“Diario da Tokyo”. Il Generale Caldo è nemico nelle gare all’aperto. Ma Achenza, originario della Sardegna, non può temerlo

Gli azzurri del triathlon si sono preparati a Trapani in inverno e a Livigno in estate. Domenica la gara di nuoto si svolgerà presto al mattino. Di "clima" parla anche la triathleta Veronica Yoko Plebani: "Brutto effetto lo stadio vuoto alla cerimonia di apertura. Auguro agli esordienti lo stadio pieno, a Parigi""

C’è un avversario a Tokyo, che gli azzurri non hanno ancora affrontato. Perché non si fa sentire nelle piscine del nuoto e nei palasport del tennistavolo. Ma sarà protagonista nelle gare all’aperto: il caldo, che già un mese fa, durante le Olimpiadi, indusse qualcuno a chiedere lo spostamento di orario delle gare di tennis. Un avversario che pratica la par condicio, giacché tutti dovranno affrontarlo, magari con minori difficoltà per chi ci e abituato. Un avversario con cui ha cominciato a fare i conti la nostra squadra di triathlon che gareggerà domenica 29.

Giovanni Achenza (nella foto) si sta allenando agli orari in cui si disputeranno le singole prove. “Siamo usciti al mattino presto per provare il nuoto in acque libere, A quell’ora le temperature sono accettabili”. Strano, che la prova in acqua si svolga col fresco e il ciclismo a un orario in cui ci sarebbe più sollievo a starsene in acqua.
Ma il caldo non può spaventare chi, come Achenza, è nato e cresciuto in Sardegna, l’isola del sole e del mare.
Per acclimatarsi alle temperature di Tokyo i nostri si sono allenati nel luogo più caldo possibile in inverno (a Trapani), e piu fresco in estate (a Livigno). Qui, per non abituarsi al clima dolomitico, i nostri triathleti si sono preparati a bordo piscina, con acqua riscaldata.

Di clima ma in un altro senso, parla la triathleta Veronica Yoko Plebani, alla terza Paralimpiade. «Mi ha fatto effetto entrare nello stadio per la cerimonia di apertura e non sentire il boato del pubblico. Ho spiegato agli atleti esordienti che è un brivido che non si dimentica più. Auguro a tutti loro di ascoltarlo in futuro. In un mondo senza più pandemia».

L’attesa sarà più breve del solito. a Parigi 2024 mancano solo tre anni.