Dalla body alla skin positivity: sui social impazza la rivoluzione contro la bellezza artificiale e ‘filtrata’

Imparare ad amare il proprio corpo così com'è, non cercando di rincorrere ideali di perfezione legati al mondo dei social. È l'obiettivo di tantissime donne e influencer, come Joanna Kenny, che con i suoi baffetti colorati con il mascara è diventata virale

Pelle liscissima, senza peli superflui, capelli in ordine (e guai ad averne  uno bianco in vista), pancia piatta, viso senza imperfezioni, che siano rughe, brufoli o antiestetici baffetti e sopracciglia incolte. Per le ragazze esiste uno standard ben preciso a cui attenersi per mostrarsi belle, soprattutto sui social network, divenuti ormai la vetrina per antonomasia per farsi conoscere. Conoscere, ma spesso non ri-conoscere. Perché il potere dei social sta proprio in quello. Farti apparire non sempre per come veramente sei, ma per come ‘devi essere’. E allora via all’uso dei filtri sempre più leviganti, alcuni perfino deformanti. E del selfie originale rimane ben poco di autentico.

Mentre in alcuni Paesi, come la Norvegia, si corre ai ripari contro questa pratica così diffusa, imponendo a chi lavora sui social di segnalare l’uso nei post che l* ritraggono di filtri, per dare un’immagine più autentica di quale sia effettivamente il loro potere, altre ragazze ricorrono a metodi ben più immediati. Ma se i tempi in cui le star non si mostravano mai in pubblico senza vantare un look e un make-up impeccabili non sono ancora finiti, la nuova mania che spopola sulle piattaforme è quella di mostrarsi in versione acqua e sapone, come a dimostrare a tutti la propria bellezza naturale. In Italia, ad esempio, un caso che ha destato molto clamore è stato quello di Aurora Ramazzotti. La figlia del noto cantante e di Michelle Hunziker, negli ultimi mesi, si è fatta promotrice delle mania dei no make-up selfie, postando vari scatti in cui la si vede con il viso completamente libero dal trucco, mostrando tranquillamente l’acne che, spiega, torna ciclicamente “a farle visita”.

Cambia Stato ma il concetto resta lo stesso. Fare delle proprie imperfezioni un vanto, perché sono proprio quelle a renderci uniche. Così l’estetista inglese Joanna Kenny, per normalizzare quei difetti che sembrano scogli insuperabili nella quotidiana corsa alla perfezione, ha deciso di enfatizzarli in modo provocatorio. Smagliature, peli, acne, cicatrici, cellulite, baffetti: nei suoi video non nasconde nulla. Per questo stanno velocemente diventando virali sui social. “Superare le mie insicurezze fisiche negli ultimi anni mi ha permesso di iniziare a vedere il mio corpo in modo diverso – spiega – E più di recente ho realizzato che la bellezza non ha taglia!“.

 

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L’obiettivo che si è posta Joanna è quello di invitare le donne ad accettarsi e amarsi, senza farsi ingannare dalle immagini ‘perfette’ che vedono sui social. Piuttosto che rincorrere ideali irraggiungibili e ‘finti’, dovrebbero impiegare più energie nel lavoro su se stesse, celebrando il proprio corpo e migliorandosi in modo sano. Così ha abbracciato il movimento della #skinpositivity e ha iniziato anche a fare un gesto singolare, che sta spopolando su Instagram: ha cominciato a colorare i baffetti con il mascara. “Non lo faccio per renderlo affascinante o per convincervi che è bello. Lo faccio per ricordarvi che si può. Non mi aspetto che andiate in giro con il mascara sulle labbra (anche se sarebbe fantastico). Vi sto incoraggiando a chiedervi se state rimuovendo i peli del viso perché vi fa sentire più a vostro agio o per altro”.

Proprio lei che, come estetista, è abituata ad avere a che fare con ogni tipo di corpo e di peli, è convinta che bisogna star bene con il proprio fisico e non volerlo per forza adeguare a come lo vorrebbero gli altri. Perché nessuno ha il diritto di sminuire un altra persona per quello che è o per come si presenta, né di farla sentire inadeguata e sbagliata.