Dai legami di sangue a quelli “eletti”: in Germania “Gli amici sono la famiglia che ci scegliamo”

La nuova proposta da parte della coalizione di governo punta a riconoscere legalmente la "parentela elettiva" che si basa sulla "comunità di responsabilità" e non solo sui legami di sangue

Vi è mai capitato di dire o sentir dire: “Gli amici sono la famiglia che ci scegliamo?“. Bene in Germania questa frase diventerà realtà, con quella che il ministro della Giustizia tedesco Buschmann definisce “la più grande riforma del diritto di famiglia degli ultimi decenni”. C’è una zia che non sopportate per le sue maldicenze? O il nonno che non ha ancora superato l’idea che Germania est e ovest siano state riunite? Il pranzo di Natale coi parenti ogni anno è una tortura? Perché, allora non sceglierseli, i familiari? Il Governo tedesco ha presentato una modifica legislativa per riconoscere legalmente la “parentela elettiva“, che è stata concordata dalla coalizione tra socialdemocratici, verdi e liberali.

Comunità di responsabilità

coinquiline

Due coinquiline che scelgono di dividere una casa insieme. anche questa è famiglia

Certo il nome della nuova forma legale sembra un po’ un incantesimo: Verantwortungsgemeinschaft ovvero “comunità di responsabilità“. Ma in sostanza si basa sull’idea che i legami affettivi non debbano per forza essere ereditati, alla nascita, con il sangue, bensì si possano scegliere. E non si parla d’amore di coppia, ma di relazioni che si stringono nel corso del tempo con persone vicine, che possono essere i coinquilini durante l’università o i colleghi di lavoro, conoscenti e amici storici. Il mutuo sostegno, la condivisione di momenti importanti o difficili, di progetti, di stadi della vita che possono essere più o meno lunghi, per l’esecutivo socialdemocratico Olaf Scholz diventano le chiavi per aprire alla nuova famiglia. Che dovrà “adattarsi alle diverse situazioni di vita e permettere diverse intensità di assunzione di responsabilità reciproca”.

Cos’è la famiglia

Una famiglia arcobaleno composta da due donne e due figli adottati

Sul dizionario Treccani, dopo le definizioni di famiglia che fanno riferimento ai legami di persone aventi tra loro rapporti di parentela e genealogia, si legge: famiglia è “insieme di persone aventi tra loro rapporti di affinità” e poi “insieme di persone che condividono interessi comuni“. Interesse e affinità ma, soprattutto, responsabilità: un concetto chiave per definire oggi il tipo di relazioni che si possono instaurare tra le persone. Perché, lo abbiamo ribadito più volte su Luce!, chi decide cos’è la famiglia? E cosa vuol dire essere una famiglia? I paradigmi ‘sociali’ sono cambiati, non esiste più solo un tipo di ‘famiglia’ ma ne esistono tante e tutte, ugualmente, valide. Dalle famiglie arcobaleno, ai coinquilini o coinquiline che dividono le spese dell’affitto, alle persone sole che decidono di condividere una casa e la quotidianità, per ritrovare affetti che mancano da tempo.

Gli esempi

Due vedove che hanno deciso di comprare una casa insieme

Uno dei nuovi ‘modelli’ presentato dal quotidiano Süddeutsche Zeitung tra quelli assunti come esempi dagli esponenti di governo vede due vedove ultra sessantenni che hanno deciso di abitare insieme e comprare una casa a metà, dopo che i figli, ormai adulti, si sono trasferiti lontano. Con la nuova norma, alla morte di una delle due, l’altra otterrebbe l’intera proprietà, senza dover riconoscere la cosiddetta ‘legittimaagli eredi di sangue e senza pagare tasse in più. Poi ci sono gli adulti single, che nel momento del bisogno magari sentono più vicini gli amici di una vita che i familiari, o un coniuge omosessuale che vuole avere pari diritti sui figli (biologici) dell’altro o le coppie arcobaleno che vogliono diventare genitori insieme. Quindi, in qualche modo, tutti coloro che vogliono, consapevolmente e reciprocamente, assumersi la responsabilità del bene altrui. E non c’entrano i sentimenti. Ma la presa di coscienza che non è (solo) il sangue a stabilire e fissare i legami, ma la scelta che ogni persona fa con coscienza.

La possibile svolta tedesca

Il nuovo governo tedesco formato dalla coalizione tra socialdemocratici, verdi e liberali

Quello che propongono i liberali tedeschi è che lo Stato, dal momento che favorisce e incoraggia il matrimonio (anche quello tra persone dello stesso sesso), promuova “anche in altre forme l’assunzione di responsabilità reciproca tra persone”. Insomma che stia al passo coi tempi e con i cambiamenti che caratterizzano la società contemporanea. Da sempre gli amici possono diventare i parenti veri, quelli percepiti come tali, quelli eletti; ma la “comunità di responsabilità” a cui fa riferimento il governo di Scholz permetterebbe ora di formalizzare gli aspetti di questi legami già esistenti che riguardano diritti, doveri e proprietà. L’esecutivo, che già nelle prime settimane di lavoro si sta distinguendo dai precedenti nell’ambito dei diritti civili, insiste sull’impronta laica da dare agli stessi. L’idea, in fondo, è semplicemente quella di passare legalmente dalle sole relazioni condizionate dalla nascita a quelle scelte. Semplice ma allo stesso tempo rivoluzionaria, un nuovo modo di pensare e riconoscere gli affetti, liberi da condizionamenti ‘genealogici’ o clericali o ‘formali’. Familiare è chi scelgo che lo sia. E chissà che questa idea non passi anche per l’Italia: sarebbe la vera svolta per dare una scossa ad un’idea antiquata, obsoleta e oggi discriminante di cosa sia la ‘vera’ famiglia.