Fedez-Salvini: cosa ci insegna la polemica esplosa al concertone del Primo Maggio

Fedez: "La Rai ha tentato di censurarmi". Salvini aveva accusato il rapper: "Non usi l'occasione per interessi politici e personali". Ora il dibattito si sposta sul fatto che i personaggi dello spettacolo stanno superando i politici nella capacità di dialogare col Paese su temi etici e diritti civili

Fedez durante l’esibizione al concertone del Primo Maggio

Al concertone del Primo maggio stravolto negli schemi causa pandemia a rubare la scena rispetto alla stessa musica è la polemica politica che vede contrapposti il cantante ed influencer Fedez e il leader della Lega Matteo Salvini. La polemica è addirittura preventiva. Salvini, preoccupato che Fedez parli a favore del ddl Zan che una volta approvato introdurrebbe il reato di omofobia nel nostro paese e in via di (sofferta) discussione in Parlamento, sbotta: “Se Fedez a fini esclusivamente personali utilizzerà il palco del concerto per fare politica, “la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento».
Fedez, dal canto suo rivendica la libertà di espressione e si assume qualunque responsabilità. E svela un retroscena: “È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica. Un artista può esprimere liberamente le sue idee su un palco? O deve passare al vaglio della politica?”.

Il riferimento di Fedez è alla telefonata che avrebbe ricevuto dalla Rai per  fornire in anteprima il testo delle frasi che avrebbe pronunciato dal palco durante la sua esibizione al concertone. Rai3 ribatte che in una nota che “è fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta”. L’ad Rai annuncerà poco dopo di condividere il contenuto della nota, mentre il presidente farà sapere che questa è stata emessa senza rispettare la consuetudine di sottoporla preventivamente alla presidenza.

La bomba è innescata ed esploderà poco dopo quando Fedez pubblicherà sui social un video che riporta la telefonata con la vice direttrice di Rai3 Ilaria Capitani. Scirevdo su social: “Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad ’adeguarmi ad un SISTEMA’ dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi“.

Fedez preciserà che “dai vertici di Rai3 “mi hanno chiesto di omettere  partiti e  nomi e di edulcorare il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino, ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutte le responsabilità e le conseguenze di ciò che dico e faccio“.

Salvini nella serata del Primo Maggio tenderà la mano a Fedez, invitandolo di nuovo tramite social “a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti“. “Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare – scrive il leader della Lega – Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. E’ già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. E’ già così“.

La schermaglia divenuta vera e propria battaglia fra Salvini e Fedez aveva riempito i social e le agenzie col cantante all’attacco e il leader della Lega a difendere la posizione sul ddl Zan e a ribadire i principi che lo portano ad avere obiezioni sul testo del decreto. E con divagazioni sui 49 milioni, sul numero di firme raccolte dal Salvini contro il coprifuoco e quelle a favore del ddl Zan.

Con il coro della politica diviso a favore del cantante oppure  delle posizioni conservatrici in materia di diritti. E la riflessione che gli uomini di spettacolo come Fedez, sul fronte opposto Pio e Amedeo o lo stesso Checco Zalone col recentiissmo video La vacinada incidano sulle coscienze più dei politici che avrebbero proprio quella come missione. Del resto da Berlusconi a Grillo, chi ha in mano i media o li utilizza ha già fatto abbondanti incursioni in politica, scrive stamani Antonio Polito sul Corriere. Ma intanto la politica dovrebbe riflettere sul vuoto che ha creato ed altri riempiono.