Dopo “Tolo Tolo” e “Immigrato” nuove polemiche per Zalone: colpevole, lo sketch con Amadeus

La gag trasmessa in tv fa infuriare il direttore di Telelombardia. E il protagonista del videoclip ‘scorretto’ difende Checco: "Nel brano come nel film datati 2020 c'è solo ironia, un’iperbole delle nostre paure. Abbiamo preso in giro i luoghi comuni“

“Spiace deludere Amadeus, ma una persona che ride così sguaiatamente su colleghi di un’altra tv noi non la manderemmo mai in onda. Questione di stile“. Così il direttore di Telelombardia, Fabio Ravezzani, postando il video su Twitter del siparietto tra Checco Zalone e il conduttore Amadeus, con la firma del contratto per la partecipazione come superospite a Sanremo, andato in onda ieri sera al Tg1. “Checco ci vieni questa volta a Sanremo?”, ha chiesto Amadeus. “E tu hai finito di pagare il mutuo di casa? Hai comprato una casa a tuo figlio? Non lavorerai più, al massimo Telelombardia”, lo ha incalzato fra le risate dell’interlocutore Checco Zalone. Ora la presa di posizione piccata del direttore di Telelombardia.

A un utente che gli scrive: “Ma dai Direttore, era una gag. Non se la prenda!“; Ravezzani replica: “Se in una gag dicessero che lei è stupido non se la prenderebbe? La gag ci sta, la risata sguaiata del collega no. Tutto qui. Capisce?”.

Le accuse a “Tolo Tolo”

Zalone non è nuovo a polemiche: il suo “Tolo Tolo”, nonostante i grandiosi incassi, ha diviso pubblica e critica, partendo proprio dal titolo: uscito nel 2020, poco prima dello scoppio della pandemia, il film ottenne un successo di pubblico incredibile, tanto da piazzarsi al 27° posto, secondo Box office mojo, nella classifica dei film con il maggior incasso del 2020 a livello mondiale. L’uscita venne preceduta dall’uscita del singolo Immigrato. Un brano che si snoda sulle note di “L’italiano” di Toto Cotugno e che si concentra sulle derive dell’italiano medio. Ed era stata proprio la canzone ad attirare immediatamente l’attenzione, spingendo il pubblico a domandarsi di cosa avrebbe parlato Checco Zalone nella sua ultima fatica cinematografica. Questo anche perché l’uscita di “Immigrato“ fece scatutire immediatamente alcune polemiche in rete riguardo i contenuti razzisti del brano.
A queste accuse rispose lo stesso Zalone in un’intervista in cui disse: “L’unica cosa atroce qui è la psicosi del politicamente corretto. C’è sempre qualche comunità, o qualche gruppo di interesse, che si offende”.

Checco Zalone, 44 anni, pseudonimo di Luca Pasquale Medici

Checco Zalone, 44 anni, pseudonimo di Luca Pasquale Medici, alla presentazione del film “Tolo Tolo”

La risposta di Zalone

Il comico continuò poi con alcuni riferimenti al suo passato da comico e punta di diamante del programma Zelig, spiegando: “Se riproponessi certe imitazioni di dieci anni fa, tipo quella di Giuliano dei Negramaro, mi arresterebbero. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli uominisessuali”.

Il protagonista di Immigrati

Decisa anche la risposta del protagonista del video, il ragazzo del trailer di “Tolo Tolo“, proprio quello della canzone “Immigrato”. «All’uscita del supermercato ti ho incontrato, al distributore di benzina monetina, al semaforo sul parabrezza c’è una mano nera con la pezza”, canta Zalone. E dappertutto c’è lui, giovane, sorridente. Se lo ritrova anche in casa: “Ti ritrovo senza permesso nel soggiorno”. E il ragazzo sembra prendersi anche la moglie del ’povero’ Checco costretto a guardare. Il video, con oltre sette milioni di visualizzazioni su YouTube, prima ancora del film ha infiammato le polemiche. Il video gioca coi luoghi comuni dell’italiano medio sull’immigrazione, il razzismo, la diversità. Fino a quell’inquadratura di Zalone in posa mussoliniana da un balcone.

“Quel video era una presa in giro dei luoghi comuni”, la replica del suo protagonista, Maurizio Bousso alla stampa. Ha 27 anni e già un bel po’ di teatro alle spalle. Non è arrivato in Italia con un barcone, con una nave delle Ong, in una delle mille odissee che anche il film di Zalone, in chiave comica, racconta. Lui in Italia c’è nato, a Roma, quartiere di Primavalle. I genitori sono africani, ma lui è uno dei molti italiani “afrodiscendenti”. Tifa Roma, da sempre. E anche nel film ‘Tolo Tolo’, nel quale non è il protagonista, ma ha alcune scene con Zalone, sfoggia una maglia del Capitano. No, non quello. Francesco Totti.

“È chiaro come il sole che né la canzone né il film siano razzisti – il suo commento – . Si tratta di una iperbole delle paure dell’italiano medio, un video ironico sulla percezione dell’immigrato oggi in Italia. Se fosse stato un video razzista, non lo avrei mai fatto. Non mi sarei mai prestato a una presa in giro dell’immigrato, con la mia famiglia che viene dall’Africa“.
“Si è trattato di recitare uno straniero stereotipato: ho interpretato un ruolo, come a teatro – sottolinea – . Certo, ero molto teso per dare vita a questo ruolo. Sapevo che su un tema come questo, come tocchi l’argomento tutti ti attaccano. E un po’ di timore ce l’avevo. Ne ho parlato con alcuni amici, afrodiscendenti anche loro, e mi hanno rassicurato. Poi mi sono fidato di Luca, ovvero di Checco Zalone. Mi ha chiarito come il video fosse ironico”.

Checco Zalone e Maurizio Bousso nel video del brano "Immigrato"

Checco Zalone e Maurizio Bousso nel video del brano “Immigrato”

Aveva già avuto l’esperienza del set, con lui, aveva partecipato a “Tolo Tolo” in alcune scene girate in Marocco e a Malta… “Sono un ragazzo che Checco incontra durante il viaggio. Doveva essere una piccola scena, ma Checco-Luca ha voluto girare ancora con me. Ci siamo fidati reciprocamente l’uno dell’altro. Ho visto in Checco una persona molto sensibile, molto umana. Mi dispiace come a volte sia superficiale l’etichetta che gli affibbiano – riprende il racconto . – Problemi con il colore della pelle? Gli sguardi ci sono, è inutile negarlo. Da bambino certi sguardi non li capisci, ma crescendo ti torna in mente un po’ tutto. Alcuni luoghi comuni sono difficili da togliere, sia per ignoranza, sia per la poca voglia di conoscere ciò che è diverso da te”.
C’è una soluzione? “La voglia di conoscere ciò che è diverso da noi”.