Condominio minaccia Alex e il compagno: “Gay, non siete graditi, vi estirperemo come un cancro”

A Torino coppia gay nel mirino dei vicini: danneggiamenti all'auto, fogli A4 con minacce affissi alla porta e biglietti nella cassetta della posta. Poi la denuncia. "ma non pensiamo affatto ad andar via""

A Barriera di Milano, periferia di Torino già nota alla cronaca, un banale dissidio tra inquilini sfocia in minacce e insulti omofobi. A pagarne il prezzo, una coppia gay che ha denunciato nei giorni scorsi l’accaduto ai carabinieri. “Per adesso ci limitiamo alla macchina, presto vi manderemo via da questo condominio. Quelli come voi non sono graditi”, è solo l’ultimo bigliettino che Alex, 44 anni, e il suo compagno, residenti nel palazzo dal 2018, raccontano di aver trovato nella cassetta della posta, dopo che la loro auto la scorsa settimana è stata danneggiata. Ignoti ne hanno infatti rotto il nottolino, una specie di serratura dove si inserisce la chiave per partire, spingendosi oltre con le minacce: “Vi manderemo via da questo condominio”, scrivono, costi quel che costi. E annunciano la raccolta firme; “Estirperemo questo cancro“.

Dopo aver ricevuto le minacce, Alex al quotidiano La Stampa ha dichiarato di non aver paura di tornare a casa e di non volersi trasferire. Anzi, “Questa vicenda mi dà ancora più ragione di stare lì. Nella speranza che cambi qualcosa”. Anche se l’amarezza c’è: “Un conto è avere dissidi con chi abita nello stesso palazzo o con chi lo amministra, un conto è essere minacciati e insultati per il proprio orientamento sessuale. Non mi era mai successo”, dice.

La vicenda inizia mesi fa, quando all’interno del condominio cominciano a emergere i primi problemi. Perdite d’acqua, ordinanze mancanti per alcuni lavori e assemblee condominiali non convocate. Alex vuole cambiare l’amministratore e di sua iniziativa per la revocarlo intraprende le vie legali. Nel palazzo qualcuno è d’accordo qualcun altro no. Tutta ordinaria amministrazione condominiale, finché quest’estate arriva una prima lettera a firma di due inquilini, che recrimina sulle scelte prese e descrive nel testo Alex e il compagno come dei “truffatori”. Scatta la prima denuncia, a cui seguono – nei mesi – tanti altri volantini, questa volta anonimi. “Minacce, insulti perché sono omosessuale. Frasi vergognose su fogli A4 affissi anche sulla porta di casa mia” spiega il 44enne, che la scorsa settimana è tornato a rivolgersi ai carabinieri dopo il danneggiamento dell’auto.

“Cercherò di mettermi in contatto con la coppia fin da subito per dare il mio sostegno di persona”, dichiara Chiara Foglietta, la consigliera comunale di Torino da sempre in prima fila nella lotta per i diritti LGBTQ+. “Questi episodi ci indicano come non si debba mai dare niente per scontato. Non è accettabile che una discussione tra vicini diventi terreno per l’omofobia”.

La sindaca Chiara Appendino (che dopo lo svolgimento del ballottaggio lascerà l’incarico) ascrive su Twitter: “Anno 2021 e i cancri da estirpare rimangono l’odio e l’ignoranza”.

Intanto, la coppia resiste: “Trasferirmi? . si chiede Alex . Assolutamente no. Questa vicenda mi dà ancora più ragione di rimanere“.