Vite spezzate: Jenny, Vanessa e Ada, vittime di femminicidio per mano di uomini che dicevano di amarle

Tre donne freddate in strada, dai compagni, dagli ex, da uomini che dopo aver tolto loro la vita hanno provato a fare lo stesso su di sé. In Sicilia l'orrore della 'mattanza delle donne' ma secondo la senatrice Drago: "Questa è una dinamica nazionale, sono variabili presenti in tutta Italia"

L’assassino l’ha chiamata per nome e le ha sparato per strada, in pieno volto, davanti a una testimone atterrita. Giovanna Cantarero, giovane mamma di 27 anni, per tutti Jenny, è stata uccisa a Misterbianco, alle porte di Catania, la sera di venerdì 10 dicembre. Erano le 21.20, era appena uscita dal panificio dove lavorava. Un delitto che pare un’esecuzione. “Modalità semi-mafiosa”, ha dichiarato il sindaco del capoluogo Salvo Pogliese alla fiaccolata della memoria.

L’orrore

Giovanna “Jenny” Cantarero, uccisa a 27 anni a Misterbianco, alle porte di Catania

Jenny è caduta sotto una pioggia battente, un sacchetto del pane tra le mani. Così l’ha trovata la madre, che era passata a prenderla per accompagnarla a casa. Urla strazianti, l’abbraccio a un corpo senza vita. Il killer è scappato in scooter. Aveva il volto coperto, ha raccontato la testimone ai carabinieri. La fuga è durata tre giorni e tre notti. La mattina del 14 dicembre Sebastiano Spampinato, 30 anni, sposato e padre di due figli – per gli investigatori l’assassino – è stato trovato morto nel cortile di una villetta abbandonata. Un colpo alla tempia. “L’ipotesi del suicidio appare la più probabile”, dichiara il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. L’uomo avrebbe avuto una relazione “burrascosa” con la vittima, così l’hanno definita gli inquirenti. Guardando indietro: Lorenzo, il padre di ‘Seby’, venne ucciso nel 2006 a Torino da due sicari arrivati dalla Sicilia. “Vittima di una faida”, per le indagini. E pagò con la vita la sua scelta di collaborare con la giustizia Luigi Ilardo, pentito ucciso quando Jenny aveva solo 2 anni, marito di una parente della vittima. Ma “non è emerso alcun collegamento” tra questo scenario lontano nel tempo e il delitto, risponde il procuratore alla domanda.

 

Bella come il sole

Vanessa Zappalà, 26 anni, assassinata dall’ex sul lungomare di Aci Trezza

Al funerale della giovane mamma hanno sparato anche i fuochi d’artificio, usa così. Applausi al passaggio della bara bianca con la foto. “Un uragano di sorrisi, due stelle per occhi; sempre allegra, solare. Ricordo ancora le nostre estati al lido. Non ti dimenticherò mai Je”, i pensieri sui social. Eppure. Eppure anche sui giornali siciliani c’è chi ha notato il silenzio su questo omicidio. Il giovane sindaco di Misterbianco, Marco Corsaro, è stato tra i pochi a non sottrarsi alle domande. Così il collega di Catania e la parlamentare Tiziana Drago (Fratelli d’Italia). La senatrice catanese però è certa: “Questa è una dinamica nazionale. Attenti a non cadere nella narrazione della Sicilia terra dell’omertà. Perché sono variabili presenti in tutta Italia. Così come continua culturalmente ad esistere, da nord a sud, il delitto d’onore, pur abrogato dal codice”. Già. Fino a quarant’anni fa, lo ‘stato d’ira’ per la scoperta di ‘relazioni illegittime’ era considerato un’attenuante. L’ultimo caso proprio in Sicilia, era il 1964. E ancora in Sicilia, due anni dopo, il no di Franca Viola – la donna che rifiutò di sposare l’uomo che l’aveva rapita e fece la storia – portò poi a cancellare il ‘matrimonio riparatore’, uscito dal codice sempre nell’81.

Jenny, Vanessa, Ada

Ada Rotini, 46 anni, massacrata a coltellate dal marito

Di Jenny non restano nemmeno le parole. Com’era lei, innamorata della sua bambina di 4 anni, si può intuire solo da quel che scrivono gli altri. “Mi facevi da mamma, da sorella, da amica, eri davvero tutto… Solo tu mi capivi, e se avevo bisogno di qualcosa eri sempre la prima ad essere disponibile. E se qualcuno si metteva a tu per tu con me, eri sempre la prima a difendermi…”. Così scrive chi le voleva bene postando una delle rare foto circolate.
Un orrore senza fine. L’omicidio di Jenny non può non ricordare quello di Vanessa Zappalà, che aveva solo 26 anni, anche lei lavorava in una panetteria. Uccisa dall’ex – che aveva denunciato – sul lungomare di Aci Trezza, sempre nel Catanese; era la notte tra il 22 e il 23 agosto. La ragazza era in compagnia di amici, lui le ha scaricato addosso sei colpi di pistola. Dopo, lo hanno trovato impiccato in un casolare. Sui muri frasi per chiedere scusa alla sua famiglia ma neanche una parola per Vanessa che era “la principessa” di mamma e papà e il 19 luglio scriveva: “Non puoi mostrare il mare che hai dentro a chi non sa nuotare”.
Solo due settimane più tardi, l’8 settembre a Bronte – ancora nella stessa provincia, ancora per strada –, la ‘mattanza’ di Ada Rotini. Aveva 46 anni e due figli. È stata massacrata a coltellate dal marito, in Comune li aspettavano per l’udienza di separazione consensuale, anche lei si era già rivolta ai carabinieri per i maltrattamenti subìti. Lui poi ha cercato di togliersi la vita. Restano le foto di questa mamma con i figli, un pugno nello stomaco lo scatto in cui sorride con la sua bambina. In alto una scritta: no alla violenza sulle donne.