Diversity award, votiamo “i campioni dell’inclusione” in tv, al cinema, sul digital, nei programmi per bimbi e nella pubblicità

Annunciate le nominations per le migliori produzioni e i personaggi maggiormente in luce in dieci settori dello spettacolo. "Un anno condizionato, anche sul piano culturale dalla pandemia, che ha mortificato i cinema e dato slancio ai media fruibili da casa". Ecco titoli (e giudizi) settore per settore. Si vota sul sito www.diversitylab.it

Presentate a Milano le nomination per il Diversity award 2021, l’iniziativa volta al’assegnazione degli Oscar dell’inclusione, premio ai contenuti mediali e ai personaggi che si sono distinti per una “rappresentazione valorizzante” della diversità nelle aree di genere e identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, etnia, disabilità, età e generazioni. A introdurre la lettura delle nomination è stata in una conferenza online Francesca Vecchioni, presidente di Diversity Italia. Nell’occasionane è stato presentato anche il Diversity Media Report, con gli esiti della ricerca annuale sulla rappresentazione inclusiva nei media italiani condotta in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia e un pool di esperti delle maggiori università italiane

 

Le nominations

Per la sfida all’elezione dei migliori film e serie tv italiana e straniera, programma tv, programma radio, informazione pubblicitaria, serie kids, prodotto digitale e per la scelta del miglior creator e del personaggio, sono state formati gruppi di cinque o sei nominations fra le quali chiunque potrà votare sul sito di Diversity da ora al 25 giugno sul sito

www.diversitylab.it 

Sulla base delle graduatorie stilate in seguito i voti della giuria popolare saranno formate le classifiche definitive e assegnati i premi il 19 luglio nel corso di una serata-evento al Teatro Franco Parenti di Milano condotta da Diego Passoni e trasmessa in streaming il 22 luglio sui canali digitali di Diversity e sui siti dei principali broadcaster e publisher italiani.

Durante l’evento saranno attribuiti anche i riconoscimenti all’informazione: miglior Tg, miglior articolo stampa quotidiani, miglior articolo stampa periodici, miglior articolo stampa web.

Ecco le opere e i personaggi scelti per il settore Intrattenimento

 

Miglior film italiano

Le sorelle Macaluso (Rosamont, Minimum Fax Media, Rai Cinema – Teodora Film)
Ferro (Banijay Italia, Amazon Prime Video – Amazon Prime Video)
Volevo nascondermi (Palomar, Rai Cinema – 01 Distribution)
Non odiare (Movimento Film, Agresywna Banda, Rai Cinema – Notorious Pictures)
La vita davanti a sé (Palomar – Netflix)

 

Miglior serie Tv italiana 

Skam Italia (TIM Vision, Cross Productions – Netflix)
Summertime (Cattleya – Netflix)
We are who we are (Sky Studios, HBO – Sky Atlantic)
Mental (Stand by me, Rai Fiction – RaiPlay)
Vivi e lascia vivere (Bibi Film TV, Rai Fiction – Rai1)

 

Miglior serie Tv straniera 

Lovecraft Country (Sky Atlantic)
Sex Education (Netflix)
Love, Victor (Disney+)
Mrs. America (TIM Vision)
Little Fires Everywhere (Amazon Prime Video)
Unorthodox (Netflix)

 

Miglior programma Tv

Ogni Mattina (TV8)
Quello che è – Nuove storie italiane (laF, Sky 135)
Oggi è un altro giorno (Rai1)
Tu non sai chi sono io (RaiPlay)
Otto e mezzo (La7)
Cartabianca (Rai3)

 

Miglior campagna pubblicitaria 

Un Passo Avanti (Lines)
Libera di osare (Nuvenia)
Francesca (Diesel)
Senza età (Tena)
Goodbye Sterotypes, Hello Zerotypes (Zalando)

 

Miglior programma radio 

La versione delle due (Rai Radio2)
Ora Daria (Radio Capital)
Vittoria (Rai Radio1)
Catteland (Radio Deejay)
Back to Black (Rai Radio2)
Forrest (Rai Radio1)

 

Personaggio dell’anno

Ferragnez – Chiara Ferragni e Fedez
Gianni Morandi
Giovanna Botteri
Michela Murgia
Claudio Marchisio
Elodie

 

Creator dell’anno

Francesco Cicconetti @mehts
Giulia Valentina @giuliavalentina
Nicole Rossi @iam.rouge
Tia Taylor @misstiataylor_
Luca Trapanese @trapaluca
Benedetta De Luca @benedetta_deluca

 

Miglior prodotto digitale 

Palinsesto Femminista (Irene Facheris)

Gli italiani non sono razzisti, ma… (AfroItalianSouls) https://www.youtube.com/watch?v=cre3hN2Fpyw
Revenge Porn e narrazioni problematiche (Carlotta Vagnoli)
https://www.instagram.com/tv/CHxTha9iklD/
I film e l’immagine che abbiamo degli altri (WILL)
https://www.instagram.com/tv/CH0ffLSju-n/
Ma i disabili, fanno sesso? (Marina Cuollo)
https://www.instagram.com/tv/B8TxFqili3_/

 

Miglior serie Kids 

She-ra e le principesse guerriere (Netflix)
Kipo e l’era delle creature straordinarie (Netflix)
Elena, diventerò presidente (Disney+)
The owl house – Aspirante Strega (Disney+)
Il club delle babysitter (Netflix)
Craig (CartoonNetwork)

I giudizi, settore per settore

Nel 2020 in che modo il mondo della creatività muiltimediale è stato condizionato, influenzato dall’emergenza Covid che ha sconvolto il mondo e i cui effetti sono ancora in atto? Il Covid – fanno notare responsabili e operatori di Diversity che hanno coordinato le analisi sulla produzione del 2020, se da un lato ha condizionato negativamente il settore cinematografico con la chiusura delle sale e forte impatto sulle date di uscita di molti titoli, ha offerto slancio a quei media che grazie alle caratteristiche di produzione, distribuzione e fruizione, “hanno conquistato un ruolo preponderante nella dieta mediatica nazionale”. Radio, social e mondo digital, media “caldi” per eccellenza, hanno consolidato il legame col pubblico.

 

La Compagnia del Cigno

Serie Italiane

Se nel 2020 si rilevava una nuova attenzione nei confronti della disabilità (La compagnia del cigno, Nessuno è perfetto) quest’anno i prodotti seriali si trasferiscono sul terreno della etnia e delle seconde generazioni. Filone che intrecciato ad altri (orientamento sessuale affettivo, identità di genere) ricorre in Summertime, Skam, We are who we are sulla scia delle avanguardie internazionali manifestatesi ad esempio con Watchmen nel 2019. Aumentata anche l’attenzione legata alla salute mentale (menzione per Mental), dedicato a un tema ancora troppo spesso avvolto da preconcetti sociali e culturali.

 

Età

Su questo fronte Francesca Vecchioni presidente di Diversity ha mosso una critica, rilevando che la produzione rivolta alla fascia 0-40 mostra maggior disinvoltura nell’affrontare ’ il tema diversity, mentre il cambiamento è trattato più blandamente nei media generalisti destinati a fasce anagraficamente più avanzate “Quasi una dimostrazione di sfiducia verso il pubblico”, ha chiosato Vecchioni.
Una forbice che si trasmette dai contenuti agli strumenti impiegati (tv generalista in un caso, piattaforme Netflix e Raiplay nell’altro).

 

Una immagine di scena del film “Favolacce”.

Cinema

Rispetto al 2019, quando la diversità era stata rappresentata in maniera considerevole, nel 2020 buona parte delle pellicole italiane hanno concentrato lo spaccato della realtà problematica al livello familiare e sociale (Lacci, Figli, Favolacce, I Predatori), con attenzione alla dimensione interpersonale e relazionale, concentrandosi sulle emozioni (Ferro, Volevo nascondermi), con rappresentazione della diversità che passa attraverso la ricerca di empatia con ridotta inclinazione al ‘lieto fine’.
Nel 2020 il cinema italiano si è dimostrato ricettivo al neo-fascismo con “Non odiare”, ma sembra essere ancora in una fase di analisi di quanto si vive nella realtà. .

Serie straniere

Oltre confine si nota l’avvenuto superamento della ricerca dell’empatia a tutti costi, del giustificazionismo, dell’aderenza ai generi. Il razzismo insito nella società Usa viene trattato sia in chiave fantascientifica (Lovecraft Country) che come thriller (Little Fires Everywhere). E si sente il bisogno di mettere in discussione ciò che poteva essere dato per assodato e conquistato (Mrs. America, Unorthodox), a dimostrazione che i media leggono e intercettano i cambiamenti e i bisogni della società. Senza remore la rappresentazione della comunità LGBT+ (Love Victor), con ricercato coinvolgimento di gruppi sottorappresentati, come intersex, aromantiche ecc (Sex Education).

 

Bambini

Le nomination effettuate da Diversity mettono in risalto il buon livello della produzione Kids (< 14) “ la più progressista e inclusiva” dell’intero panorama, con la diversity trattata sotto molteplici aspetti (identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, neuro divergenza) son slanci visionari fondendo tradizioni e narrazioni, fra le quali il registro fantastico.

 

Televisione

La rappresentazione della diversità nei programmi è stata legata al racconto personale (Tu non sai chi sono io, Quello che è – Nuove storie italiane, Oggi è un altro giorno). Lo sforzo è di ricercare storie differenti, che finora non avevano avuti grandi spazi e testimonianze dirette (etnia, età, identità di genere).

Dove il format si apre più alla discussione e all’attualità (Ogni mattina) si ha coinvolgimento di attivistə e fonti dirette di esperienza, per arrivare a un pubblico anagraficamente più giovane.

Nei programmi generalisti la discussione si fa trasversale e meno legata alla singola esperienza (Cartabianca (nella foto Bianca Berlinguer), Otto e mezzo).

“In genere – è l’osservazione emersa nel corso della videoconferenza – con la narrazione di esperienze personali (il disabile alle prese con l’emergenza Covid) si colma un gap che la tv ha manifestato nella fase iniziale della pandemia quando ricorreva a fonti istituzionali, prediligendo la narrazione degli aspetti collettivi rispetto al caso singolo di chi soffre per cause estranee alla generale sofferenza scaturita dal Covid”.

 

Digital

Col lockdown il digitale è diventato punto di riferimento di sempre più fruitori: i creator hanno avvicinato molte più persone a una rappresentazione della diversità di qualità. Nel corso del 2020 si è affermato definitivamente il concetto di attivismo digitale, rivolto alla diffusione e divulgazione di concetti chiave per la D&amp. Interessante la tensione a scardinare narrazioni e linguaggi stereotipati (Gli italiani non sono razzisti, ma…; Revenge Porn e narrazioni problematiche; Ma i disabili, fanno sesso?). Si è certificato ancor di più che ormai a fare informazione sono i social network.

 

Pubblicità

Il settore advertising prosegue la trasmissione di valori legati alla diversity transformation: brand e aziende stanno adeguando la manifestazione esterna di sé e le dinamiche interne. Nel primo semestre 2020 molti settori hanno concentrato l’azione sull’emergenza sanitaria, con spot rivolti a di infondere coraggio e speranza. Non perdendo di vista campagne di qualità dedicate alla diversity. Creativamente coraggiosi spot come Libera di osare, Francesca e Senza età, “che raccontano aspetti legati all’identità di genere abbattendo gli stereotipi. L’impegnare testimonial, come Emma Marrone in Libera di osare (Lines) è ritenuto segnale di irreversibile intenzione di scacciare dal mondo pubblicitario discriminazioni e luoghi comuni (Goodbye Sterotypes, Hello Zerotypes).

 

I telegiornali

Pagelle anche per l’’informazione, col report 2020 che Diversity ha realizzato con l’Università di Pavia ed esperti di vari atenei italiani. Sotto esame i tg della prima fascia serale Rai, Mediaset, Tg7, Sky, La Nove. Il risultato è che l’informazione ha un atteggiamento giustificazionista e paternalistico, tratta dei temi diversity se la cronaca offre uno spunto e tende a creare empatia, laddove all’estero cronaca e fiction hanno superato il muro del buonismo ad ogni costo.
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, su quasi 43.000 notizie totali, sono poco meno di 20.000 quelle dedicate all’emergenza Covid-19 con picchi del 90% a marzo.
Le diversity perdono il 6% di presenza (dal 23% del 2019 al 17% del 2020): giù età (-2,2%), etnia (-3,05%) e genere (-3,26%) che comunque rimangono in testa nella categoria staccando disabilità e Lgbt+. Di generazioni si è parlato in collegamento con Scienza e Salute (25,5%) e scuola (16,5%) per le conseguenze della pandemia su anziani e giovani.

 

Etnia e donne alla ribalta per fatti di sangue 

Mentre la trattazione delle altre diversity continua ad essere dettata dalla cronaca, spesso dalla cronaca nera. Etnia alla ribalta coi casi Patrick Zaki e Silvia Romano e per odio razziale (omicidi di Willy Montero Duarte e George Floyd e la reazione del Black lives matter).

Di donne non si parla per il peso della emergenza che ricade su di loro ma per femminicidi, stupri, molestie (più di 1 notizia su 10). Circa un terzo delle notizie sulla (Dis)abilità riguarda eventi di cronaca (27,8%), fra cui l’incidente di Alex Zanardi. Infine, per la Diversity LGBT+ le notizie sono perlopiù correlate a eventi come la giornata mondiale contro l’omofobia o fatti di cronaca nera, come l’omicidio di Maria Paola Gaglione.