Damiano e Margherita, Terconauti sul pianeta autismo: “Cerchiamo di scoprire il bello in ogni situazione”

Il 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo (WAAD-World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall'Assemblea Generale dell'ONU. La ricorrenza punta a sensibilizzare sui diritti delle persone nello spettro autistico. L'intervista ai fratelli Tercon che raccontano le piccole e grandi conquiste quotidiane

“Autismo e amore con ironia”. Recita così la didascalia sul sito dei Terconauti. Per chi non li conoscesse – correte a seguirli sui social, non ve ne pentirete – si tratta dei fratelli riminesi Tercon, Damiano e Margherita (@lapanzer su Instagram) 40 anni lui, 32 lei, e del fidanzato di quest’ultima, Philipp Carboni (in arte @vongolando). Tre giovani esploratori e sognatori che, sul web e non solo, mostrano in modo leggero e divertente il ‘pianeta’ che hanno scoperto e poi, via via, imparato a conoscere. Damiano è infatti autistico (sindrome di Asperger). Ma su quel terreno fatto spesso di pietismo e pregiudizi, di ignoranza ed estraneità dei più, il trio comico ha deciso però di fondare il proprio progetto di vita, per raccontare una quotidianità fatta di piccole e grandi conquiste, di possibilità e non di limiti, di divertimento: “Perché fa parte della nostra vita e basta. È una cosa normale, se dovessimo disperarci tutte le volte per questa situazione che vita sarebbe?“.

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Una vignetta ironica sull’autismo di Philipp (Terconauti)

E di traguardi ne hanno raggiunti tanti, insieme, supportandosi l’un l’altro e altra. Il 40enne oggi infatti lavora, ha la patente, degli amici con cui uscire e una famiglia sempre pronta a sostenerlo, anche nelle sconfitte. Perché ci sono, ma chi non ne ha? “Qui però siamo sempre in cerca di una fidanzata” dice Margherita, parlando del fratello maggiore e invitando a diffondere l’annuncio. “Graaaaazie miiille” intona Damiano, cantante lirico provetto, uno dei suoi grandi sogni realizzati. Una persona come un’altra, all’apparenza, ma unica nel suo genere. Chi di voi saprebbe raggiungere certe note? E chi si ricorda da quanti anni ha fatto una scoperta? Damiano lo fa, ad esempio coi cognomi, per i quali ha una vera e propria passione che lo porta a celebrare gli anniversari dei suoi ritrovamenti. E no, non dite che non avete anche voi qualche interesse particolare, fuori dal comune.
Insomma chi meglio di loro poteva mettere in luce tutti gli aspetti inaspettati e positivi dell’autismo? Ce li hanno raccontati, con la solita ironia che li contraddistingue.

La video intervista

C’è chi la considera una malattia o un disturbo, una condizione. Voi come lo definite l’autismo?

Damiano-Margherita-Tercon-Philip

Damiano e Margherita Tercon e Philipp Carboni, sui social sono i “Terconauti”

“L’autismo non è una malattia, anche se molti lo dicono. Disturbo e condizione sono parole più adeguate, anche se a qualcuno non piace la prima parola. Però si parla di disturbi dello spettro autistico. Comunque diciamo che è, in realtà, un diverso funzionamento mentale, un modo in cui funziona la mente diverso da quello neurotipico. Ogni persona autistica è diversa dalle altre, ci sono quelle che hanno compromissioni, quelle che non ne hanno, persone verbali, non verbali… Ed è per questo che si parla di spettro, perché c’è una grande diversità anche all’interno dell’autismo stesso”.

Sui social e nei vostri spettacoli parlate di autismo con ironia e leggerezza, riuscendo a far sorridere chi vi segue. È questo il vostro segreto?
Margherita: “Sì alla fine questa è la nostra vita, è una sola e cosa vogliamo fare star qui a piangere? Noi vogliamo godercela alla grande”.
Damiano: “È appunto, dobbiamo godercela tutta questa vita. Divertendoci, facendo piccole e grandi conquiste, di tutto e di più”.
Margherita: “Poi soprattutto crediamo molto nell’importanza di concentrarsi sulle possibilità e non sui limiti. Perché tutti hanno dei limiti, l’importante sono le possibilità”. 

Terconauti

I Terconauti raccontano con ironia il mondo dell’autismo. Qui il trio travestito per un video lo scorso Halloween

Damiano, come raccontate nel vostro libro “Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale” (Mondadori, 2020), lei ha subito forme di bullismo, da piccolo.
“Purtroppo sì, alle scuole superiori soprattutto, che me dicevano e facevano di tutti i colori. Mi chiamavano ‘Damiano di me**a’, ‘Mongolo di me**a’, ‘Damiano del ca**o’, ‘Water’… una volta mi hanno rotto il naso e mi davano pugni, calci e schiaffi. Poi più che altro se succedeva davanti al professore di sostegno, io lo andavo a raccontare; quando lui parlava con i miei compagni di classe loro rispondevano: ‘Ma noi scherziamo’. Lui dava ragione a loro”. 

Quindi ha dovuto abbandonare gli studi?
Damiano: “Esattamente”
Margherita: “Sì perché gli fu suggerito di lasciare la scuola e fare uno stage piuttosto che prendere il diploma. Visto che lui stava male a scuola per colpa dei bulli la soluzione era che lui se ne andasse, non risolvere il problema”.
Damiano: “Oltre a quello di sostegno anche gli altri erano così: quando c’erano gli incontri  coi genitori erano sempre arrabbiati con me, dicevano ‘Suo figlio non studia, non lo vuole il diploma?’”.

libro-autismo-terconauti

Il libro di Margherita e Damiano Tercon, uscito nel 2020, “Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale”

Ci sono stati altri atti del genere nei suoi confronti al di fuori della scuola?
Damiano: “Succedeva anche agli scout, che ho frequentato dall’età di 15 anni fino ai 20”.
Margherita: “Damiano ha 40 anni, queste cose accadevano 20 anni fa. Questo non giustifica nessun comportamento, però forse la tematica del bullismo si affrontava di meno. Vorremmo dire che nel 2022 le cose sono cambiate ma il problema è che nella vita reale, Damiano, fino all’anno scorso sul posto di lavoro ha subito mobbing da una persona che ogni giorno andava a vessarlo. Lo abbiamo fatto presente e non è cambiato niente. Alla fine abbiamo dovuto toglierlo da lì. Quindi continua a succedere in tanti ambiti anche tra persone adulte”.

Margherita, come ha vissuto lei l’autismo di suo fratello? Ha condizionato la sua vita?
“Sicuramente ha influenzato la mia vita, questa famiglia. Io sono una sibling: in inglese in generale vuol dire fratelli e sorelle, ma in italiano, nell’ambito della psicologia viene utilizzato per indicare i fratelli e le sorelle delle persone disabili. Diciamo che in una famiglia, quando ci sono più figli di cui uno ha bisogno di maggiori attenzioni, spesso succede che l’altro fratello o sorella si sentano in colpa, o provino rabbia. Si sentono lasciati indietro. Finché si parla di bambini non si ha la maturità degli adulti di capire perché il fratello o la sorella vada giustificato nei suoi comportamenti, perché tolga così tanto tempo alla famiglia. Si vivono emozioni difficili. Crescendo molti decidono di allontanarsi per trovare la propria identità oppure di prendere un po’ il ruolo dei genitori e iniziare a prendersi cura della persona che ha più bisogno”.

Damiano e Margherita sul palco di Italia’s Got Talent nel 2020

E lei che tipo di scelte ha fatto?
“Da piccola Damiano mi divertiva molto, per me era piuttosto semplice da capire. Poi c’è stato un periodo in cui mi odiava a morte, ma stava passando una fase molto difficile della sua vita, e io appena finite le superiori sono andata via: per quasi 10 anni sono stata lontana da tutto. Finché un giorno non mi ha mandato un’email chiedendomi aiuto per realizzare un suo sogno, che era quello di partecipare a Italia’s Got Talent (a cui hanno partecipato nel 2020, ndr) perché voleva fare il cantante. Tutti però continuavano a sbattergli le porte in faccia. Lì ho realizzato che magari non sapevo esattamente cosa volessi fare della mia vita però io le possibilità le avevo avute tutte, mentre lui aveva dei sogni ma nessuno lo prendeva sul serio. Perciò ho deciso di provare ad aiutarlo a realizzarli: abbiamo iniziato a collaborare, a fare video su internet e vedere quanto Damiano desiderasse sentirsi una persona soddisfatta di sé mi ha dato quell’energia di tirare fuori tutte le cose che anche io avevo lasciato sopite. Alla fine sono felice di tutto quello che è successo perché devo ringraziare te – rivolgendosi a Damiano – se anche io ho ricominciato a credere nei miei sogni!”.

Fratello e sorella Tercon

I fratelli Tercon, Damiano (40 anni) e Margherita (32)

Anche lei recentemente ha scoperto che alcuni suoi comportamenti rientrano in quelli ‘tipici’ dello spettro autistico.
“Si diciamo che grazie a Damiano ho iniziato a informarmi molto di più sull’autismo e leggendo alcuni libri ho detto: ‘Ma questa sono io’. Ho chiesto alla sua psicologa di intraprendere un percorso diagnostico e alla fine è venuto fuori che sono anche io autistica. Quando l’ho saputo sono stata super felice, perché tantissime cose che non capivo di me hanno trovato una risposta. Ho provato grande serenità: non c’era niente che non andava, ero semplicemente fatta così. Però mi vergogno un po’ a dirlo perché purtroppo ci sono ancora tantissimi pregiudizi sull’autismo e quindi sicuramente tante persone, come dicono sui social a Damiano che è ‘un attore che finge di essere autistico’, chissà cosa direbbero a me. Non me la sento di sentirmi dire ‘No tu non lo sei’ quando ovviamente ci sono tante cose di me che non si sanno”.

Damiano oggi lavora, segue la sua passione del canto e di recente avete svelato una grande novità: andrà a vivere da solo.
Damiano: “Io volevo fare questa esperienza e siamo riusciti a trovare un monolocale”.
Margherita: “Noi adesso viviamo tutti, e con tutti intendo anche il mio ragazzo Philip. L’obiettivo era quello di andare tutti da soli, quindi Damiano in un monolocale e noi in un bilocale non troppo lontano. Ora che c’era il monolocale libero Damiano ha fatto un’esperienza da solo: prima una notte, poi due, poi una settimana. Certo col nostro supporto ma… Com’è stato?”.
Damiano: “Bellissimo, stupendo, divertentissimo e interessantissimo. Io ho imparato a gestire una casa, a fare le pulizie, a prepararmi da mangiare, a fare la spesa…”

Margherita Damiano e Philipp

Margherita Damiano e Philipp insieme sul palco per il 40esimo compleanno del cantante

Margherita: “Sì la spesa a modo suo”, dice ridendo.
Damiano: “Ho imparato a lavare le stoviglie, a pulire tutta la casa.”
Margherita: “Ci manca la lavatrice, quella è ancora da imparare. Insomma il periodo più lungo è stata una settimana circa. Ovviamente noi sui social facciamo vedere un piccolo riassunto di quello che succede, ci sono tante ore dietro a quei 30 secondi di video. Anche il vivere da solo ha tanti aspetti che vanno considerati, ma tra poco si libererà il bilocale e quindi ci trasferiremo tutti ufficialmente. E a questo giro si fa sul serio Dami”.

Ma continuerete a fare video insieme sui social?
Damiano: “Certo, continueremo. Poi mi è venuta un’idea: avere due telecamere o cellulari che riprendono la mia giornata (uno orizzontale e uno verticale)”.
Margherita: “Cioè tu vuoi fare il Damiano reality dove il video verticale va su tutti i dispositivi, quello orizzontale lo metti su YouTube, su Twitch ecc. Quindi passare da un video al giorno a 24 ore su 24… Il nuovo Grande Fratello, poi lui è mio fratello grande quindi lo posso chiamare ‘Mio fratello grande’. Bene è un’idea interessante, l’ho scoperta in diretta – ride –. Magari qualche momento di privacy ci vorrà”.

Qual è il vostro prossimo sogno da realizzare?

Damiano-autismo-canto lirico

Uno dei sogni di Damiano era diventare un cantante. Oggi si esibisce e studia canto lirico. E ha un altro sogno nel cassetto: andare a Sanremo

Damiano: “Di sicuro il mio è di andare a Sanremo per diversi anni, almeno per tutta la vita. Però non sempre in gara, perché il primo anno voglio andarci come ospite insieme ai Terconauti. E poi dall’anno seguente andarci in gara da solo. Magari nel 2024, per festeggiare il 25esimo anniversario dalla scoperta del cognome riminese Migani”.
Margherita: “Me lo chiede tipo da sempre. Io non so bene come aiutarlo ma è così insistente che sono sicura quando avrà 60 anni lui a Sanremo ci sarà andato. Perché ci crede molto quindi… Damiano prima o poi succederà!
Il mio sogno? Ci devo pensare, adesso sto ancora pensando a Sanremo quindi quando abbiamo finito… So solo che amo scrivere, mi sarebbe sempre piaciuto diventare una scrittrice. Abbiamo scritto un libro, sono già contenta ma non soddisfatta: quando sarò al 90esimo forse mi chiamerò scrittrice”.
Damiano: “Ah dimenticavo, mi piacerebbe un domani pubblicare il mio primo album dove io canto e in copertina c’è un aspiratore antico degli anni ‘60 o ‘70”.
Margherita: “È  un altro suo interesse particolare, è appassionato di cognomi e di aspiratori. In tutti i bagni in cui va la prima cosa che fa è guardare se c’è una finestra o un aspiratore e se eventualmente questo è d’epoca. Li preferisce vintage”.