Colorado, una legge tutela il diritto delle donne all’aborto: “La gente avrà il diritto di scegliere”

Il governatore democratico Jared Polis ha firmato il "Reproductive Health Equity Act", una legge in controtendenza rispetto a quelle che sono state recentemente approvate da altri stati come Texas e Oklahoma

Con un accorato discorso e un colpo di penna,  lunedì 4 aprile il governatore del Colorado Jared Polis ha introdotto nella legge statale l’accesso all’aborto. La House Bill 1279, altrimenti noto come il Reproductive Health Equity Act, assicura infatti il “diritto di usare o rifiutare la contraccezione, di continuare una gravidanza e partorire o di avere un aborto”, promuovendo inoltre l’assistenza sanitaria in ambito riproduttivo e vietando la condanna di chi sceglie di interrompere la gravidanza. La nuova legge è stata introdotta sulla scia delle misure restrittive adottate molti altri stati come Oklahoma, Texas e Idaho in tema di aborto, mentre altri, come il Kansas, considerano mosse simili per il futuro ma soprattutto in vista di una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, prevista per l’estate, che potrebbe effettivamente ribaltare la storica sentenza Roe v. Wade (1973). “Non importa cosa farà la Corte Suprema in futuro, la gente in Colorado avrà il diritto di scegliere“, ha detto il governatore democratico Polis alla cerimonia della firma a Denver.

il governatore democratico del colorado Jared Polis

Il governatore del Colorado Jared Polis firma la legge che promuove l’accesso alla contraccezione e all’aborto

Il governatore Polis: “Non vogliamo far correre rischi alle donne del Colorado”

“La Roe v. Wade è stata minata negli ultimi anni”, ha detto il governatore democratico Polis prima della firma della nuova legge, la  HB22-1279. “La sentenza Roe v. Wade è stata indebolita e molti esperti legali ritengono che sia probabilmente solo questione di tempo prima che le protezioni federali della Corte Suprema cessino di esistere. Noi in Colorado semplicemente non vogliamo correre questo rischio”, ha aggiunto. Polis ha anche detto che i legislatori statali vogliono proteggere i diritti che le donne hanno già grazie alla legge federale, in modo che, a prescindere da ciò che accadrà con la storica sentenza, le cittadine del Colorado possono scegliere cosa fare delle loro gravidanze, che si tratti di fecondazione in vitro o di aborto.

 Jared Polis firma la legge

The Denver Post I legislatori e i sostenitori esplodono in applausi e acclamazioni dopo che Jared Polis ha firmato il Reproductive Health Equity Act nella residenza del governatore il 4 aprile 2022, a Denver.

Lo Stato si unisce così agli altri 15 e al distretto di Columbia che hanno reso legale l’aborto con la firma del Reproductive Health Equity Act. Prima di questa nuova legge, il Colorado non prevedeva restrizioni gestazionali sugli aborti, ma non nemmeno garanzie. Anche se questa misura cambierà le cose, non elimina tutte le restrizioni come il divieto di finanziamento statale delle interruzioni di gravidanza. Ciò significa che una persona avrà il diritto di scegliere se abortire o meno, ma anche che non sarà coperto dalla sua assicurazione statale.

Le ripercussioni delle leggi restrittive

Da quando la legge sull’aborto del Texas, la SB8, è entrata in vigore il 1° settembre scorso, Planned Parenthood (il nome collettivo delle organizzazioni nazionali che sono membri della IPPF, International Planned Parenthood Federation, e che partecipano attivamente al dibattito sul tema dell’aborto) riferisce di almeno 1.034 pazienti di quello stato che si sono recate in Colorado e Nevada per ottenere un aborto sicuro e legale. “Un aumento significativo e consistente rispetto ai mesi/anni precedenti”, ha detto Neta Meltzer, il direttore regionale delle comunicazioni per Planned Parenthood delle Rocky Mountains, in una e-mail alla stazione televisiva locale Denver7.
Anche altre cliniche dello Stato democratico stanno avendo simili aumenti di pazienti: “Assistiamo ad un afflusso di donne specificamente dal Texas, ma anche dal Kansas, Oklahoma, Georgia, New Mexico, Wyoming”, ha detto Margie Andersohn, manager della clinica Health Futures for Women. Alcune arrivano da molto lontano e dormono all’interno delle loro auto mentre aspettano di accedere alle cure. Le spese da affrontare sono tante e spesso i costi per potersi sottoporre alla procedura sono tali da impedire loro di poter andare in hotel nell’attesa. Ma sono disposte a tutto per vedere un loro diritto soddisfatto.

Texas, le proteste contro la legge restrittiva che vieta l’aborto dopo 6 settimane di gravidanza. Le donne si stanno spostando in altri Stati, come il Colorado, per accedere alla procedura

Le criticità in Colorado: la mancanza del personale

Margie Andersohn, come tutti, sta aspettando di vedere quale decisione arriverà a giugno dalla Corte Suprema in merito alle leggi sull’aborto, se la sentenza del 1973, che rappresenta uno dei principali precedenti riguardo alla legislazione in tema, verrà ribaltata o meno. Ma intanto, dichiara la manager alla stampa locale, la sua clinica si sta attrezzando per aumentare il personale e comprare nuove attrezzature. Come molte imprese, però, c’è il problema della carenza di personale. Andersohn non è stata in grado di trovare un assistente medico, nonostante ne stia cercando uno da un po’ di tempo. “Siamo ancora a corto di personale, e stiamo ancora cercando di mantenere il nostro impegno con le nostre pazienti di visitarle entro una settimana“, ha detto.
Nel frattempo la dottoressa Rebecca Cohen, medico e direttore sanitario della Comprehensive Women’s Health Care, spiega che alcuni giorni fino al 20% delle sue pazienti arrivano dal Texas. La clinica si sta già spingendo oltre i limiti per garantire le cure per tutte, come molte altre in tutto lo stato. Per quanto sia difficile prevedere cosa accadrà a questi centri con le restrizioni statali e dopo la decisione dei 9 giudici supremi, la Cohen sostiene che lei ei colleghi si stanno preparando a uno tsunami di pazienti.

I ritardi nelle procedure

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Planned Parenthood assiste al significativo aumento di donne che dal Texas si spostano in Stati vicini per accedere all’aborto

Essere meta di destinazione per poter ottenere la procedura dell’aborto comporta tutta una serie di sfide per il Colorado, come i ritardi nell’accesso all’assistenza sanitaria per alcune donne cittadine di quello Stato. “Stiamo rinviando l’interruzione di gravidanza in sicurezza per le nostre gestanti, potenzialmente anche fino a una o due settimane, riconoscendo che anche se può essere, psicologicamente molto difficile – e noi preferiamo assolutamente non farlo – questi sono tempi straordinari”, specifica la dottoressa Cohen a Koaa news. Le pazienti che sono più avanti nelle loro gravidanze o che arrivano da fuori e affrontano costi significativi per il viaggio, le assenze dal lavoro e la permanenza in hotel, per alcune di queste cliniche devono avere la priorità. Per questo, il comprensorio femminile sta aumentando i suoi servizi di telemedicina e di forniture part-time, proprio per far fronte sì alle numerose richieste che arrivano dalle donne che sono giunte dal di fuori ma anche per non lasciare indietro le proprie cittadine.

Uno sguardo al futuro

Dusti Gurule

Dusti Gurule e le altre sostenitrici della legge HB22-1279, si scattano un selfie a Denver esultando dopo la firma che introduce maggiori tutele ai diritti riproduttivi delle donne

Alla firma del Reproductive Health Equity Act, i sostenitori dell’assistenza all’aborto hanno dichiarato che la nuova legge rappresenta un significativo passo avanti per lo Stato. Ma stanno già guardando al futuro: “Penso sia un dovere nei nostri confronti. Cosa facciamo dopo? Cosa possiamo fare, ancora una volta, per sostenere le persone che sono più colpite? Sapete, le persone di colore, le persone a basso reddito, i giovani”, ha detto Dusti Gurule, amministratrice delegata della Colorado Organization for Latina Opportunity and Reproductive Rights (COLOR). La donna vorrebbe infatti che ci fosse una maggiore considerazione da parte dello stato considerare riguardo all’intersezionalità della giustizia riproduttiva e come questa influisce sull’accesso alle procedure di interruzione di gravidanza. Altre attiviste chiedono invece che lo Stato rimuova tutte le barriere di finanziamento agli aborti. Per il momento però Gurule e tutte le sostenitrici della HB22-1279 festeggiano la firma della legge e si preparano alla prossima tappa: “È stato un lungo cammino, ma sono al settimo cielo e ho pianto più volte perché sono così felice e orgogliosa del nostro Stato”, ha concluso la Ceo di Color.