“Divario di genere: superiamolo con le tecnologie. E puntiamo sull’empowerment femminile”

Dal sondaggio di Fipe emerge che solo nel 26% dei casi la donna è il “decisore finanziario” e che nel 30% dei casi non ha un conto corrente personale

Lavoro e parità

“È ormai del tutto evidente che il cambiamento climatico è una rilevante problematica sociale e che la pandemia ha acuito le già ampie differenze di genere sul versante occupazionale, incidendo più significativamente su quei settori in cui sono impiegate in maggioranza le donne. L’Italia ha posto l’empowerment femminile al centro della sua presidenza del G20 e del PNRR, perché la ripresa non può concretizzarsi se ci dimentichiamo di metà del Paese e non combattiamo le disparità presenti. Tutti ostacoli che zavorrano la crescita ed è per questo che l’impegno a ridurli – dal divario salariale, occupazionale a quello pensionistico – dev’essere massimo. Anche perché queste disparità non sono conseguenza della pandemia, ma rappresentano un problema strutturale del mercato del lavoro europeo. Ed è infatti l’Europa a chiedere politiche attive per centrare gli obiettivi di parità di genere sostanziale, come abbiamo visto cercare di fare nell’ultimo anno dal governo, fino all’importante ratifica della Convenzione 190 dell’ILO.

Dal mondo del lavoro i divari di genere arrivano a toccare anche il cuore economico delle case. Guardando alle scelte di investimento delle famiglie italiane, dal sondaggio condotto da Fipe emerge che solo nel 26% dei casi la donna è il “decisore finanziario” e che nel 30% dei casi non ha un conto corrente personale. Nessuna di queste donne prende inoltre in considerazione la possibilità di utilizzare una piattaforma di prestito FinTech: app e servizi sviluppati da aziende che lavorano sulle nuove opportunità offerte dall’open banking per rendere la finanza più trasparente e l’accesso agli istituti più semplice. In Italia però le donne fanno difficoltà ad accedere anche alle forme di finanziamento pubblico, nonostante questo sia tra le priorità della strategia nazionale per la parità di genere 2020-2025. Secondo l’indice Desi Women in digital il Paese è al 20esimo posto tra i 28 stati membri europei per quanto riguarda il divario di genere, in particolar modo nel settore dell’economia digitale. Per invertire la tendenza è dunque necessario investire su formazione digitale e informazione: passaggi cruciali per riqualificare la forza lavoro”.

 

 

CLAUDIA SEGRE presidente e fondatrice di Global Thinking Foundation. Già membro della consulta esperti della Commissione Finanze della Camera, è stata chairman del Board of Education di Acifx International, ora honorary member. Forbes l’ha nominata fra le 100 donne italiane di maggior successo del 2019.