Dalle drag alle bio queen: la tv abolisce i ruoli di genere tradizionali e diventa ‘a colori’

In una società sempre più fluida, anche serie e programmi tv si adeguano e abbattono vecchi tabù. C'è chi va in cerca dell'amore, chi crea di dolci tentazioni e chi porta in scena il coloratissimo mondo drag

Il popolare dating show di Canale 5, Uomini e donne, dopo aver aperto le porte al mondo gay, ha sdoganato la prima tronista trans*, Nicole Andrea Scavuzzo. La commessa di 29 anni era infatti nata uomo. “Transgender definisce una persona che è in fase di transizione, io ho completato il mio percorso otto anni fa. Da otto anni anche per la legge italiana sono una donna, sul mio documento c’è scritto sesso femminile” ci tiene a ribadire Andrea Nicole. Nello studio di Maria De Filippi, la tronista è arrivata per cercare l’amore ma anche perché crede che “la televisione possa favorire l’apertura della mente di molte persone che magari sono solo ‘impaurite’ da qualcosa che non conoscono”. Prima di lei ci aveva provato l’attrice Vittoria Schisano a raccontare il suo percorso per cambiare sesso, partecipando al dance show Ballando con le stelle (edizione 2020).

Nicole Andrea Scavuzzo

Il piccolo schermo, quindi, si adegua ai cambiamenti della società proponendo concorrenti non binari, queer e trans*, con un linguaggio sempre più inclusivo. Dalla Francia, per esempio, arriva la figura della donna che si traveste da donna. Emily in Paris – la serie comedy tra le più viste su Netflix – nella sua seconda stagione (uscita il 22 dicembre) apre le porte alla figura della ‘bio queen’ o ‘faux queen’, ovvero artiste donne che adottano il tipico stile della drag queen. Nello show firmato da Darren Star (già autore di Beverly Hills 90210 e Sex and the City), Mindy (migliore amica di Emily) è una star dei talent show musicali cinesi che si lancia verso una carriera da cantante e drag queen. Si esibisce vestita metà da uomo e metà da donna, o meglio da stereotipo maschile e da stereotipo femminile portati all’eccesso. Le ‘bio queen’, infatti, giocano con i tradizionali ruoli di genere per intrattenere e divertire. Potremmo definirle, quindi, in maniera del tutto giocosa, come donne che interpretano uomini che interpretano donne.

Drag Race Italia, in onda su Discovery +

L’universo più noto delle drag queen, invece, non ha più segreti grazie soprattutto allo show di Discovery Drag Race Italia (il 23 dicembre alle 22 il gran finale sulla piattaforma Discovery+), versione tricolore del noto programma creato dalla star statunitense RuPaul, il più potente esponente di questo mondo. Il programma ha portato le drag queen dai night club alle case degli italiani, facendo scoprire a casalinghe, studenti e lavoratori il mondo arcobaleno all’indomani dell’affossamento del Ddl Zan al Senato. Priscilla e le altre, infatti, non sono solo intrattenimento fatto di coreografie complesse, abiti sofisticati (spesso realizzati artigianalmente) e un trucco sempre sopra le righe. Con le loro performance, le drag vogliono rendere omaggio alla femminilità e spesso usano questa ‘maschera’ come strumento espressivo, come riparo dalla sofferenza o come percorso per scoprire la propria identità. Per usare le parole di RuPaul, dietro gli outfit eccentrici c’è “the T” (la verità), ossia un percorso, una storia, un vissuto che rende questo spettacolo davvero umano e autentico. Ma le drag queen, come tante massaie italiane, sono brave anche tra i fornelli. Lo conferma Peperita (all’anagrafe Giacomo Liuzzi) che è stata concorrente di Bake Off Italia 2021, sfiorando per un soffio il podio. Nel dolce programma di Benedetta Parodi, Peperita – che di giorno lavora come impiegato in una multinazionale – ha voluto “portare colore e luce e per far vedere a tutta Italia quanto è bella la bandiera rainbow”.