Da gemelli a gemelle: in sala operatoria per la riassegnazione di genere lo stesso giorno

A Firenze due transgender diventano sorelle: oggi l’intervento chirurgico. È il primo caso in Italia: "Siamo nate in corpi maschili ma entrambe ci siamo sentite femmine da sempre"

Due gemelle transgender cambiano sesso. Alla nascita Giulio e Guido, nel giorno del diciottesimo compleanno erano diventate Giulia e Gaia. Tutto insieme, da sempre, da quando sono stati concepiti. Giovedì 14 ottobre il grande passo: a 23 anni la rinascita. Hanno cambiato nello stesso giorno, in due sedute operatorie consecutive all’ospedale di Careggi, a Firenze. L’intervento è stato particolarmente delicato perché le due pazienti soffrono di una forma di coagulopatia che le espone a un maggior rischio di sanguinamento.

Giulia e Gaia

Si tratta del primo caso in Italia, dopo il primo al mondo reso noto il 24 febbraio scorso in Brasile quando le diciannovenni transgender Mayla Phoebe Rezende e Sofia Albuquerck Fereira completarono il percorso con l’intervento, eseguito una a distanza di pochi giorni dall’altra al Transgender Center Brazil. A Careggi lo hanno fatto insieme. Sono ricoverate nella stessa stanza. I racconti delle due giovani toscane sono analoghi a quelli delle gemelle brasiliane.

“Siamo nate in corpi maschili ma entrambe ci siamo sentite femmine da sempre, da quando abbiamo ricordi”, hanno raccontato al chirurgo Andrea Cocci che fa parte dell’équipe operatoria oggi schierata, guidata dal professor Marco Carini, un’eccellenza dell’urologia che ha fatto di Careggi anche un centro di riferimento nazionale per la disforia di genere. Per Carini sarà l’ultimo doppio intervento all’azienda ospedaliera universitaria prima del pensionamento, dopo quarant’anni di carriera. “È una giornata da festeggiare – hanno raccontato Giulia e Gaia nel corso dei colloqui preoperatori –. Abbiamo fatto una scelta molto libera, la nostra famiglia ci ha supportato in questo nostro progetto, poi essendo gemelle ci siamo sempre aiutate e fatte forza a vicenda”.

Diplomate, hanno avuto alcune esperienze lavorative nel campo della ristorazione, ma adesso sono in cerca di lavoro. “Loro si sentono donne da sempre, però hanno iniziato il loro percorso, come legge prevede, dai diciotto anni: prima con la terapia ormonale e dopo avere avuto l’autorizzazione dal giudice si sono messe in lista operatoria”, racconta il chirurgo Andrea Cocci che fa parte del Centro di disforia di genere al top in Italia (per volumi ed eccellenza), un percorso che unisce le competenze delle aziende ospedaliero universitarie di Firenze e di Pisa. L’équipe, con il professor Carini e Cocci, è formata per la parte endocrinologica dalle dottoresse Alessandra Daphne Fisher e Linda Vignozzi e dagli urologi professor Riccardo Bartoletti e Girolamo Morelli. “La ricostruzione – racconta il chirurgo Cocci – consentirà di avere un organo sessuale sensibile e pienamente funzionante. Resteranno ricoverate quattro-cinque giorni, poi torneranno a casa e tra sei settimane potranno iniziare la loro vita da donna anche a livello sessuale”.

Disforia e riassegnazione di genere: la video intervista alla dottoressa Giulia Lo Russo

La Toscana, con il centro di Careggi, si dimostra quindi all’avanguardia negli interventi di riassegnazione di genere. Qualche tempo fa ne avevamo parlato con la chirurga Giulia Lo Russo, medico di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, un’eccellenza in questo campo, che ci aveva spiegato quale fosse il percorso che le persone affrontano nella ricerca della loro vera identità, anche fisica (Qui l’articolo). Guarda il video di Serena Valecchi per approfondire: