Come George Floyd, il video choc di Edward Bronstein: morto soffocato durante un arresto della polizia

L'uomo è stato fermato per un controllo. Immobilizzato a terra dagli agenti, ha gridato per 12 volte in 30 secondi "I can't breathe" ("Non riesco a respirare"). Tutto ciò è avvenuto due mesi prima della morte di George Floyd

La stessa storia di George Floyd, ma accaduta due mesi prima. Negli Stati Uniti è stato pubblicato un video di un uomo di 38 anni, Edward Bronstein, morto apparentemente soffocato mentre la polizia lo stava tenendo immobilizzato a terra. Alcuni agenti gli hanno tenuto il ginocchio premuto sul collo e sulla schiena per diversi minuti. L’uomo ha urlato molte volte “I can’t breathe” (“Non riesco a respirare”), prima di perdere conoscenza e poi morire.

La storia di Edward Bronstein, morto soffocato dalla polizia due mesi prima di George Floyd

Siamo in California, 31 marzo 2020 (George Floyd è stato ucciso il 25 maggio 2020, due mesi dopo). Edward Bronstein, 38 anni, viene fermato dalla polizia per un controllo stradale. La polizia, dopo aver fermato l’uomo sospettato di aver assunto droga, lo porta – riporta la Cnn – nella stazione di polizia CHP di Altadena, Los Angeles. Davanti al garage della stazione, gli agenti di polizia mettono in ginocchio su un tappeto l’uomo ammanettato. La polizia gli chiede il braccio per fare un prelievo di sangue. L’uomo non si oppone, vuole sapere “perché devo farlo”, dice agli agenti. Nel video (la versione integrale del video dura circa 18 minuti) si sente un agente dire: “Siediti e fornisci il braccio. Questa è la tua ultima opportunità. Altrimenti andrai a faccia in giù sul tappeto e procederemo noi”. L’uomo non risponde per qualche secondo. Allora gli agenti lo scaraventano sul tappeto. “Ok, lo faccio, lo faccio”, grida Bronstein mentre un agente sembra mettergli un ginocchio sul collo. Meno di un minuto dopo, Bronstein inizia a gridare “Non riesco a respirare” e “Fatemi respirare“. L’uomo ripete queste due frasi dodici volte nell’arco di 30 secondi. Gli agenti gli dicono di smettere di muoversi. “Più ti muovi, peggio sarà, fratello”, si sente dire. Piano piano Edward Bronstein smette di parlare e inizia a emettere solo alcuni soffocati versi. Nel frattempo, quello che sembra un medico inizia a prelevare un campione di sangue dall’uomo. Dopo oltre 12 minuti dall’inizio del video, qualcuno dice agli agenti di “liberarlo dalle manette”. Dopo 14 minuti, gli agenti controllano i segni di vita dell’uomo. “È un battito cardiaco? Respira?”, dice qualcuno. Durante gli ultimi tre minuti del video, il medico e gli agenti iniziano a dare assistenza medica all’uomo, che sembra però non rispondere. Edward Bronstein è morto.

Edward Bronstein, 38 anni, morto soffocato dalla polizia americana il 31 marzo 2020, due mesi prima la morte di George Floyd

Perché è stato pubblicato solo ora il video di Edward Bronstein?

La morte di Edward Bronstein è avvenuta il 31 marzo 2020. Ma solo ora è stato diffuso il suo video. Questo perché dopo la sua morte, la famiglia di Edward Bronstein ha fatto causa a una decina di poliziotti, contestando anche i risultati dell’autopsia secondo i quali l’uomo sarebbe morto “per un’intossicazione acuta da metanfetamine” durante l’arresto. Martedì 15 marzo, un giudice federale ha ordinato la pubblicazione del video in quanto – riporta la Cnn – “l’interesse del pubblico nella condotta dei suoi ufficiali di pace (la polizia, ndr) prevale su altri interessi e qualsiasi altro rischio di danno”. La causa federale della famiglia di Edward Bronstein è stata intentata contro lo Stato della California, contro la stazione di polizia CHP di Altadena e contro ogni singolo agente di polizia che era presente e che ha assistito alla morte di Edward Bronstein.