Diversity & Inclusion: è davvero una questione di genere? Ascolta il podcast su Violenza economica e disabilità con Silvia Cutrera

Ogni lunedì e venerdì Luce! pubblica uno dei podcast realizzati da Global Thinking Foundation sul tema "Diversity & Inclusion: è davvero una questione di genere?". Ogni puntata un tema diverso che si richiama a uno dei quattro filoni in cui è strutturata la serie: Leadership e empowerment, Le skills del futuro, La violenza gender-based, Diritto alla salute e medicina di genere

Luce! pubblica la serie di 16 podcast sul tema Diversity & Inclusion: É davvero una questione di genere? realizzati da Global Thinking Foundation. Ogni lunedì e venerdì su Luce! un nuovo podcast della serie. Ciascuno sarà dedicato a uno specifico tema emerso dalle ricerche e dai dibattiti organizzati da Global Thinking Foundation fra esponenti del mondo della scuola, delle imprese e del Terzo settore.

Il podcast di oggi ha per tema “Violenza economica e disabilità”, con Silvia Cutrera. Ascoltalo

 

Come nasce “Diversity & Inclusion: è davvero una questione di genere”?
“Nasce come risposta alla pandemia, dalle istanze e le voci dei territori raccolte in questi cinque anni di impegno formativo ed informativo di Global Thinking Foundation sulla prevenzione alla violenza economica: la terza playlist di Podcast , https://www.gltfoundation.com/podcast-glt/ , dedicata ad uno dei temi centrali del dibattito tra Scuola, Imprese e Terzo settore : la Diversità e l’Inclusione – risponde Claudia Segre, fondatrice di Global Thinking Foundation – Con il titolo : Diversity & Inclusion : E’ davvero una questione di genere? Son state raccolte 16 testimonianze di professioniste e professionisti che danno voce e luce sui quattro macrotemi che hanno caratterizzato le aree di intervento della Fondazione in questi 5 anni di Progetti ed iniziative sul territorio nazionale, in Francia e negli Stati Uniti .
I quattro filoni portanti di questa nuova serie di podcast sono :
Leadership e Empowerment
Le skills del futuro
La violenza gender-based
Diritto alla Salute e Medicina di Genere
perché solo da riflessioni sull’efficacia e diffusione di buone pratiche che l’analisi di contesto si può trasformare in azione, e quindi portare ad un impatto sociale fattivo e misurabile”.

Claudia Segre

I podcast sono introdotti dai video di quattro protagonisti del mondo dell’istruzione, delle imprese, della formazione, dell’Unione Europea.

“I quattro video introduttivi ci permettono di sentire dalla viva voce di altri autorevoli speaker quali sono le battaglie sulle quali si son ottenuti i primi risultati a partire da Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Mario Nava, direttore generale della DG Riforme della Commissione Europea; Gregorio De Felice, chief economist Intesa San Paolo e Martina Rogato, sherpa W20”.

Quali sono gli effetti pratici di politiche rivolte alla diversità di genere?

“Secondo il Rapporto “Diversity Wins” di McKinsey : “le organizzazioni con una maggiore diversità di genere nei team esecutivi hanno il 25% di probabilità di avere una redditività superiore alla media rispetto alle altre aziende meno sensibili“. Un concetto estremamente vitale e in qualche modo nuovo che il rapporto ha sottolineato era poi l’idea che l’attenzione alla diversità non porta automaticamente all’inclusione. Il rapporto rileva infatti che “anche dove le aziende sono più diversificate, molte sembrano ancora incapaci di coltivare ambienti di lavoro che promuovano efficacemente la leadership e la responsabilità inclusiva tra i manager, l’uguaglianza e l’equità di opportunità, l’apertura e la libertà da pregiudizi e discriminazioni”.

Le difficoltà che si manifestano nelle aziende sono le stesse che si riscontrano nella società civile.

“Sebbene la “rappresentanza di genere “ in azienda sia importante, da sola non garantisce l’equità e l’inclusione. Sappiamo però che queste analisi non sono solo una necessità dell’ambiente lavorativo, ma vanno affrontate ad ampio spettro nella società contemporanea, perché non si tratta solo di diventare più sensibili al tema ma è fondamentale modificare l’approccio culturale per comprendere appieno i vantaggi di una società più inclusiva verso le donne, come verso le diversità più in generale.
Dall’abbandono degli studi, alla disaffezione nei confronti della pratica sportiva, complice anche l’esigenza di modificare la struttura dell’insegnamento scolastico facendo tesoro dell’esperienza maturata durante la pandemia il digitale ha portato con sé rischi di isolamento da un lato e crescenti atteggiamenti discriminanti tesi a riscuotere un effimero successo ‘da social’ ”.

Claudia Segre, fondatrice e presidente di Global Thinking Foundation

 

Al digitale non si legano solo comportamenti edificanti. 

“Spesso la libertà individuale di espressione di sé stessi, la bellezza e l’autenticità della diversità anche nelle disabilità vengono spazzate via dall’intolleranza e dalla discriminazione mentre educare al rispetto ed alla gentilezza attraverso messaggi di inclusione diffusi induce maggiore tolleranza e vero progresso sociale e culturale.
Perché è di questo che parliamo con i nostri podcast: di un percorso di coesione sociale che viene raccontato sui quattro filoni portanti di questa nuova serie: leadership e Empowerment, Le skills del futuro, La violenza gender-based, Diritto alla Salute e Medicina di Genere perché è solo da riflessioni cogenti e buone pratiche che si arriva ad un’analisi di contesto che si trasforma in azione, e quindi porta ad un impatto sociale fattivo e misurabile”.

Stiamo attraversando una fase storica di profondi cambiamenti.

“Se non cogliamo questa occasione straordinaria di transizione digitale e ambientale, capitalizzando nuove sensibilità dei più giovani, e non solo, educando all’accoglienza della diversità, come possiamo aspettarci pieno rispetto per i diritti delle donne da sempre “incatenate” a ruoli sociali predefiniti? Investiamo nel futuro e cogliamo la sfida dell’innovazione scientifica per creare gli educatori di domani, ispirati da valori e da ambizioni che guardino oltre all’apparenza partendo proprio dai diritti fondamentali, direi universali, per una piena inclusione che è una responsabilità sociale di tutti noi”.