Eutanasia legale: firma anche Vasco Rossi. La sua “Vivere” è diventata colonna sonora della campagna referendaria

Marco Cappato: "Mentre in Spagna si inizia ad applicare la legge, in Italia il Parlamento ha già insabbiato il testo di legge di recepimento della sentenza 'Cappato-Antoniani' emessa dalla Corte costituzionale nel 2019 sull'aiuto alla morte volontaria"

 

“Liberi liberi… fino alla fine. Grazie”

“Liberi liberi… fino alla fine. Grazie”

Anche Vasco Rossi si unisce all’ampia schiera di personalità (come Maurizio Costanzo, Fedez, Chiara Ferragni, Selvaggia Lucarelli, Giuseppe Cruciani, Giobbe Covatta, Pupo) scese in campo per il referendum sull’eutanasia legale promosso dall’Associazione Luca Coscioni. Uno degli artisti più amati dagli italiani, si è recato presso uno dei tavoli disponibili a Modena e ha accompagnato la firma che ha ufficializzato la sua adesione alla causa con lo slogan utilizzato per la campagna pubblicitaria, lanciato anche sui social con l’hashtag #liberifinoallafine. Il sostegno di Vasco a questo progetto però era già noto: il musicista infatti aveva già ceduto i diritti del suo brano, uno dei più amati, “Vivere” per lo spot della campagna ideato dal creativo Avy Candeli. Un cortometraggio in cui il protagonista, nonostante sia circondato in una bella casa dall’affetto dei suoi cari, si trova in una condizione di malattia irreversibile che lo porterebbe a voler “stare spento“.

Al 4 agosto sono almeno 78 i sindaci che hanno aderito alla campagna referendaria, tra cui Chiara Appendino (Torino), Virginio Merola (Bologna), Luigi De Magistris (Napoli), Federico Pizzarotti, (Parma), Leoluca Orlando (Palermo), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Matteo Biffoni (Prato) Carlo Salvemini (Lecce), Gian Carlo Muzzarelli (Modena). 83 in tutto i consiglieri regionali, 704 tra consiglieri, assessori comunali, presidenti e vicepresidenti di circoscrizione.  Tra i parlamentari hanno pubblicamente aderito 31 deputati e 9 senatori. Tre i rappresentanti del Governo Draghi: Teresa Bellanova, viceministro alle Infrastrutture; Ivan Scalfarotto, sottosegretario all’Interno; Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri.

Il Comitato promotore del Referendum per l`Eutanasia Legale intanto rende noto di aver superato con le sole firme raccolte ai tavoli (alle quali andranno aggiunte quelle raccolte nei Comuni) quota 320mila adesioni, delle 500.000 necessarie entro il 30 settembre per convocare il referendum.

“Mentre in Spagna si inizia ad applicare la legge sull’ eutanasia – dichiara Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – in Italia il Parlamento ha già insabbiato il testo di legge di recepimento della sentenza ‘Cappato-Antoniani’ della Corte costituzionale sull’aiuto alla morte volontaria del 2019. Di fronte al menefreghismo assoluto che unisce i capi di tutti i ‘grossi’ partiti italiani – Salvini, Letta, Meloni, Conte, Grillo, Berlusconi – si sono mossi finora oltre 320.000 cittadine e cittadini che hanno firmato il referendum per l’eutanasia legale. Nonostante il silenzio dei vertici partitici, si sono mobilitati tantissimi Sindaci, assessori, Parlamentari, esponenti locali e strutture di partito a livello regionale o cittadino che hanno deciso di rompere la consegna del silenzio imposta sul referendum. È un risultato straordinario, destinato a crescere nelle prossime settimane e ad avvicinare una riforma di libertà che il Parlamento si è rifiutato di prendere in considerazione da 37 anni, tanti ne sono passati dalla prima proposta di legge a firma Loris Fortuna”. Perché come si può leggere sul www.eutanasialegale.it: chi chiede l’eutanasia vuole soltanto morire con dignità, il riconoscimento di un diritto umano.