chiamata simbolicamente Línea Calma, mette a disposizione immediata un consulto per gli uomini che temono di perdere il controllo e commettere atti violenti in famiglia. Un intervento strutturale, insomma, prima dell’emergenza, prima che i femminicidi si compiano.

“Sono tornato a casa e ho trovato mia moglie a letto con un altro. Sono chiusi in camera, ma appena escono li ammazzo”, afferma una voce maschile dall’altro lato della cornetta. Questa è un esempio delle centinaia di telefonate ricevute dalla Línea Calma hotline che, dopo un anno di prova in cui hanno chiamato più di 1.000 uomini (il 44% in merito a situazioni di violenza di coppia causate dalla perdita di controllo e dalla gelosia), è stata confermata dall’Istituto di cultura, intrattenimento e sport (Scrd) della capitale colombiana. Gratuita per chi abita in città, funziona dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, e fino alle 14 del sabato. In media a chiamare sono circa 12 persone al giorno, a dimostrazione che la violenza ‘machista’ è fortemente radicata nel Paese e che è quindi necessario concentrare gli sforzi sugli uomini. Che ritengono il pianto, i sentimenti, le richieste d’aiuto delle debolezze. Un’immagine radicata è infatti quella dei narcos, dei signori della droga, machi violenti e spietati.

A chiamare Línea Calma sono per lo più uomini cisgender, che spesso cercano ascolto e sostegno, ai quali vengono offerte alternative per affrontare rabbia, gelosia, potere e controllo. All’altro capo del telefono ci sono infatti psicologi o psicologhe che hanno una formazione specifica sulla violenza di genere, che invitano anche chi chiama a iscriversi a seminari gratuiti e individuali per affrontare percorsi più continuativi e approfonditi, oltre ad intervenire sull’episodio specifico del momento. “Credevo, e altri credevano, che gli uomini non ci avrebbero mai chiamati per chiedere aiuto – dice uno degli esperti -. Ma sta succedendo qualcosa, ed è forse il fatto che quei vecchi modelli maschili non funzionano più“. L’amministrazione cittadina ha investito molto sulla linea, pubblicizzata in televisione, alla radio, sui social e anche attraverso una miniserie televisiva, intitolata anch’essa “Calma”, dove quattro amici si confrontano con la rabbia o i ruoli sociali non tradizionali.

Il 75% degli uomini ritiene normale essere più riservati delle donne rispetto alle loro emozioni, mentre l’81% vorrebbe saperle trattare meglio. Questo è quanto emerge da un’indagine condotta dall’Istituto di cultura, intrattenimento e sport. L’anno scorso poi, secondo il sistema di vigilanza di Bogotà, ci sono stati quasi 19mila casi di violenza domestica contro le donne, il 73% del totale, e la capitale è la quarta (tra le latinoamericane) per numero di aggressioni tra le mura di casa.

“Non potremo mai pensare a una società libera dalla violenza contro le donne senza prima operare una trasformazione della cultura, senza prima riesaminare le nostre mascolinità“, dichiara Nicolàs Montero, segretario dell’Scrd, ed Henry Murraìn, direttore della cultura all’interno dell’istituto aggiunge: “È importante riflettere sulle modalità di espressione dell’amore in una società maschilista”. “Stereotipi come “se è geloso allora mi ama”, o “se mi controlla allora gli importo” giustificano le violenze. Questa idea di mascolinità è una camicia di forza che danneggia l’intera cittadinanza”, conclude.