“Della Gentilezza e dell’Audacia”: una mostra sulle violenze di genere che rompe canoni e tabù

La mostra, con il patrocinio del Comune di Brindisi, sarà aperta al pubblico fino al 31 agosto 2021. Dieci artiste, due curatrici, per un'esposizione che tratta il tema della violenza in modo universale, con i linguaggi dell'arte che spaziano dalla pittura fino alla videoarte

L’arte ‘impegnata’, quella che parla del presente, dello status quo, di ciò che accade. L’arte che parla della donna, del corpo femminile, dei sentimenti, delle emozioni, dei canoni estetici. Ma che parla anche di dolore, di sofferenza. Perché di violenza di genere non si può parlare solo a novembre, in occasione della giornata mondiale dedicata al tema. Non possiamo più permettercelo. Anche per questo è importante l’arte, perché è un potente veicolo, un mezzo di comunicazione che non necessita di conoscenze o titoli di studio per arrivare dritto all’obiettivo.

È ciò che si propongono di fare Ilaria Caravaglio e Valeria Gatti con la mostra “Della Gentilezza e dell’Audacia”, di cui sono le curatrici. Attraverso le opere esposte, si vuole portare avanti un lavoro sensibilizzazione sulla violenza contro le donne, un tema ancora troppo attuale, su aspetti culturali profondamente radicati nella società. Fruibile da fine 2020 esclusivamente online, a causa delle restrizioni per il Covid 19, dal 22 luglio sarà possibile visitare l’esposizione fisicamente, presso le sale del Palazzo Granafei Nervegna a Brindisi che apriranno le porte al pubblico.

La mostra avrebbe infatti dovuto essere inaugurata lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ma la pandemia ha obbligato gli artisti, gli ospiti e i relatori del tradizionale vernissage a lasciare spazio ad un opening virtuale, in diretta streaming, con la promessa di una presentazione pubblica .non appena fosse stato possibile. Nel frattempo il momento storico ha accentuato l’importanza di un simile impegno: il problema della violenza domestica non solo non è superato ma, anzi, è stato alimentato dalla pandemia che, in tutto il mondo, ha costretto molte donne in casa con uomini violenti, in spazi che, da rifugi sicuri, si sono trasformati in prigioni dalle quali fuggire diventava impossibile.

“Nessuna Kitty è stata maltrattata durante la produzione di questo disegno” di Toni Ripa

In “Della Gentilezza e dell’Audacia” dieci artiste sono state invitate a raccontare i volti della violenza, attraverso lavori dai soggetti più o meno espliciti e dalle tecniche eterogenee, dalla pittura alla videoarte. Così Flavia Bigi, Giovanna Bozzi, Giulia Cristofaro, Valentina D’Andrea, Tania Medico, Francesca Romana Pinzari, Margherita Ragno, Toni Ripa, Beatrice Scaccia, Francesca Speranza hanno presentato nella città pugliese alcune opere realizzate nel corso della loro carriera artistica, che fossero esplicative del tema. Una mostra eterogenea a cui le curatrici avrebbero voluto invitare anche artisti uomini. Perché la violenza li riguarda molto da vicino, non solo come ‘carnefici’ ma anche come portavoci di uno stereotipo culturale da estirpare al più presto o comunque come testimoni che, molto spesso, non vanno al di là della mera condanna a parole. Ma la verità è che raramente l’artista uomo affronta questa tematica, se non su esplicito invito.

All’inaugurazione, giovedì 22 luglio, oltre alle artiste e alle curatrici, interverrà anche l’attrice Agnese Perrone che leggerà i testi – di Lorenzo Centonze –  inseriti nella versione video della mostra, realizzata lo scorso novembre. L’introduzione alla mostra, inoltre, avverrà nel giardino antistante la Caffetteria Letteraria al piano terra del Palazzo, che riapre i battenti dopo mesi di chiusura in una nuova veste e nella cui programmazione culturale si inserisce questa mostra. Perché la cultura e l’arte siano veicolo non solo di riapertura dopo il lungo periodo di pandemia, ma anche di apertura ‘mentale’ che così tanto serve alla nostra società.