Come reagisce il cervello delle donne agli stimoli sessuali: una ricerca per curare le ferite lasciate dagli abusi

Tanti i sintomi che i sopravvissuti alle violenze possono manifestare a medio e lungo termine: "Le vittime presentano alti livelli di sofferenza"

La zona cerebrale legata al modo in cui il corpo femminile reagisce agli stimoli durante i rapporti sessuali varia da donna a donna e risulta alterata in base alla frequenza delle attività sessuali. Lo rivela uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, condotto dagli scienziati dell’Università libera di Berlino, che hanno analizzato il modo in cui il cervello femminile reagisce agli stimoli sessuali. “La corteccia somatosensoriale – spiegano gli autori – raccoglie gli stimoli derivanti dalla sensazione del tocco da ogni parte del corpo. Identificare la posizione esatta delle risposte associate al campo genitale femminile però può risultare piuttosto complesso”. Studi precedenti avevano prodotto risultati contrastanti a causa di metodi di mappatura poco precisi.

La ricerca

Il team, guidato da Andrea J.J. Knop, ha utilizzato delle tecniche di risonanza magnetica funzionale (Fmri) per mappare l’esatta rappresentazione dei genitali femminili misurando la risposta del cervello alla vibrazione di una membrana nella regione del clitoride. Lo studio è stato progettato per valutare con la massima attenzione qualunque potenziale disagio o sensazione di piacere legata alla stimolazione di una regione così sensibile. “Lo spessore del campo genitale – commentano gli autori – variava con la frequenza dei rapporti sessuali. La regione si ispessiva in caso di intervalli più ravvicinati tra i rapporti, il che suggerisce che la struttura della regione può risultare alterata in relazione alla sua attività”.
“Questi risultati – concludono gli scienziati – evidenziano l’importanza di condurre studi futuri sul ruolo del campo genitale nella relazione sessuale sana, nella disfunzione sessuale e soprattutto nelle conseguenze a lungo termine dell’abuso sessuale“.

Le conseguenze dell’abuso sessuale

Tanti e gravi, infatti, i sintomi sessuali che chi sopravvive a un abuso può manifestare a medio e/o a lungo termine, segni profondi che vengono interpretati come frustranti e invalidanti, e sono fonte di marcata sofferenza. È stato mostrato ad esempio che il 63% delle donne con dolore pelvico aveva alle spalle una storia di abusi sessuali durante l’infanzia; questo dato sembra chiarire perché molte persone con dolore pelvico cronico non rispondono ai trattamenti convenzionali, in quanto il sintomo sarebbe direttamente collegato all’esperienza traumatica (Holland et al., 2000). Numerose evidenze suggeriscono che spesso i meccanismi psicologici che determinano la messa in atto di strategie di fronteggiamento del dolore e della sofferenza da parte delle vittime di abuso sessuale infantile influenzano negativamente la sessualità.

Le vittime

Le vittime spesso presentano delle associazioni, dei flashback o dei ricordi collegati a specifici aspetti dell’abuso sessuale subìto. Anche solo il contatto fisico con il/la partner può innescare pensieri, emozioni e sensazioni fisiche sgradevoli, indesiderati e che producono sofferenza. Questo meccanismo riduce notevolmente i livelli di desiderio (un importante precursore dell’arousal sessuale) e, quindi, ogni forma di contatto sessuale può diventare problematica.
Le persone che hanno subìto un abuso sessuale infantile hanno la tendenza a evitare la vicinanza e l’intimità con l’altro, soprattutto quando queste implicano il contatto fisico e sessuale. Il corpo, infatti, memorizza l’abuso subìto, quindi la vicinanza dell’altro viene considerata minacciosa e l’atto sessuale può essere vissuto come una “ripetizione” attuale dell’abuso passato. Uno studio dimostra che, in un gruppo di donne, l’abuso sessuale infantile mediava l’associazione tra il funzionamento sessuale (relativo alle variabili: desiderio, lubrificazione e orgasmo) e la sofferenza associata alla sessualità. Nello specifico, le donne con storia di abusi sessuali infantili (soprattutto nei casi in cui l’abusante fosse un membro della famiglia) presentavano alti livelli di sofferenza seppur in presenza di un buon funzionamento sessuale, rispetto alle donne che non hanno subìto abusi infantili.

I dati

Secondo i dati Istat, in Italia il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).