È morta a 97 anni Sabine Weiss, pioniera della fotografia di strada: mostra a Venezia

La Casa dei Tre Oci dedica il primo tributo internazionale all'ultima rappresentante della fotografia umanista francese

È morta nella sua casa di Parigi, all’età di 97 anni, Sabine Weiss. La fotografa franco-svizzera, nata il 23 luglio 1924 a Saint-Gingolph, ultima rappresentante della fotografia umanista francese, era sopravvissuta a Robert Doisneau, Willy Ronis, Edouard Boubat, Brassaï e Izis, con i quali aveva condiviso il suo percorso. Le sue immagini iconiche resteranno hanno fatto scuola.

Gitans, Sainte Maries de la Mer, France. 1960 Credit: © Sabine Weiss

Gitans, Sainte Maries de la Mer, France. 1960
Credit: © Sabine Weiss

Nel suo obiettivo, Françoise Sagan è una ragazzina educata, che si emancipa posizionando la sua macchina da scrivere sul tappeto persiano (1954).  Il maestro dell’arte moderna, Alberto Giacometti, è una scultura in più, scarmigliata, raccolta e silenziosa, nel piccolo spazio del suo studio parigino (1954). I suoi scatti raccontano Niki de Saint Phalle come una statua di perfetta bellezza senza il minimo trucco o costume glamour.

Nella sua lente, Parigi brilla di notte con tutti i suoi ciottoli lucenti come la stella nera delle fiabe, un mondo senza tempo e deserto addolcito dalla pioggia (L’Homme qui court, Paris, 1953). Attraverso le sue foto, i bambini di Parigi e dei suoi sobborghi giocano ridendo con quasi niente, trasformando i detriti della strada in auto da corsa (Bambino che gioca rue Edmond-Flamand, Parigi, 1952).

 Porte de Saint Cloud, Paris, France. 1950 Credit: © Sabine Weiss

Porte de Saint Cloud, Paris, France. 1950
Credit: © Sabine Weiss

Nata in Svizzera nel 1924 e trasferitasi a Parigi nel 1946, diventando poi cittadina francese, Sabine Weiss è rappresentata nelle mostre Post-War European Photography (1953) e The Family of Man, l’album fotografico del dopoguerra del grande Edward Steichen che raccoglie 503 fotografie di 273 autori provenienti da 68 paesi (1955) organizzate nel Museum of Modern Art a New York (1955), e ha goduto di una mostra personale all’Art Institute of Chicago (1954), prima che la Biblioteca Nazionale di Francia mostrasse le sue foto alla Mostra Nazionale di Fotografia nel 1955, 1957 e 1961.

I suoi scatti sono apparsi su Vogue, il The New York Times Magazine, Life, Newsweek, Point de Vue – Images du Monde, Paris Match, Esquire, Holiday. Fino agli anni 2000 Weiss non ha smesso di lavorare per la stampa illustrata francese e internazionale, per molte istituzioni e marchi, collegando reportage, foto di moda, pubblicità, ritratti di personalità e soggetti sociali. La catalana di Parigi, Marta Gili, allora direttrice del Jeu de Paume, le ha dedicato la sua prima retrospettiva museale nel 2016.

Per celebrare la pioniera di quella che in seguito divenne nota come la ‘fotografia di strada’, l’ultima esponente della scuola di fotografia umanista francese del secondo dopoguerra, che ha reinventato i poteri evocativi delle immagini espressi da grandi come Robert Doisneau, Willy Ronis e Brassai La Casa dei Tre Oci di Venezia le dedica il primo tributo internazionale con la mostra che aprirà l’11 marzo 2022, una personale per la quale Sabine Weiss stessa aveva aperto i suoi archivi di Parigi.

Chez Dior, Paris, France. 1958 Credit: © Sabine Weiss

Chez Dior, Paris, France. 1958
Credit: © Sabine Weiss

Il percorso espositivo, curato da Virginie Chardin, con oltre 200 opere e importanti documenti d’archivio, testimonia la carriera di questa straordinaria fotografa, unica donna a rappresentare la scuola umanista francese, oggi simbolo di coraggio e libertà per tutte le donne fotografe.

Nella sua carriera lunga quasi 80 anni, la fotografa ha catturato la condizione della gente comune nella capitale francese, spesso all’aperto, in un corpus di opere che sono state mostrate in importanti retrospettive in tutto il mondo.

Ed è stata anche molto richiesta come fotografa ritrattista di artisti, tra cui i compositori Benjamin Britten e Igor Stravinsky, il famoso violoncellista Pablo Casals e il pittore francese Fernand Leger. Il suo lavoro è stato esposto in 160 mostre e fa parte delle collezioni permanenti di diversi importanti musei, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, e il Centre Pompidou di Parigi.