Federmanager su disabilità: “Voucher per il welfare inclusivo nelle piccole e medie imprese”

Dopo che il presidente del consiglio Mario Draghi ha dichiarato i diritti delle persone con disabilità una priorità per il governo, Federmanager rilancia: "Dall'innovazione al problem solving, sono tanti i benefici per le aziende che praticano l'inclusività lavorativa. Alle pmi italiane mancano figure manageriali, lo Stato deve fare di più"

“La tutela dei diritti delle persone con disabilità è una delle priorità del Governo e deve diventare un impegno per tutte le aziende al fine di accrescere l’inclusione lavorativa, ottimizzare il talento e promuovere la cultura della solidarietà”. Il presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla commenta così le parole del presidente del consiglio Mario Draghi che, durante la conferenza sulla disabilità, ha dichiarato i diritti delle persone con disabilità una priorità per il governo. Leggi qui l’approfondimento. I vantaggi, aggiunge Cuzzilla, per le aziende che si muovono verso l’inclusività lavorativa sono noti: “innovazione, reputazione e produttività. Da tempo se ne parla, ma dobbiamo fare di più”.

Solo il 16% delle imprese ha implementato misure non obbligatorie per la disabilità: “Innovazione e problem solving primi benefici dell’inclusività”

Stefano Cuzzila presidente Federmanager

Secondo uno studio dell’Osservatorio 4.Manager, poco più della metà delle imprese ha attivato azioni per promuovere e migliorare diversità, equità e inclusione nel luogo del lavoro. Dati che arrivano dal censimento di oltre mille consulenti e manager che si occupano di sostenibilità. Per quanto riguarda le medie e grandi aziende, solo il 56% ha ben chiare le competenze necessarie per operare nel settore. E secondo l’Istat, nel 2019, solo il 15,9% delle imprese ha aggiunto misure di diversity non obbligatorie che riguardano la disabilità. “L’impegno collettivo deve crescere anche da parte degli enti locali e dei gestori dei servizi pubblici”, dice il presidente Cuzzilla: “in questo percorso Federmanager vuole essere proattiva”.

 

Il quadro “L’alberto della diversità”

Sempre secondo lo studio, le aziende che hanno dimostrato più attenzione al tema dell’integrazione traggono importanti benefici in diverse aree, soprattutto quelle riguardanti l’innovazione in senso ampio. Se da un lato la presenza di disabili accresce il bisogno dell’adozione di nuove tecnologie e di innovazione per garantirne l’inclusione, dall’altro le loro spiccate capacità di problem solving portano a soluzioni spesso più efficaci in azienda. Per le piccole e medie imprese, che sono una componente chiave del tessuto produttivo italiano, risulta ancor più difficile inserire competenze manageriali in grado di lavorare a un welfare aziendale inclusivo. “Pensare a un’agevolazione in forma di voucher a favore delle Pmi e delle reti di imprese per acquisire consulenze specialistiche in materia di sostenibilità e inclusione sociale – conclude Cuzzilla – potrebbe essere un valido aiuto per sollecitare un nuovo approccio al welfare aziendale”.