Europeo e Copa Sudamericana sì, Coppa d’Africa no grazie: il calcio snobba il continente nero

È iniziata il 9 gennaio in Camerun l'edizione numero 33 ma, come sempre negli ultimi anni, i grandi club mondiali fanno di tutto per persuadere i campioni a non partecipare. E il Covid diventa il pretesto perfetto

Com’è stato bello abbracciarsi davanti ai maxi schermi, nella classico stereotipo dell’estate italiana, guardando il trionfale Europeo dell’Italia. E quanti sudamericani nel nostro Paese hanno sudato e sofferto con la squadra della loro nazione, dal Brasile all’Argentina, passando per il Perù e il Cile. Da anni, Uefa e Fifa, gli organi calcistici mondiali più importanti, combattono il razzismo in tutti gli spot pubblicitari e utilizzando patch sulle maglie dei giocatori come “rispetto”, ma c’è un mondo intero che ama il pallone quanto gli europei, ma è sempre e costantemente penalizzato.

Si tratta del calcio Africano, che proprio il 9 gennaio ha visto partire la Coppa continentale numero 33, con sede in Camerun.

Cerimonia di inaugurazione della Coppa d’Africa

Perché per il mondo del calcio, se gli Europei e la Copa Sudamericana sono il momento per vedere i migliori talenti e godere delle più belle partite, la Coppa d’Africa è una scocciatura. Si gioca tra gennaio e febbraio e sottrae ai migliori club europei i suoi talenti che rischiano anche di infortunarsi. Per questo, col tempo, è partita una sorta di “guerra” alla competizione, che nell’ultimo anno è arrivata al massimo storico. Il Covid è diventato un pretesto che le federazioni nazionali hanno usato a loro favore, cercando di far saltare la manifestazione.

E se per l’Europeo il Covid non è stato minimamente preso in considerazione, permettendo a tutti di godere di stadi con capienza massima, la Coppa d’Africa ha visto una serie di tentativi di boicottaggi in fila. Come se non bastasse, i grandi club mondiali provano a più riprese a persuadere i giocatori, cercando di convincerli a declinare l’invito della propria nazionale. Una cosa solamente inimmaginabile per un giocatore inglese, francese, tedesco o italiano.

A chiarire il sentimento di frustrazione del calcio africano ci ha pensato Sebastian Haller, attaccante dell’Ajax e capocannoniere della Champions League, che ha risposto ad una domanda di un giornalista olandese che gli chiedeva se volesse partire con la sua nazionale. “Questa domanda mostra la mancanza di rispetto per l’Africa. Questo non sarebbe mai stato domandato ad un giocatore europeo in vista del campionato europeo. Avremmo dovuto giocare la Coppa d’estate, ma è stato rinviata a causa del Covid. Parteciperò per rappresentare la Costa d’Avorio e questo

”. Tra problemi e disinteresse generale, però, la Coppa d’Africa è partita, con i padroni di casa del Camerun che hanno battuto in rimonta il Burkina Faso. Peccato che in Italia in pochissimi abbiano potuto vedere la sfida, fruibile solo online e con una abbonamento ad un servizio secondario di streaming, snobbato dai candi broadcasting.