Espiare un lutto ballando Tchaikovskij: la tv russa dice addio agli spettatori con il Lago dei cigni

L'emittente russa Rain tv sceglie il balletto più acclamato di sempre per congedarsi dai suoi telespettatori

In Russia il canale televisivo Rain tv per accomiatarsi dai suoi telespettatori, annunciando la sospensione delle trasmissioni, sceglie come coda un doloroso Lago dei Cigni di Čajkovskij. Subito dopo le immagini della redazione che lascia lo studio e del saluto della sua direttrice Natalia Sindeeva, viene infatti trasmesso integralmente il balletto più acclamato di sempre.

Ma perché scegliere come velo da stendere sul bavaglio di Putin il Lago dei Cigni e non magari gli immortali balletti dello Schiaccianoci o Eugene Onegin? “I russi lo sanno” – risponde il quotidiano nazionale russo Novaja Gazeta – “quando vedono il Lago dei Cigni in tv significa lutto“. Nella storia di Swan “c’è quasi un secolo e mezzo di storia del paese, una trama in cui l’arte e la politica, la vita e la non-vita sono indissolubili. I cigni simboleggiano la malinconia, l’attesa, se non della morte, di qualcosa di allarmante. Per i ricercatori il tema trasversale del balletto è infatti da sempre la morte, in grado di creare un’espiazione collettiva”.

La copertina di Novaja Gazeta sulla scelta del canale tv Rain

Un lutto da espiare

Nella storia recente della Russia sono due i casi i cui il Lago dei Cigni viene suonato per accompagnare due clamorosi “lutti“. Nel 1982 quando fu scelto per salutare nella sala dei sindacati ghermita il segretario generale del Partito Comunista Brežnev e quando, nel 1991, fu trasmesso dalla tv sovietica per il tentato golpe contro Gorbaciov, presidente dell’Urss. “Le troupe televisive, compresa la musica di Čajkovskij, speravano nei giorni di lutto di immergere il pubblico di massa in una sessione di catarsi a livello nazionale”, scrive Novaja Gazeta. “Ma che catarsi c’è, quando la popolazione, sotto l’assolo di violino che si riversa dalla tv, racconta barzellette su tre bare in un piano quinquennale?”. Insomma, conclude il giornale nazionale: il fatto che Rain Tv abbia detto addio ai suoi spettatori trasmettendo una registrazione d’archivio in bianco e nero del balletto di Tchaikovsky è una scelta, “una coincidenza eloquente”.

 

Dichiarato agente straniero e chiuso dalle autorità, Rain tv non è però l’unica emittente russa che è stata costretta a dire addio ai suoi spettatori. Tra i primi casi di censura registrati da inizio guerra, oltre il canale televisivo, anche quello della storica radio russa L’Eco di Mosca (Ekho Moskvy). Il primo marzo l’agenzia statale delle comunicazioni ha infatti annunciato il blocco delle trasmissioni della radio e del sito del canale televisivo con l’accusa di aver diffuso informazioni che invitano la popolazione “ad attività estremiste e violenze” e a diffondere informazioni false sulle “operazione speciali dell’esercito russo in Ucraina”, come la propaganda di Putin vorrebbe chiamare la guerra. E allora un balletto sceglie Rain tv per salutare tutti, “perché questo balletto è come una purificazione, un’astronave dalla realtà traballante di un paese cosmicamente senza speranza”.