“Diario da Tokyo” Per tre minuti Zolkefli perde la medaglia d’oro e due record mondiali

I lanciatore del peso malese era arrivato tre minuti dopo l'orario previsto per la gara riservata ad atleti con disabilità intellettive relazionali. Il ricorso dell'Ucraina (cui è andato l'oro) hanno cancellato la meravigliosa prestazione in pedana. Rivolta social in Malaysia dove il ministro apre un'inchiesta

Per un ritardo si perde un treno, l’aereo, un amore. O a scuola un’interrogazione temuta (ma occhio alle vendette). Per un ritardo altrui si può perdere la pazienza. Mai accaduto che si perdessero medaglia d’oro e due record mondiali. A entrare nel Guinness dei primati, a non dormire per qualche notte e a maledire per tutta la vita quei pochi giri d’orologio è Muhammad Ziyad Zolkefli atleta della Malaysia che martedì si è presentato al via del getto del peso tre minuti dopo l’orario fissato per la gara della classe F20, per atleti con disabilità intellettive relazionali. Zolkefli ha battuto due volte il record mondiale con 17,31 metri poi 17,94 e ovviamente stravinto l’oro, assegnato dalle autorità che avevano preso per buone le giustificazioni addotte dal malese. Puntuale (quello sì), il ricorso dell’Ucraina, cui appartiene il secondo classificato (ora primo) Maksym Koval. Successive indagini hanno convinto le autorità a ritenere infondate le motivazioni con cui Zolkefli tentava di essere riammesso nei termini e hanno squalificato il vincitore sul campo. Hastag infuocati in Malaysia: #Ziyad con offese variegate e a tema libero rivolte a giudici e a Koval. “Non rubate questo meritato oro da record mondiale», ha tuonato il deputato Fahmi Fadzil. Il ministro dello sport malese, Ahmad Faizul Azumu, ha ordinato al Comitato Olimpico un’inchiesta: “Gli atleti hanno atteso cinque anni, ma che basti un ritardo di meno di cinque minuti per distruggere una speranza, è molto triste”, la dichiarazione.

Il portavoce del Comitato paralimpico, Craig Spence, si è rammaricato degli “insulti” ma ha ribadito che “le regole sono regole: la decisione è stata presa e non è colpa degli ucraini se il malese è arrivato tardi”. Spence ha fatto cadere le scuse accampate da  Zolkefli: lui e altri due atleti arrivati tardi avevano sostenuto di non aver sentito l’avviso perché  in lingua che non conoscevano.

A Zolkefli qualcuno regali una sveglia. O un traduttore automatico. O entrambi. Chi pensava che la Paralimpiadi fossero il regno del prego si accomodi si ricrederà. Com’è giusto che sia nello sport, si lotta con ogni mezzo. Compreso l’orologio.