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Home » Economia » L’ostello ecosostenibile nasce in un immobile confiscato in Calabria. “Etica, ecologia, mutualismo”

L’ostello ecosostenibile nasce in un immobile confiscato in Calabria. “Etica, ecologia, mutualismo”

Sulla Costa dei Gelsomini, gestito da Goel, rete fra imprese sociali, cooperative agricole, associazioni di volontariato e aziende, è entrato a fare parte di Legalitour e punta a diventare meta del turismo responsabile ispirato alla green economy

Domenico Guarino
1 Novembre 2021
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Prima la ‘ndrangheta, oggi un ostello ecosostenibile. Capita in una delle zone più ‘difficili’ del nostro Paese, nella Locride, dove l’associazione Goel, che da anni opera in Calabria per favorire il processo di rivalutazione e crescita del territorio ha promosso la creazione di un Eco-ostello : 45 posti letto (divisi in stanze triple), illuminazione ecologica ed energia fotovoltaica, riscaldamento solare, cosmetici e detersivi ecologici, biancheria bio e carta eco, colazione biologica. Il tutto attraverso prodotti forniti da cooperative sociali che fanno parte della rete Goel. In ogni stanza inoltre è presente un Android Box, mentre nelle aree comuni sono presenti video-proiettori, smart tv, postazioni pc e una lavagna touch per eventuali presentazioni.

Il tutto a un chilometro e mezzo dalla Costa dei Gelsomini

Il rinnovo è stato permesso anche dalla collaborazione con la Fondazione Con Il Sud e la Fondazione Peppino Vismara, a loro volta da anni impegnate nel riscatto territoriale e sociale.

Goel è una rete di persone che decidono di opporsi attivamente alla ‘ndrangheta. Raccoglie 12 imprese sociali, 2 cooperative agricole, 2 associazioni di volontariato, una fondazione e 29 aziende prevalentemente agricole, oltre che professionisti e volontari singoli. Le sue attività variano dalle strutture sanitarie per persone con malattie mentali alle comunità di accoglienza di bambini e adolescenti con percorsi di devianza. Si occupa anche di accoglienza ed integrazione di migranti minori non accompagnati e richiedenti asilo politico.

Il percorso per arrivare all’apertura della struttura è sato tutt’altro che semplice. Il bene, confiscato alla mafia nel 2005, era stato ristrutturato dal Comune di Locri (Reggio Calabria) grazie a dei fondi del Pon sicurezza. Conclusi i lavori, nell’aprile 2016 l’amministrazione era pronta a consegnare la struttura ricettiva ad un ente non-profit a titolo gratuito.

Peccato, però, che (stranamente?) nessuno si sia presentato alla gara. Forse per il timore di ritorsioni da parte dei clan.

Nonostante ciò, ad ottobre dello stesso anno è stata ripresentata la gara. A vincere questa volta l’associazione Goel che man mano ha trasformato la struttura in una tappa dei viaggi della legalità proposti alle scuole del centro-nord, anche attraverso le attività del tour operator “I viaggi di Goel”.

Un impegno che ha portato il Ministero istruzione e università e la Commissione parlamentare antimafia, nel 2020, ad inserire l’Ostello Locride tra le strutture del progetto “Legalitour”.

“Un ostello non basta. Bisogna trasformare il luogo simbolo delle brutture della criminalità in un esempio di bellezza e innovazione al passo coi tempi. Per questo, a cinque anni di distanza dall’acquisizione della struttura da parte di Goel, questa diventa qualcosa di diverso attraverso l’ulteriore trasformazione del modello ricettivo. L’obiettivo è  diventare esempio di innovazione e sostenibilità in un mondo che sempre di più si sta muovendo verso la green economy e il turismo responsabile” dice Vincenzo Linarello, presidente di Goel. Che spiega “lo abbiamo chiamato Locride perché chi accoglieremo si potrà calare nel progetto di cambiamento che Goel vuole costruire per la Locride e la Calabria intera: un futuro luminoso, fatto di etica, ecologia e mutualismo“.

 

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  • Per una detenuta come Joy – nigeriana di 34 anni, arrestata nel 2014 per possesso di droga – uscire dal carcere significherà dover imparare a badare a se stessa. Lei che è lontana da casa e dalla famiglia, lei che non ha nessuno ad aspettarla. In carcere ha fatto il suo percorso, ha imparato tanto, ha sofferto di più. Ma ha anche conosciuto persone importanti, detenute come lei che sono diventate delle amiche. 

Mon solo. Nella Cooperativa sociale Gomito a Gomito, per esempio, ha trovato una seconda famiglia, un ambiente lavorativo che le ha offerto “opportunità che, se fossi stata fuori dal carcere, non avrei mai avuto”, come quella di imparare un mestiere e partecipare ad un percorso di riabilitazione sociale e personale verso l’indipendenza, anche economica.

Enrica Morandi, vice presidente e coordinatrice dei laboratori sartoriali del carcere di Rocco D’Amato (meglio noto ai bolognesi come “La Dozza”), si riferisce a lei chiamandola “la mia Joy”, perché dopo tanti anni di lavoro fianco a fianco ha imparato ad apprezzare questa giovane donna impegnata a ricostruire la propria vita: 

“Joy è extracomunitaria, nel nostro Paese non ha famiglia. Per lei sarà impossibile beneficiare degli sconti di pena su cui normalmente possono contare le detenute italiane, per buona condotta o per anni di reclusione maturati. Non è una questione di razzismo, è che esistono problemi logistici veri e propri, come il non sapere dove sistemare e a chi affidare queste ragazze, una volta lasciate le mura del penitenziario. Se una donna italiana ha ad attenderla qualcuno che si fa carico di ospitarla, Joy e altre come lei non hanno nessun cordone affettivo cui appigliarsi”.

L
  • Presidi psicologici, psicoterapeutici e di counselling per tutti gli studenti universitari e scolastici. Lo chiedono l’Udu, Unione degli universitari, e la Rete degli studenti medi nella proposta di legge ‘Chiedimi come sto’ consegnata a una delegazione di parlamentari nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.

La proposta è stata redatta secondo le conclusioni di una ricerca condotta da Spi-Cgil e Istituto Ires, che ha evidenziato come, su un campione di 50mila risposte, il 28 per cento abbia avuto esperienze di disturbi alimentari e oltre il 14 di autolesionismo.

“Nella nostra generazione è ancora forte lo stigma verso chi sta male ed è difficile chiedere aiuto - spiega Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell’Udu - l’interesse effettivo della politica si è palesato solo dopo il 15esimo suicidio di studenti universitari in un anno e mezzo. Ci sembra assurdo che la politica si interessi solamente dopo che si supera il limite, con persone che arrivano a scegliere di togliersi la vita.

Dall’altro lato, è positivo che negli ultimi mesi si sia deciso di chiedere a noi studenti come affrontare e come risolvere, il problema. Non è scontato e non è banale, perché siamo abituati a decenni in cui si parla di nuove generazioni senza parlare alle nuove generazioni”.

#luce #lucenews #università
  • La polemica politica riaccende i riflettori sulle madri detenute con i figli dopo la proposta di legge in merito alla detenzione in carcere delle donne in gravidanza: già presentata dal Pd nella scorsa legislatura, approvata in prima lettura al Senato, ma non alla Camera, prevedeva l’affido della madre e del minore a strutture protette, come le case famiglia, e vigilate. La dichiarata intenzione del centrodestra di rivedere il testo ha messo il Pd sul piede di guerra; alla fine di uno scontro molto acceso, i dem hanno ritirato il disegno di legge ma la Lega, quasi per ripicca, ne ha presentato uno nuovo, esattamente in linea con i desideri della maggioranza.

Lunedì non ci sarà quindi alcuna discussione alla Camera sul testo presentato da Debora Serracchiani nella scorsa legislatura, Tutto ripartirà da capo, con un nuovo testo, firmato da due esponenti del centrodestra: Jacopo Morrone e Ingrid Bisa.

“Questo (il testo Serracchini) era un testo che era già stato votato da un ramo del Parlamento, noi lo avevamo ripresentato per migliorare le condizioni delle detenute madri – ha spiegato ieri il dem Alessandro Zan – ma la maggioranza lo ha trasformato inserendovi norme che di fatto peggiorano le cose, consentendo addirittura alle donne incinte o con figli di meno di un anno di età di andare in carcere. Così non ha più senso, quindi ritiriamo le firme“.

Lo scontro tra le due fazioni è finito (anche) sui social media. "Sul tema delle borseggiatrici e ladre incinte occorre cambiare la visione affinché la gravidanza non sia una scusa“ sottolineano i due presentatori della proposta.

La proposta presentata prevede modifiche all’articolo 146 del codice penale in materia di rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena: “Se sussiste un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti – si legge nel testo presentato – il magistrato di sorveglianza può disporre che l’esecuzione della pena non sia differita, ovvero, se già differita, che il differimento sia revocato. Qualora la persona detenuta sia recidiva, l’esecuzione della pena avviene presso un istituto di custodia attenuata per detenute madri“.

#lucenews #madriincarcere
Prima la 'ndrangheta, oggi un ostello ecosostenibile. Capita in una delle zone più ‘difficili’ del nostro Paese, nella Locride, dove l’associazione Goel, che da anni opera in Calabria per favorire il processo di rivalutazione e crescita del territorio ha promosso la creazione di un Eco-ostello : 45 posti letto (divisi in stanze triple), illuminazione ecologica ed energia fotovoltaica, riscaldamento solare, cosmetici e detersivi ecologici, biancheria bio e carta eco, colazione biologica. Il tutto attraverso prodotti forniti da cooperative sociali che fanno parte della rete Goel. In ogni stanza inoltre è presente un Android Box, mentre nelle aree comuni sono presenti video-proiettori, smart tv, postazioni pc e una lavagna touch per eventuali presentazioni. Il tutto a un chilometro e mezzo dalla Costa dei Gelsomini Il rinnovo è stato permesso anche dalla collaborazione con la Fondazione Con Il Sud e la Fondazione Peppino Vismara, a loro volta da anni impegnate nel riscatto territoriale e sociale. Goel è una rete di persone che decidono di opporsi attivamente alla ‘ndrangheta. Raccoglie 12 imprese sociali, 2 cooperative agricole, 2 associazioni di volontariato, una fondazione e 29 aziende prevalentemente agricole, oltre che professionisti e volontari singoli. Le sue attività variano dalle strutture sanitarie per persone con malattie mentali alle comunità di accoglienza di bambini e adolescenti con percorsi di devianza. Si occupa anche di accoglienza ed integrazione di migranti minori non accompagnati e richiedenti asilo politico. Il percorso per arrivare all’apertura della struttura è sato tutt’altro che semplice. Il bene, confiscato alla mafia nel 2005, era stato ristrutturato dal Comune di Locri (Reggio Calabria) grazie a dei fondi del Pon sicurezza. Conclusi i lavori, nell’aprile 2016 l’amministrazione era pronta a consegnare la struttura ricettiva ad un ente non-profit a titolo gratuito. Peccato, però, che (stranamente?) nessuno si sia presentato alla gara. Forse per il timore di ritorsioni da parte dei clan. Nonostante ciò, ad ottobre dello stesso anno è stata ripresentata la gara. A vincere questa volta l’associazione Goel che man mano ha trasformato la struttura in una tappa dei viaggi della legalità proposti alle scuole del centro-nord, anche attraverso le attività del tour operator “I viaggi di Goel”. Un impegno che ha portato il Ministero istruzione e università e la Commissione parlamentare antimafia, nel 2020, ad inserire l’Ostello Locride tra le strutture del progetto “Legalitour”. “Un ostello non basta. Bisogna trasformare il luogo simbolo delle brutture della criminalità in un esempio di bellezza e innovazione al passo coi tempi. Per questo, a cinque anni di distanza dall’acquisizione della struttura da parte di Goel, questa diventa qualcosa di diverso attraverso l’ulteriore trasformazione del modello ricettivo. L’obiettivo è  diventare esempio di innovazione e sostenibilità in un mondo che sempre di più si sta muovendo verso la green economy e il turismo responsabile” dice Vincenzo Linarello, presidente di Goel. Che spiega “lo abbiamo chiamato Locride perché chi accoglieremo si potrà calare nel progetto di cambiamento che Goel vuole costruire per la Locride e la Calabria intera: un futuro luminoso, fatto di etica, ecologia e mutualismo".  
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