Famiglie in Italia sempre più piccole, il 15% della popolazione vive da solo

Dal calo delle nascite ai nuovi stili di vita che scoraggiano la formazione di nuclei familiari numerosi. L'Istat fotografa il nuovo ritratto del nostro Paese

Sempre di più, sempre più piccole, sempre più informali: le famiglie italiane fotografate dall’Istat ci restituiscono un ritratto del nostro Paese in cui a farla da padrone è la solitudine, o comunque i rapporti sempre meno strutturati. A causa del calo delle nascite, del progressivo invecchiamento della popolazione, ma anche della precarizzazione lavorativa e dei nuovi stili di vita che scoraggiano la formazione di famiglie numerose e spesso costringono (o consigliano) i giovani a rimanersene sotto il tetto genitoriale molto più a lungo di quanto accada all’estero. A contare anche il consistente ingresso di cittadini stranieri.

Le famiglie in Italia sono sempre più piccole. Secondo l’Istat il 15% degli italiani vive da solo

Il 15% degli italiani vive da solo

Il risultato è che nel Belpaese le famiglie numerose sono sempre di meno, ed anche la classica ‘famiglia tradizionale’ del boom economico (mamma, papà e due figli), quella cioè che garantiva l’equilibrio demografico pareggiando il numero di decessi con quello delle nascite, è oramai un ricordo. Tanto che il 15% degli italiani vive ormai da solo.

I dati rilasciati dall’Istat al 31 dicembre 2019, ci dicono innanzitutto che il 99,4% della popolazione residente in Italia (59.641.488 individui) vive in famiglia. Mentre sono solo 382.067 sono le persone che abitano in istituti assistenziali, ospizi, istituti di cura e altre residenze collettive. Nel complesso, il numero di famiglie, in 50 anni, è aumentato di quasi 10 milioni di unità. Ma questo fatto non deve ingannare, perché l’aumento è avvenuto soprattutto a scapito del numero medio di componenti, che è sceso da 3,35 del 1971 a 2,29.

Rispetto al Censimento del 2011, il numero della famiglie è cresciuto invece di 1.239.356 unità (+5%), passando da 24.611.766 a 25.851.122. Ma ad infoltirsi è soprattutto la schiera delle famiglie unipersonali, pari a 9.073.852 nel 2019, il 35,1% del totale, contro il 12,9% del 1971.

Nel 1971 le famiglie italiane con più di cinque componenti erano 3.437.440. Nel 2019 se ne contano 1.318.804

In rapido declino le famiglie più numerose

In rapido declino invece le famiglie più numerose: nel 1971 quelle formate da cinque componenti o più erano 3.437.440 e rappresentavano il 21,5% del totale delle famiglie residenti. Nel 2019 se ne contano solo 1.318.804 e costituiscono poco più del 5% delle famiglie censite.

La maggiore percentuale di famiglie ‘large’ o ‘extra large’ si concentra tuttora nelle regioni dell’Italia meridionale (dove rappresentano il 6,9% del totale) e insulare (5,5%), a fronte di una media nazionale pari al 5,1%. Al di sotto della media l’area dell’Italia -occidentale (4,1%), Nord-orientale (4,9%) e del Centro (4,6%). Va detto che 50 anni fa queste differenze erano ben più marcate: nel 1971 infatti, al Sud quasi una famiglia su tre (31,2%) era formata da almeno cinque persone, mentre nel Nord-ovest queste erano meno del 14% del totale.

Non a caso anche al Sud il numero di famiglie aumenta in relazione al loro contemporaneo rimpicciolimento: nei 26 comuni con più di 150mila abitanti, il numero di famiglie è passato da 5.073.253 del Censimento 2011 (20,6% del totale delle famiglie) a 5.491.564 del Censimento 2019 (21,2%), la popolazione in famiglia da 11.256.535 residenti (19,0%) a 11.608.316 (19,6%). In questa tipologia di comuni le famiglie sono cresciute dell’8,2% (+5% a livello nazionale) mentre il numero medio di componenti si attesta a 2,11 da 2,22 del 2011.