Eurovision, Mahmood e Blanco sono l’Italia che cambia. Ecco perché sono un simbolo per i giovani

Con "Brividi" sono riusciti a incantare il mondo. E nel nostro Paese hanno riscosso un successo senza eguali. Ma dietro al loro trionfo non c'è solo la bella musica, c'è il cambiamento di un'intera società: Blanco e Mahmood rappresentano il volto del progresso italiano

 

Il più grande palco al mondo, a soli 19 e 29 anni. Questa sera Blanco e Mahmood partecipano alla finale dell’Eurovision Song Contest 2022. Le aspettative sono altissime, e per il giovane bresciano questo è un debutto mondiale. La coppia che ha emozionato e stupito l’Italia durante l’ultimo Festival di Sanremo stasera deve affrontare la sua sfida più grande. Il Pala Alpitour di Torino, che ospita la manifestazione, non è mai stato così gremito e così enfatizzato da luci ed effetti speciali, tutta la città è in trepidante attesa della finale, l’evento da giorni scuote l’intera città, ma sono i 200 milioni di spettatori da casa che fanno davvero venire le vertigini e tremare le gambe. La manifestazione musicale, che coinvolge direttamente oltre al vecchio continente anche Paesi come Israele, Azerbaijan e Australia, è quella più seguita in tutto il mondo. Nessun altro contest o festival offre una vetrina simile.

Mahmood e Blanco cantano ‘Brividi’ alla finale dell’Eurovision Song Contest 2022

Mahmood e Blanco, i motivi del successo in Italia (e nel mondo)

Riccardo e Alessandro (questi i veri nomi di Blanco e Mahmood), in un certo senso però hanno già vinto: cantando “Brividi”, scritta insieme al compositore Michelangelo, i due hanno interpretato il cambiamento, sia nella musica che nella società. Hanno saputo ripensare la forma più classica della canzone, quella d’amore, in una chiave diversa e originale, interpretandola con due voci maschili, mostrando che anche due uomini possono cantare l’amore reciproco. Un grande passo avanti, una conquista culturale, che è valsa commenti entusiasti e non ha risparmiato critiche anche al di fuori dell’Italia. In Spagna, ad esempio, il giornalista Eduardo Alvarez su “El Mundo” ha definito il brano una sorta di “ricetta” per la vittoria dell’Eurovision, dicendo che nonostante “Mahmood insista nel rifiutare le etichette e affermare che la sua è un’ode al crepacuore e alla libertà di sbagliare anche quando si ama, che è ciò di cui parlano i brividi della canzone, molti in tutta Europa vogliono vedere il primo duetto che canta una storia apertamente omoerotica nella storia del festival”.

L’idea de El Mundo suona abbastanza campata in aria, anche perché non basta che una canzone d’amore sia cantata da due uomini per riuscire a far presa su un pubblico così vasto e variegato. La canzone deve essere forte, curata, l’interpretazione deve essere potente, struggente, lo show deve essere sbalorditivo. I due artisti, infatti, non hanno raccolto la provocazione e si stanno preoccupando di realizzare la loro performance migliore per la finale. Mahmood ha dichiarato: “A me interessa solo fare una bella esibizione. Mi conosco. Se dovessi fare qualcosa di sbagliato sul palco poi rimarrei arrabbiato con me stesso per un anno intero”.

La mostra di Blanco e Mahmood alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (Foto Ansa)

Perché Blanco e Mahmood sono un simbolo per i giovani?

Dall’altro lato i due sono diventati il simbolo della Generazione Z e di molti Millennials: Elisabetta Povoledo ha scritto sul New York Times che Mahmood e Blanco rappresentano il volto del progresso italiano sul tema Lgbtq+. In un Paese culturalmente cattolico e conservatore come il nostro, il successo di questi due ragazzi sorridenti e vestiti sempre in modo eccentrico esprime tutta la voglia di cambiamento e divertimento dei più giovani. Ricordiamo che anche l’apparenza in questo caso è sostanza: i due sono diventati muse per molti importanti firme della moda: Mahmood ha vesto in molte occasioni creazioni su misura di Burberry e Prada, mentre Blanco ha fatto da modello per Valentino e Calvin Klein. Povoledo, nel suo articolo, parla anche della contrapposizione esistente qui in Italia tra chi chiede più diritti e le istituzioni che non intendono concederli, con riferimento al triste episodio del Ddl Zan. La coppia, pur senza esprimersi esplicitamente, porta avanti la causa dei primi, mostrando che il cambiamento è già in atto.

Spiegare le ragioni del successo di un progetto musicale è sempre difficile, perché si rischia di piegare le proprie argomentazioni per dimostrare qualcosa che è già realtà nei fatti, di provare a interpretare forzatamente con i propri strumenti un fenomeno che si muove in autonomia, incurante delle riflessioni altrui. Al netto di questo, usando con sguardo più possibile analitico, la verità è che questo progetto musicale è un mix perfetto di ingredienti che si bilanciano: Alessandro, neanche 30 anni, ha già un decennio di carriera alle spalle, nel 2019 ha vinto Sanremo con il brano “Soldi” e ha già partecipato a un’edizione dell’Eurovision classificandosi secondo. Il suo carattere timido e la sua capacità di mischiare influenze musicali e culturali distinte (come quella nordafricana, ereditata dal padre egiziano), ne fanno un artista eclettico, introspettivo, ma dall’atteggiamento schivo, che sembra una contraddizione per uno che ormai dovrebbe essere abituato ai riflettori. Dall’altro lato Riccardo porta con sé l’esplosività e l’energia: in soli due anni Blanco non ha mai smesso di mietere successi. Partito dalla provincia pubblicando i suoi pezzi su SoundCloud, il suo primo album “Blu Celeste” è stato classificato quattro volte disco di platino, ha potuto collaborare con artisti del calibro di Salmo, il singolo “Mi fai impazzire” è diventato una hit a livello internazionale, dopo Sanremo è stato chiamato a cantare per il Papa in piazza San Pietro e ora si prepara a salire sul palcoscenico più grande del mondo. Il suo carattere irriverente e istrionico, la sua ironia e sfacciataggine, l’incuranza che è propria della gioventù gli permettono di affrontare tutte queste sfide con un sorriso che non può non renderlo protagonista.

I due si completano, si capiscono, danno l’uno all’altro quel che manca creando una grande alchimia. Ma la cosa che riesce a rendere grandi gli artisti è la capacità di saper interpretare il tempo in cui vivono, diventando traino per il cambiamento sociale. Siamo sicuri che anche stasera non deluderanno il loro Paese e tutti i loro fan.