Valerio Catoia, il ‘supereroe’ con la sindrome di Down, diventa poliziotto ad honorem

A 17 anni aveva salvato una bambina che stava affogando in mare a Sabaudia. Nuotatore provetto, ballerino, capo scout, Alfiere della Repubblica. Una vitalità instancabile, che ora lo porterà a combattere, a fianco della Polizia, contro l'odio in Rete

Quando ha visto che la bambina rischiava di annegare, a largo della Bufalara a Sabaudia, un nuotatore esperto come lui non ci ha pensato due volte a buttarsi in mare per salvarla. A spingerlo, però, non è stata solo la consapevolezza delle sue capacità atletiche, ma il senso del dovere. Per questo Valerio Catoia, 21enne di Latina affetto da sindrome di Down, da mercoledì 29 settembre è un poliziotto ad honorem, per aver dato prova, appena 17enne, come si legge nella nota ufficiale della Polizia di Stato, di “grande forza, coraggio e generosità”.

L’acqua infatti, per lui che macina ogni giorno vasche su vasche come nuotatore paralimpico agonistico, non fa certo paura, ma non tutti, al suo posto, si sarebbero lanciati nell’impresa. Ma per Valerio l’attività fisica è anche impegno civile, è spendersi per gli altri. Accanto al nuoto c’è la passione per la zumba, è un capo scout, lavora in un’azienda che vende energia pulita ed è un ballerino provetto di musica afro-caraibica. Inoltre è Alfiere della Repubblica e, adesso, anche poliziotto.

Il 21enne è stato infatti coinvolto dalla Polizia in una campagna per la sensibilizzazione delle persone sull’uso consapevole della rete contro l’odio. Lo stesso odio che, purtroppo, ha toccato anche lui. Sui social, dopo il suo eroico gesto e il riconoscimento del suo coraggio, sono stati tanti i messaggi velenosi di derisione, sarcasmo e addirittura ferocia. All’inizio i suoi genitori lo hanno tenuto all’oscuro degli insulti, cercando anzi di contattare gli amministratori di alcuni gruppi più attivi negli attacchi, ma ricevendo in risposta un’altra scarica di improperi. Il papà del ragazzo, intervistato su Repubblica, non si spiega questa violenza gratuita: “La noia? La stupidità? Ho pensato perfino che il fisico scolpito di Valerio possa avere dato fastidio, magari non te lo aspetti, no?”. Infine la scelta, condivisa con Valerio, di denunciare alla Polizia postale. Con “intelligente distacco”.

Nella sua vita Valerio, ha sempre seguito le sue passioni, con impegno e una forza di volontà straordinarie. Perché non è la sindrome di Down a caratterizzarlo o fermarlo, lui è “argento vivo”, dice orgoglioso suo padre. Una vitalità incredibile, sempre supportata dai genitori; stargli dietro è un privilegio ma anche molto faticoso, raccontano sorridendo. Non per la sua condizione, ma perché non si ferma mai. “In realtà è sempre più autonomo, e lo dimostra, oltre al fatto che lavora, anche la fresca nomina a capo scout. Il che vuol dire parecchio. Se te ne stai dieci giorni in tenda da solo significa che sai cavartela”, spiegano.

“Ha molti amici – aggiungono – anche se forse tra i ragazzi, chiamiamoli così, ‘normodotati’, un po’ meno di quelli che potrebbe avere”. Ma se il pregiudizio rimane, purtroppo, Valerio vanta invece molti ammiratori illustri: Francesco Totti gli ha regalato una maglia autografata, il presidente del Coni Giovanni Malagò l’ha ricevuto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha insignito di una onorificenza. Insomma, non è certo da tutti vantare tra i propri contatti queste personalità.

“Sono emozionato e felicissimo di ricevere questo premio, per me un grande onore far parte della Polizia!”, racconta Valerio emozionato dopo la cerimonia che si è tenuta nel meraviglioso parco archeologico del Colosseo a Roma mercoledì pomeriggio. Un altro sogno che si realizza e va ad aggiungersi a quelli già conquistati dal giovane. Tra cui, ovviamente, c’è anche il supereroe.