Congedo mestruale, in Francia il mobilificio Louis offre un giorno retribuito al mese alle dipendenti

L'azienda francese ha garantito alle donne la possibilità di fermarsi duranti i giorni più dolorosi del ciclo. Anche in Spagna, nel comune di Girona, è stato garantito il congedo. In Italia la proposta e il dibattito sono fermi dal 2016

In Francia, in via sperimentale per un anno, il mobilificio Louis tra i benefit per i dipendenti ha incluso il congedo mestruale. Un’intera giornata retribuita ogni 30 giorni che le 8 dipendenti dell’azienda possono utilizzare per fermarsi durante i giorni più dolorosi del ciclo. In un’intervista, il direttore generale di Louis Thomas Devineaux ha spiegato che la misura è vantaggiosa per tutti. Non solo per le donne. “Le dipendenti non devono produrre nessun certificato medico e non c’è bisogno di autorizzazioni. In caso di cicli dolorosi basta informare il manager. Lavoriamo in un clima di flessibilità e così evitiamo imprevisti durante la produzione. È importante che nel luogo di lavoro ci siano fiducia e benessere, così facendo speriamo di spingere altre aziende a seguire il nostro esempio”.

Il congedo mestruale in Italia e nel resto del mondo

Il direttore generale di Louis, Thomas Devineaux

Paese apripista per il congedo mestruale nel mondo è il Giappone, che lo ha introdotto nel 1947, seguito dall’Indonesia. In Spagna, dal 2021, il comune di Girona garantisce otto ore di stop dal lavoro per donne affette da dismenorrea o endometriosi. Mentre, a livello nazionale, il governo ha appena inserito un articolo sul congedo mestruale in una nuova proposta di legge sull’aborto, disponendo lo stop sul lavoro da tre a cinque giorni in caso di ciclo doloroso, oltre all’obbligo di prodotti igienici gratuiti negli istituti scolastici: ma l’iter e la discussione parlamentare sono ancora un’incognita.

In Francia l’esperimento del mobilificio Louis, affiancato dalle aziende Marédoc, Apres La Collective e Intimina, rimangono dei casi isolati dato che la legge francese sul lavoro nazionale non contiene norme sul tema. E, mentre la Scozia è la prima nazione al mondo a fornire assorbenti gratuiti, in Italia il congedo mestruale è lettera morta: nel 2016 alcune deputate Pd presentarono alla Camera una proposta di legge per l’istituzione del congedo per le donne che soffrono di dismenorrea, per massimo tre giorni al mese e previo certificato del medico specialista. Le deputate partivano da alcuni dati: “tra il 60 e il 90 % delle donne soffre durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13% al 51% di assenteismo a scuola e dal 5% al 15 % di assenteismo nel lavoro”. Il congedo si rivolgerebbe alle lavoratrici con contratti di lavoro subordinato o parasubordinato, a tempo pieno o parziale, a tempo indeterminato, determinato o a progetto. Ma il dibattito, come la proposta sono ancora fermi al 2016.