“Disturba” i parenti del boss: la polizia allontana Klaus Davi dalla cattedrale, dove si svolge la messa per un capo ‘Ndragheta

Il massmediologo e autore televisivo si batte da tempo contro le presenze mafiose in Calabria. Gli è stato consentito di rientrare nel duomo di Reggio, ma senza effettuare riprese video della funzione. "

Il massmediologo e autore televisivo Klaus Davi è stato fatto uscire dal duomo di Reggio Calabria dagli agenti di polizia che gli hanno impedito per diversi minuti di assistere alla messa in suffragio del boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, a un mese dalla scomparsa. A Davi, identificato,  è stato permesso di rientrare in chiesa, ma col divieto di effettuare fare riprese video. La temporanea uscita dalla chiesa di Davi sarebbe avvenuta su sollecitazione della famiglia del defunto, che si sentiva “disturbata” dalla sua presenza durante la funzione.

Il manifesto che annuncia la messa in suffragio del boss

Davi, che come cronista e autore televisivo si batte da tempo contro la ndrangheta, spiega di essere rimasto colpito dai manifesti listati  a lutto che, in tutta Reggio Calabria, pubblicizzavano la messa in suffragio di Giovanni Tegano, considerato “il Totò Riina calabrese” . Tegano, protagonista di sanguinose faide d’Ndrangheta è deceduto lo scorso mese nel carcere di Opera a Milano, dove era recluso al 41 bis in seguito a condanne per decine di omicidi, ordinati o eseguiti direttamente, tra cui quello del nipote Paolo Schimizzi.

 

“Ho pensato si trattasse di un omonimo, mi sembrava strano che dopo le prese di posizione del Papa sulla mafia si concedesse di tenere in duomo la messa per un boss. e invece era proprio quel Giovanni Tegano, quello che gli investigatori chiamano il Totò Riina calabrese, protagonista delle più sanguinose guerre di ‘Ndrangheta con oltre mille morti”, ha spiegato Klaus Davi. In chiesa Davi aveva effettuato alcune riprese prima di essere avvicinato dagli agenti, ai quali ha obiettato che si trattava di un evento pubblico, in luogo pubblico ed abbondantemente pubblicizzato. Nessuna reazione è giunta dalla diocesi reggina.