Donne e motori… In Ferrari si può. Il riscatto del Cavallino nel Mondiale parte dal cuore rosa delle Rosse

La Scuderia di Maranello ha assunto negli ultimi anni un approccio sempre più inclusivo, piazzando le sue donne in ruoli importanti, come il controllo di qualità, quello delle spese e la power unit

Dal rosa al rosso. Rosso Ferrari, per chiarire subito e meglio il concetto. Già, perché la bella storia che accompagna il Mondiale di Charles Leclerc e di Carlos Sainz Jr. ha connotati al femminile essenziali e decisivi.
Maria Mendoza, Laura Scomazzon e Giada Montorsi sono infatti parte integrante e decisiva della gestione sportiva di Maranello. E se in questa stagione Hamilton o Verstappen dovranno fare i conti con una Rossa che sta per ridurre al minimo il gap con Mercedes e Red Bull, gran parte di questo riscatto-rilancio può essere ricondotto al lavoro, gli studi e le intuizioni del tris in rosa che lavora in Ferrari.

Maria Mendoza, l’ingegnere che controlla la qualità della Ferrari

Maria Mendoza ha 45 anni, viene da Saragozza (Spagna) e si è formata (prima di approdare alla Formula Uno) in settori di studio-lavoro da Nobel per la fisica: la vulcanologia, i raggi X, ma soprattutto nel mondo dell’aeronautica. Poi, nel 2012, eccola in Fca, nella ricerca di quella… candela. Sì, proprio una candela che manda a in fumo il motore di Sebastian Vettel a Suzuka, nel Gran Premio del Giappone (2017). È questo l’episodio chiave, la soluzione a questo problema, a convincere l’allora presidente Sergio Marchionne che Maria può e meriti di ‘spingere’ la Ferrari. Quella formato mondiale, in Formula Uno. Come? Occupandosi proprio del controllo di qualità dei fornitori ai motoristi del gruppo.

Laura Scomazzon, la manager che tiene i “conti in ordine”

Dalla perfezione dei motori alla gestione aziendale. Così si accende il secondo riflettore rosa, quello su Laura Scomazzon, 44 anni, laurea in ingegneria gestionale al Politecnico e poi in Economia e management. È con lei che l’azienda Ferrari discute, valuta e si regola all’interno della ‘budget cup’ che la Formula Uno ha varato per ridimensionare la corsa matta di dollari ed euro che il mondo dei motori stava facendo rotolare verso una dimensione pericolosa. Capo del settore del cost engineering della Scuderia, Laura è una manager, anzi, la manager giusta per tenere la bilancia degli investimenti nell’equilibrio indispensabile a unire le strade del budget da riproporzionare con la qualità del marchio Ferrari. Qualità che deve rimanere unica, globale e intoccabile. Ovunque e comunque.

Giada Montorsi, ingegnere meccanico cresciuta con il sogno dei motori

Giada Montorsi è la più giovane nell’asset manageriale del Cavallino. Ha 35 anni, ha sempre avuto i motori nel cuore e il suo sogno da bambina era quello che adesso è diventato la sua professione, la sua vita.
Così, la sua presenza nella ‘stanza dei bottoni’ dove la Ferrari gestisce la power unit delle Rosse che corrono sulle piste di tutto il mondo, è una presenza che parte da lontano. Da quando Giada studiava ingegneria meccanica all’università (una delle sole tre ragazze su 400 iscritti) e macinava esami fino alla tesi, in cui ovviamente ha parlato dei motori di Maranello. Di come, a Maranello, si sarebbero potute realizzare monoposto che fanno sognare e battere forte il cuore di chi, nella F1 targata Ferrari, vede un qualcosa di sacro.

È questo il cuore rosa delle Rosse. È questo il romanzo scritto da Giada, Maria e Laura. Le donne in Ferrari. Le donne della Ferrari.