Diversity Brand Summit 2021, premiate Rai e Google. Parapini: “Nessuno deve sentirsi escluso”

Vincono il Virtual Lis per le persone sorde e il progetto di inclusione che si basa su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità. Venti aziende presentate nella ricerca perché promuovono e comunicano progetti concreti di D&I. Tra queste ci sono Amazon, Coca Cola, Netflix e Ikea. E cresce l'attenzione su questi temi: l'88% della popolazione sceglie brand inclusivi

Google e la piattaforma “Virtual Lis” di Rai sono i vincitori dei Diversity Brand Awards 2021, i premi riconosciuti alle aziende più virtuose sul fronte della diversità e inclusione. I riconoscimenti sono stati assegnati durante la quarta edizione del Diversity Brand Summit, la seconda in streaming a causa della pandemia.

Il tema di quest’anno era “Diversity Factor: born to build trust”. Il vincitore “overall” è Google per il suo lavoro diffuso sulla D&I, soprattutto su gender, orientamento sessuale e affettivo e disabilità, mentre il primo nella classifica Digital è il progetto “Virtual Lis” di Rai, una piattaforma capace di erogare servizi e contenuti nella lingua italiana dei segni mediante un avatar virtuale, che verrà utilizzata anche in ambito educativo.

Questi risultati sono il frutto di un sondaggio web e delle valutazioni del Comitato Scientifico. Nel summit sono stati presentati tutti i brand più inclusivi emersi dal Diversity Brand Index 2021, il progetto di ricerca che misura la capacità di sviluppare con efficacia e concretezza una cultura aziendale orientata alla D&I. Oltre ai vincitori sono stati nominati Amazon, Coca-Cola, Durex, Freeda, H&M, Ikea, Intesa Sanpaolo, L’Oréal, Leroy Merlin, Netflix, Pantene, Spotify, Tim e Vodafone. Questi potranno utilizzare nelle proprie attività di marketing il “bollino” che Diversity e Focus MGMT hanno ideato per certificare il posizionamento tra le migliori aziende in termini di impegno e di comunicazione di politiche inclusive.u

Guardando ai numeri i risultati della ricerca sono di forte impatto, se comparati a quelli dell’anno precedente: l’88% della popolazione è maggiormente propensa verso i brand più inclusivi (era il 63% nel 2019, il 51% nel 2018 e il 52% nel 2017).

L’evento è organizzato e promosso dalla no profit Diversity, fondata da Francesca Vecchioni, e dalla società di consulenza Focus MGMT e realizzato con il patrocinio della Commissione Europea e del Comune di Milano.

Soddisfatti i rappresentanti dei brand premiati: “È con estremo piacere che accolgo questo riconoscimento che, attraversando diverse iniziative, coglie a pieno il concetto di alleanza espresso ogni giorno dalla comunità dei Googler” dichiara Fabio Vaccarono, Vice President – Managing Director Italy di Google. “Fin dalle sue origini, Google è impegnata a rendere la diversità, l’equità e l’inclusione parte di tutto ciò che facciamo: dal modo in cui costruiamo i nostri prodotti, al modo in cui interagiamo con le persone nel posto di lavoro” continua.

“La vittoria nel Digital Diversity Brand Award è per il servizio pubblico motivo di particolare orgoglio.  Arriva dopo che la Rai è stata inserita per il terzo anno consecutivo nella lista delle aziende più inclusive, per di più in un periodo drammaticamente segnato dalla pandemia” ha detto invece Giovanni Parapini, Direttore Rai per il Sociale. “Il servizio pubblico sa essere fattore di coesione. Lo fa stavolta con un progetto che mette insieme un forte valore sociale e una tecnologia d’avanguardia, come è tipico delle realizzazioni del CRITS Rai, il Centro Ricerche, Innovazione tecnologica e Sperimentazione della Rai a Torino. Il Virtual LIS è rivolto alle persone sorde, con un Avatar che si esprime nella Lingua Italiana dei Segni: una piattaforma che si è ulteriormente arricchita con un’applicazione pensata per la didattica, che permette di imparare la LIS via web e generare nuovi contenuti. È un modo molto concreto attraverso il quale il servizio pubblico ribadisce che nessuno deve sentirsi escluso”.