DDL Zan calendarizzato al Senato: si sblocca il provvedimento contro l’omotransfobia. Critiche da Lega e Cei

A Palazzo Madama si sblocca la calendarizzazione del disegno di legge contro l'omotransfobia: 13 voti favorevoli e 11 contrari. Dopo settimane di stallo ora è incardinato in Commissione Giustizia. La Cei avverte: "Troppi dubbi", critiche anche dalla Lega

L’attesa è finita. Finalmente, per molti. Tra le polemiche di altri. Al Senato si sblocca il disegno di legge contro l’omotransfobia: arriva la calendarizzazione in Commissione Giustizia. A chiedere da tempo l’avvio della discussione sono Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e uguali e Italia viva. Contrario il Centrodestra. Il provvedimento è già stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020, mentre per il Senato ora si dovrà fissare una data.

Il Ddl e il voto in Commissione Giustizia

Il deputato del Pd Alessandro Zan relatore del disegno di legge

“La legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo è stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l’approvazione definitiva”. Lo scrive su Twitter Alessandro Zan, deputato Pd da cui prende il nome il disegno di legge stesso. La norma vuole estendere alle manifestazioni d’odio fondate sull’omofobia e sulla transfobia alcuni reati previsti nel codice penale. Gli articoli 604-bis e 604-ter puniscono, nello specifico, la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. L’estensione però riguarda solo l’istigazione a delinquere e gli atti di violenza. In pratica, chi commette reati motivati da stigma sessuale, in particolar modo nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, rischia fino a quattro anni di reclusione.

Quelle appena trascorse sono state settimane dense di polemiche, prese di posizione contro l’ostruzionismo in Aula, flash mob e tante iniziative trasversali a sostegno della legge. La richiesta, portata avanti persino sui social, non era tanto l’approvazione, non ancora. Quello che si chiedeva, fino ad oggi, era che il Ddl contro l’omotransfobia potesse essere discusso e votato al Senato. Questa mattina la commissione ha messo ai voti i provvedimenti prioritari di ogni gruppo parlamentare (ciascuno ne ha indicati tre). Il disegno di legge Zan ha ricevuto 13 voti favorevoli e 11 contrari (tutto il centrodestra). Così, dopo tanto tempo, è stato calendarizzato a Palazzo Madama.

Le critiche della Lega e della Cei

Ma il percorso travagliato verso l’approvazione della legge contro l’omotransfobia non sembra ancora arrivato alla fine. Come ha riferito in Aula poco dopo il voto, il presidente della commissione Andrea Ostellari (Lega) sarà il relatore del provvedimento: proprio il leghista è tra i principali oppositori, insieme al suo partito, del disegno di legge. “Il voto sul calendario dei lavori ha certificato che, in commissione Giustizia, la maggioranza è spaccata. Al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative”, dice il senatore. Il collega del Carroccio Simone Pillon, che più volte ha espresso la sua contrarietà anche sui social network, insiste: “Pd, M5s, Iv e Leu sono rimasti sordi agli appelli all’unità e hanno consumato lo strappo sul disegno di legge Zan. Ora massima fiducia nel lavoro del presidente Ostellari, che saprà tenere in considerazione tutti gli aspetti critici segnalati da noi, ma che credo emergeranno anche dalla società civile nel corso dell’iter”.

Critica anche la Conferenza episcopale Italiana: “Troppi dubbi, serve un dialogo aperto senza pregiudizi”. La presidenza dei Vescovi italiani si era già espressa in merito: “In questi mesi si sono affiorati diversi dubbi sul testo del Ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative”. Alla luce di tutto questo, la Cei sente “il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna […] Auspichiamo quindi che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale”.

Le reazioni dei favorevoli

Soddisfatti invece i parlamentari dei partiti che hanno promosso la calendarizzazione del Ddl. “È stata lunga, ma questo risultato lo abbiamo ottenuto, le manovre ostruzionistiche non sono bastate. Ora andiamo avanti!” ha scritto su Twitter la vicepresidente del Senato e responsabile diritti del Pd Anna Rossomando, mentre Giuseppe Luigi Cucca, vicepresidente di Italia viva in Senato afferma: “Sono soddisfatto che il mio voto, quello di Italia Viva, sia stato quello decisivo affinché si calendarizzasse il Ddl Zan. Una legge contro l’omotransfobia serve al Paese. Ora dialoghiamo affinché sia approvata al più presto”. “Quello di oggi è solo un primo passo, la strada è ancora lunga” avverte il senatore di Leu, Pietro Grasso e la portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Giustizia al Senato, Grazia D’Angelo sottolinea che si tratta di “un passaggio che aspettavamo da tempo, perché la lotta alle discriminazioni appartiene a tutti gli italiani. L’eguaglianza dei cittadini è scritta nella Costituzione, non dimentichiamolo!”.