Dalla Russia per amore: la storia di Sergio, il bambino venuto da Mosca e di un’adozione felice

Doveva restare una cosa privata, il racconto di mamma Maria Rita Vita alla creatura che non ha fisicamente messo al mondo, ma scelta e voluta: "Grazie a lui è diventata un libro, scritto perché potesse trovare le risposte ai dubbi che possono nascere in un figlio non biologico"
Maria Rita e il figlio Sergio
Da Massa in Russia per amore e con amore. Da Massa a Mosca per regalare un futuro a un bambino piccolo che cresceva in un istituto e che dal primo giorno che lo ha visto è entrato nel cuore di Maria Rita Vita. Quel bambino oggi ha venti anni e lei è la sua mamma. In questa storia d’amore lo aggettivo adottiva è superfluo perché Sergio racconta che Maria Rita gli ha donato la vita. Una storia che fa palpitare il cuore e che dona un messaggio di speranza.
Maria Rita Vita e il figlio Sergio

Maria Rita Vita e il figlio Sergio

La storia
Una storia che avrebbe dovuto restare privata. Era una lettera a un figlio. Era una lettera che Maria Rita Vita aveva scritto a suo figlio Sergio che non ha fisicamente messo al mondo ma che lo ha scelto e voluto da quando lo ha incontrato la prima volta e a lui ha donato il suo amore di mamma senza confini e senza barriere. Lettera a un figlio Sergio che avrebbe dovuto essere un ricordo di famiglia , ma siccome l’amore fa miracoli per desiderio del ragazzo che a sua volta prova un amore grande per la mamma è diventata un libro. Il libro si intitola Si Tu, proprio Tu (casa editrice Il Papavero d’Autore), prima edizione a marzo 2021 in piena pandemia “E’ la storia della nostra adozione. Avevo scritto questo libro a mano su album fotografici per abbinare le parole alle immagini, perché mio figlio potesse trovare le risposte alle domande che possono nascere in un figlio che non è biologico”.
La copertina del libro che Maria Rita Vita ha dedicato al figlio adottivo Sergio

La copertina del libro che Maria Rita Vita ha dedicato al figlio adottivo Sergio Lenzetti, 20 anni

Il racconto

“Volevo spiegargli come era stato il nostro incontro, era un bambino di poco meno di tre anni, perché avevo voluto adottare proprio lui”,  racconta Maria Rita Vita e mentre parla al telefono si sente il battito del suo cuore.
“In questo libro la mia passione per l’arte (Maria Rita Vita è una pittrice che ha avuto il privilegio di esporre a Dubai) non  compare. Cì è solo solo esclusivamente il mio ruolo di mamma che ha cercato di donare a suo figlio tutto il suo amore” spiega Maria Rita Vita.
Come si articola il libro ?
“Il libro si divide in tre parti. Ognuna scritta al rientro dai viaggi  a Mosca. Il primo per conoscere mio figlio. Il secondo per la sentenza del tribunale di Mosca. E il terzo per portarlo via dall’istituto e portarlo a casa.  Per essere la sua mamma educarlo accudirlo difenderlo con tutto lo amore che ho e che posso donargli. Il libro racconta la pratica dell’adozione fino allo arrivo di Sergio a casa. E’ un libro scritto per lui. Non volevo pubblicarlo ma Sergio (Sergio Lenzetti) lo ha preso e lo ha fatto leggerlo al già presidente del Premio Bancarella, Giancarlo Perazzini, e alla moglie archeologa Monica Garruzzo dicendo che voleva rendere pubblica la sua storia come testimonianza per le coppie che vogliono intraprendere il passo della adozione e per chi viene adottato. Come dicevo il libro è ambientato in Russia. Sergio aveva 2 anni e otto mesi. Ora ne ha 20. Dice che gli ho donato il mare che per lui è il simbolo della libertà. Dice che gli ho donato il futuro e la vita” (la voce di Maria Rita Vita si incrina per l’emozione, ndr).
Le pagine vergate a mano da Maria Rita Vita, dalle quali è nato il libro dedicato al figlio adottivo Sergio

Le pagine vergate a mano da Maria Rita Vita, dalle quali è nato il libro dedicato al figlio adottivo Sergio Lenzetti, 20 anni

Nella copertina del libro c’è lui ?

“Sì, ha voluto lui la foto scattata dagli amici a Marina di Massa”.
La parola a Sergio
“Con la mia famiglia ho trovato l’amore – le parole del bellissimo ragazzo – . Cosa posso desiderare di più. Voglio che la gente conosca la mia storia per far comprendere  che essere adottati  non significa partire svantaggiati”.
“Ho la fortuna di vivere in una famiglia che potrebbe essere migliore di chi è un figlio biologico”, conclude Sergio con coraggio e con determinazione. Sergio lavora in un locale famoso di Forte dei Marmi. Un giorno vorrà essere genitore. Gli piace il rapporto con gli altri, ama il mare gioca a scacchi e gli piace giocare con l’arco. E lui ha centrato il bersaglio della sua vita.