Diversamente Venezia: con “Toast for a Cause” Moët & Chandon dona il ricavato degli aperitivi a Diversity

La partnership tra la Maison e la no profit guidata da Francesca Vecchioni alla 78^ Mostra del cinema di Venezia per promuovere un'iniziativa che vuole valorizzare un linguaggio inclusivo nelle traduzioni e negli adattamenti e una maggior rappresentazione nel doppiaggio italiano

Venezia, in questi giorni, come ogni anno, veste i panni di patria del cinema. E per questa settimana il Lido diventerà la meta di attori, registi, sceneggiatori e tantissimi ospiti internazionali, pronti a calcare le scene davanti a fotografi, giornalisti e appassionati. Tanti anche gli spettatori e i turisti che, pur nel rispetto delle restrizioni dovute alla pandemia, che saranno presenti in città per ammirare i loro idoli del grande schermo.

Hell Raton, Tia Taylor, Giuseppe Duva e Giulia Valentina a Venezia con Moët & Chandon

Ma dietro allo scintillio degli abiti e alle luci di flash, c’è spazio anche per il sociale. Allora il glamour secolare, complesso e raffinato di cui Moët & Chandon è simbolo e ambasciatore nel mondo – e che ha contribuito a costruire l’estetica leggendaria del Cinema in oltre un secolo di camei, red carpet, party, cerimonie e première in tutto il mondo – riapproda a Venezia con il format “Toast for a Cause“. Si tratta di un format internazionale, creato nel 2009, per cui gli ospiti brindano a sostegno di una associazione benefica e per ogni brindisi raccolto il marchio fa una donazione in loro nome.

In un anno i temi della diversità, dell’inclusione, della solidarietà e dell’eguaglianza sociale sono entrati ancor più nel dibattito pubblico, la Maison ha scelto di alzare calici e riflettori su questi argomenti, inaugurando una collaborazione con una delle realtà no-profit più attive in materia di sensibilizzazione ed educazione. Moët & Chandon sbarca alla 78^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica insieme a Diversity, no profit presieduta da Francesca Vecchioni, impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione e nel promuovere una rappresentazione valorizzante delle persone per genere, identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, età, etnia e disabilità, favorendo una visione del mondo che consideri la molteplicità e le differenze come valori e risorse preziose per le persone e le aziende.

Francesca Vecchioni

Dopo aver inaugurato la partnership ai Diversity Media Awards di quest’anno (qui i premiati), le due realtà presentano al Lido un’iniziativa a sostegno del progetto di ricerca di Diversity dedicato alla rappresentazione valorizzante e inclusiva delle persone nel cinema.

Da quest’anno, infatti, la no-profit si occuperà di integrare il prezioso lavoro di ricerca, già in corso da più di dieci anni sul fronte della rappresentazione inclusiva nei prodotti mediali, con un ulteriore approfondimento di analisi qualitativa sul linguaggio inclusivo nelle traduzioni e negli adattamenti da altri idiomi e sulla rappresentazione di voci diverse nel doppiaggio italiano.

Questo importante progetto verrà sviluppato proprio grazie al sostegno di Moët & Chandon e rappresenta il presupposto essenziale per porre le basi di un lavoro di valorizzazione del doppiaggio inclusivo, che rispetti  soprattutto le differenze di genere e identità di genere, orientamento, età, etnia e disabilità. Lo studio prevede un’analisi dei processi che determinano questa rappresentazione nei prodotti cinematografici, nella convinzione che il cinema sia un veicolo culturale fondamentale per costruire un immaginario collettivo davvero inclusivo, in cui tutte le persone siano protagoniste.